Cherubini: «Serve uno spirito diverso». Giampaolo: «Se fai gol sei bravo, ma se lo subisci…»

Dalla sala stampa dello stadio “Ennio Tardini”, le dichiarazioni a caldo del post Parma-Cremonese (clicca qui per le pagelle), match terminato 0-2.

A presentarsi davanti ai microfoni, per i crociati, l’AD Federico Cherubini e il mister Carlos Cuesta. In rappresentanza dei lombardi, l’allenatore Marco Giampaolo e l’autore del secondo gol Jari Vandeputte.

Ecco le dichiarazioni raccolte dalla redazione di SportParma.

CHERUBINI «I fischi dei tifosi sono meritati. Sono qui per dire che, se tutti i sacrifici fatti fino ad oggi, per arrivare nella posizione in cui siamo, pensiamo siano sufficienti, ci sbagliamo. L’avevo già detto nel pre-gara di Torino, quando il modo era diverso. Questa vicinanza all’obiettivo, dato per raggiunto, quando mancavano 10 partite, era sicuramente negativa. Credo sia fondamentale recuperare quello spirito che ci ha portato a fare 34 punti fino a oggi.
Rimettere l’elmetto? L’età non deve diventare un alibi, perché per non lo è, e non credo manchi carattere. Questo gruppo si è contraddistinto per un grandissimo spirito, che l’ha portato a fare risultati importanti. Cosa non ha funzionato in queste due partite è un qualcosa su cui dovremmo interrogarci. Ora c’è una sosta, per fortuna: uscire tra i fischi dei tifosi ci fa riflettere. C’erano tutte le condizioni per fare bene oggi. Siamo padroni del nostro destino e tra 15 giorni dovremo tornare in campo con uno spirito diverso.
Quando parliamo di parte sinistra della classifica, piano piano, ci ritroviamo a fare i conti con il nostro obiettivo principale. Parlare di salvezza non è tarpare le ali a nessuno. Bisogna fare le cose un po’ alla volta. La salvezza il prima possibile, poi inizieremo a guardare alla parte sinistra: il focus è sull’obiettivo dichiarato, che non significa che col Parma da qui a 5 o 10 anni il Parma debba lottare per la salvezza. In questo momento storico, sì.
Io non ho la ricetta oggi e credo che la sosta ci aiuterà a riflettere in queste 5 partite: non è il momento di tracciare i bilanci né di addossare colpe, ma trovare la soluzione per il nostro cammino».

CUESTA «Non siamo riusciti ad attaccare nel primo tempo: la costruzione non è stata fatta bene e neanche il recupero della palla in pressione alta. Nel secondo tempo è cambiata la dinamica della partita dopo il gol dell’avversario: mi prendo la responsabilità assoluta per quello che non siamo riusciti a fare.
Mi prendo io la responsabilità per primo. Sappiamo che l’obiettivo non è raggiunto e che bisogna lavorare bene per fare punti. Non penso sia stata una questione di atteggiamento: bisogna lavorare meglio e in quello mettere il focus.
I fischi? Accettiamo quello che i tifosi pensano: sappiamo che lo fanno per il bene comune. Tutti vogliamo migliori prestazioni e migliori risultati, ancora dobbiamo far tanto. In queste 30 partite, ci sono state cose positive fatte. Ma dobbiamo alzare il livello, io per primo, per raggiungere gli obiettivi.
Suzuki? Completamente recuperato, se no non sarebbe stato ila portiere che sta giocando. Poteva evitare il gol? No.
La Cremonese con la difesa a 4? Era contemplata questa possibilità. Non ci sono alibi, noi dobbiamo essere ponti per tutti gli scenari e fare sempre la prestazione».

GIAMPAOLO «Il mio riferimento alla fortuna era al fatto che io dovessi essere bravo a trasmettere due concetti per uno cosa o per l’altra. E che poi questa teoria potesse avere un riscontro nella partita. Ci sono episodi dentro una gara che se ti girano bene riesci a star dentro alla gara con convinzione, s Enza sporcare la testa. Una piccola difficoltà avrebbe potuto riaprire le paure e le tensioni: è così, è normale. I giocatori in 3 giorni hanno fatto molto di più rispetto a quello che io sono stato capace di trasmettere.
Sono stati bravi i 4 lì davanti a impedire al Parma di sviluppare delle superiorità numeriche: ci siamo assunti dei rischi, lo sapevo. Speravo che comunque potessimo capire subito come si sarebbe svolta la partita: abbiamo fatto bene la prima fase e la prima costruzione, che ci ha permesso di acquistare un po’ di fiducia. Temevo che il Parma potesse giocare un maniera diversa e che potesse saltare il nostro piano partita. La partita si  è svolta secondo i cambi. Poi, se fai gol sei bravo; se lo subisci, sei un asino.
Dedica per la vittoria? Sul divano si stava comodi (ride, ndr): non c’era adrenalina, non c’era rischio. Ma bisogna anche rischiare. Ho girato, ho cercato di aggiornarmi. Poi, però, c’è il richiamo della foresta, che ti dà emozioni grandissime e anche delusioni. Ma vale la pensa anche rischiare delle delusioni. Non la dedico a nessuno da un punto di vista personale: la dedico alla squadra. In questa direzione, voglio rivolgere un pensiero di solidarietà a uno specialista di salvezze impossibili, come Davide Nicola. Facciamo tutti lo stesso mestiere. La squadra era in salute dal punto di vista fisico, quindi vuol dire che è stata allenata bene».

VANDEPUTTE «Grandissima prestazione della squadra, oggi per noi era importante dimostrare che volevamo ripartire forte con un nuovo mister. Prestazione molto positiva. Sul gol mi sono emozionato molto, è il mio primo anno in A: il gol non lo cercavo apposta, ma oggi ovviamente sono ancora più contento di aver dato il mio primo contributo. Lo dedico a mia moglie e alle bimbe.
I risultati ultimamente non erano positivi: eravamo entrati in un loop negativo ed era difficile uscirne. Ci dispiaceva per i tifosi, che meritano di più. Era importante dare un segnale a loro e al campionato: la Cremonese c’è. Era importante la fame di fare le cose.
Giampaolo è arrivato pochi giorni fa, in campo siamo riusciti a fare poco: abbiamo provato a lavorare su quello che ci ha chiesto in pochi giorni, lo abbiamo applicato in questa partita e secondo me lo abbiamo fatto bene. Il risultato poteva arrivare tramite l’atteggiamento e la fame, che ultimamente ci mancava».

piwik.php?idsite=2&rec=1&url=https%3A%2F%2Fsportparma.com%2Fparma