Ondrejka e l’Udinese, una seconda prima volta per ritrovare se stesso
Il Parma ritrova l’Udinese, avversaria di lunga data (51 partite) in Serie A, e Jacob Ondrejka la squadra contro cui aveva disputato la sua prima partita ufficiale in questa travagliata stagione.
Proprio nel match d’andata del 29 novembre scorso, lo svedese classe 2002, di rientro dal pesante infortunio estivo, aveva fatto il suo esordio con i ducali: 45′ incoraggianti, che avevano restituito, finalmente, al pubblico del Tardini il talento di Landskrona, tanto mancato nelle prime 12 partite di campionato. Nonostante la sconfitta contro i friulani, la seconda prima volta in crociato del numero 17 era stata una buona notizia, valsa quasi come una vittoria. Il suo rientro pimpante era stato dimostrato con i fatti: 3 tiri tentati (di cui 1 in porta e 1 respinto), 2 cross effettuati con estrema precisione, 1 passaggio chiave e 11 passaggi su 12 effettuati nella metà campo avversaria. Dati che indicavano la voglia di risultare incisivo, come lo era stato fin da subito nella stagione precedente.
Un anno fa, l’impatto di Ondrejka al Parma era stato semplicemente devastante: in 12 presenze da 416′ complessivi, Jacob era riuscito a segnare ben 5 reti - utili alla scalata salvezza della squadra allora di mister Chivu –, una ogni 83’. La media-gol inferiore alla marcatura a partita è roba per pochi: per lui e per soli altri cinque calciatori (il napoletano Milik e il beneventano Diabaté nel 2017/’18; lo juventino Kean e il laziale Immobile nel 2018/’19; l’atalantino Muriel in due occasioni, sia nel 2019/’20 sia nel 2020/’21) negli ultimi dieci anni.
In questa edizione della Serie A, però, il rendimento dello svedese è ben al di sotto dei fasti del torneo 2024/’25 che ne aveva fatto emergere il radioso talento. Il minutaggio è praticamente raddoppiato (752’ giocati), le presenze sono di più (15): eppure alla voce gol segnati e assist realizzati quell’antiestetico zero non è ancora stato cancellato. Non si può dire che Ondrejka non ci abbia provato – 33 tiri (20 in porta, 12 respinti e 1 fuori) –, ma la precisione delle conclusioni, pari al 35%, dimostra che le occasioni per gonfiare la rete siano state poche e alla fine abbiano minato la qualità delle sue performance.
Dopo 11 partite giocate consecutivamente in campionato, mister Cuesta ha iniziato a sacrificarlo (sull’altare del pragmatismo difensivo e del 5-3-2) negli ultimi 9 turni nei quali, invece, ha sempre giocato dall’inizio il rinforzo invernale Strefezza: da febbraio a oggi, 5 panchine per intero, 144’ giocati in 4 presenze con una sola titolarità (il 21 marzo contro la Cremonese) sono un chiaro segnale di declassamento. Il giovane messia Jacob in questa stagione non si è ancora rivelato: «Se non segno, posso comunque piacere alle persone – aveva dichiarato, a dicembre, l’ex Anversa - anche solo essendo un bravo giocatore e giocando bene». Il gol non è una conditio sine qua non, insomma. Ma, di certo, andare a referto aiuterebbe Ondrejka a giocare sui suoi livelli e potrebbe far rivedere le preferenze di Cuesta. Chissà che la gara in casa dell’Udinese non possa rappresentare, ancora una volta, la tappa della ripartenza stagionale di Jacob. Per, poi, non fermarsi più.
