Mpasinkatu a SP: «Elphege, attaccante in via d’estinzione. Ndiaye ha personalità»

In occasione della 26ª puntata stagionale del PARMATALK, l’appuntamento settimanale in live sui canali di SportParma, è stato ospite Malu Mpasinkatu, direttore sportivo professionista e grande esperto di calcio francese e africano (clicca qui per rivederla). Nel corso della puntata ha parlato dell’attaccante crociato Nesta Elphege, del mercato francese e di Abdoulaye Ndiaye.

Il dirigente nato in Repubblica Democratica del Congo (di cui, in passato, è stato ds per le Nazionali di calcio, ndr) ha parlato del primo gol di Nesta Elphege in Serie A: «Sono contento perché è un giocatore che conosco da molto, mi è sempre piaciuto perché è quel prototipo di attaccante un po’ in via di estinzione: una prima punta che sa attaccare gli spazi, bravo nella spizzata aerea e che non è lento. Spesso uno di 1 metro e 96 centimetri può risultare pachidermico: lui no, e l’ha dimostrato anche con la scaltrezza con cui ha fatto quel bel gol contro l’Udinese». Mpasinkatu ha continuato parlando del motivo per cui i calciatori francesi fanno così bene negli altri campionati: «Io dico sempre una cosa: è molto importante la morfologia. Elphege in Francia, sarebbe andato spesso a giocare con giocatori con la sua stessa morfologia: questo vuol dire che nei duelli avrebbe trovato giocatori con la sua stessa morfologia fisica. Nel campionato italiano, dove a livello atletico ci sono alcune differenze, questo aiuta tantissimo».

Il classe 1976, in qualità di esperto del calcio francese, ha parlato dell’abbondanza del mercato d’oltralpe: «La Francia è un mercato dove si può pescare anche nelle serie minori e trovare giocatori assolutamente interessanti. In questo momento storico, hanno un’abbondanza enorme: si può dire che la domanda supera l’offerta. Sono talmente tanti che certi giocatori paradossalmente in altri Paesi potrebbero essere da nazionale, ma in Francia non lo sono. Bonny, pescato ragazzino e fatto crescere al Parma, oggi è all’Inter, ma nonostante questo non è nelle prime scelte per la nazionale francese: se fosse italiano, oggi sarebbe titolare o comunque nel giro della Nazionale azzurra. In Francia i giocatori esplodono giovanissimi, a 16/17 anni, e quando arrivano a 25 sono considerati vecchi; invece, un 25enne in Italia viene considerato giovane. Lì, hanno questa precocità. Poi, c’è chi riesce a mantenere il livello e chi ha bisogno di circumnavigare per arrivare al suo obiettivo e al suo vero valore. Quello francese è il mercato che dà più giocatori a tutta Europa: non c’è campionato tra i top dove non giocano giocatori francesi. Nesta Elphege dimostra che si possono pescare giocatori in tutte le serie francesi, anche le più basse».

In chiusura, il quarantanovenne di origini africane, ha parlato del difensore senegalese Abdoulaye Ndiaye: tornato in campo con il Parma con cui non giocava da novembre: «Ndiaye ha fatto molto bene in Francia: il Bastia è una squadra che lavora bene, che sa prendere talenti. In Italia soprattutto quando giochi in una zona cosi importante del campo, dove la tattica fa da padrona, l’inserimento è un po’ più difficile; poi, ci aggiungi l’infortunio… e dunque le sue qualità non sono emerse. È un giocatore che ha gamba, che sa che deve recuperare il tempo perduto: secondo me, in questa fase finale di campionato, se Cuesta gli dovesse dare fiducia, potrebbe lanciare un giocatore che tutti i tifosi del Parma vogliono vedere al meglio possibile per dare un giudizio. È un giocatore che ha personalità e farà vedere che a Parma ci può stare assolutamente».

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