
Cherubini: «Cuesta, scommessa vinta. Da capire se ci sono ancora le motivazioni»
Il Parma Calcio si è aggiudicato la prima edizione del premio Fondazione Roma - Il Valore del Gioco, istituito da Fondazione Roma e dalla Lega Serie A dedicato alla Società di Serie A Enilive che, nel corso della stagione sportiva, si è distinta per correttezza, rispetto delle regole ed etica sportiva, dentro e fuori dal terreno di gioco.
La consegna del riconoscimento - avvenuta ieri sera a Roma - ha premiato il Club che ha saputo interpretare nel modo più autentico i valori fondanti dello sport, attraverso comportamenti virtuosi e un modello di gestione responsabile e sostenibile. A ritirarlo, per il Parma Calcio (che destinerà la donazione di 100.000 euro a favore di un’associazione scelta dal Club stesso: Associazione Cento Per Uno) è stato l’amministratore delegato Federico Cherubini.
«Ricevere questo riconoscimento è motivo di grande orgoglio per tutto il Club. Il premio ‘Fondazione Roma - Il Valore del Gioco’ rappresenta il valore del lavoro quotidiano portato avanti da ogni componente della famiglia gialloblu. Crediamo fortemente che il calcio debba essere un esempio positivo, capace di generare impatto sociale, promuovere inclusione e trasmettere valori autentici alle nuove generazioni. Questo premio appartiene ai nostri calciatori, allo staff tecnico, ai dipendenti, ai partner e ai nostri tifosi, che ogni giorno contribuiscono a costruire un ambiente sano, rispettoso e responsabile. Un ringraziamento speciale va anche a Fondazione Roma e Lega Serie A per aver istituito un riconoscimento che valorizza l’etica sportiva e la responsabilità sociale nel calcio italiano» ha dichiarato il CEO crociato.
Passando ai temi di campo, Cherubini ha risposto alle domande dei giornalisti sull’ultima partita giocata dalla squadra di mister Cuesta contro la Roma: «I giocatori e l’allenatore hanno fatto una grandissima prestazione, erano avanti fino a pochi minuti dalla fine. A me rimane questo e la soddisfazione che è bello aver visto i giocatori crescere, e un allenatore guidare in maniera, secondo me, eccellente, la squadra».
Sollecitato sul tema dell’allenatore spagnolo, sul cui futuro aleggia un fitto mistero, Cherubini ha usato parole d’elogio per quella che si è rivelata «una scommessa ampiamente vinta. Era una scelta molto rischiosa, almeno per il sistema, soprattutto con una squadra così giovane - ha detto a proposito di Carlos Cuesta –, ma eravamo convinti che avesse le qualità giuste per guidarla. Tutti chiedono di programmare, ma prima dobbiamo chiudere il campionato. Abbiamo ancora due partite importanti, poi ci siederemo con Carlos Cuesta e il suo staff per capire se le motivazioni sono ancora quelle che ci hanno unito la scorsa estate e sicuramente avremo la possibilità di continuare. Siccome è successo con Christian Chivu, lo scorso anno, ma sicuramente il lavoro che Carlos ha fatto è stato straordinario. E, tra l’altro, non ci sono contratti da discutere perché ha già sotto contratto fino al 2027, e abbiamo anche un’opzione sul 2028».
Un monito piuttosto sibillino che fa il paio con le dichiarazioni rilasciate, a Tivoli, al Premio Maestrelli (clicca qui), in cui il dirigente umbro non solo aveva detto di aver apprezzato le dichiarazioni dell’allenatore avversario, Gian Piero Gasperini, dopo Parma-Roma, ma anche di preferire la via della riflessione e del silenzio al posto delle polemiche contro gli arbitri.
