
Il Parma scappa, Noslin lo riprende: 1-1 in casa della Lazio
Finisce con un punto raccolto, e qualche rammarico, il 31° turno di Serie A per il Parma, che non va oltre l’1-1 con la Lazio, nonostante un primo tempo di totale controllo.
à il 21° punto raccolto dai gialloblù in trasferta, ancor una volta con un gol che vale oro. Vero, la rete di Delprato è arrivata ancora una volta da piazzato, ma stavolta non è che una circostanza in un primo tempo in cui il Parma ha giocato meglio della concorrente. Va riconosciuto che la Lazio non ha opposto una grande resistenza: lenta e ingolfata nella sua maniera di calcio quasi antica, l’imprecisione tecnica non solo ha mandato a nozze il blocco basso del Parma, ma le iniziative dei biancocelesti (0 tiri in porta nel primo tempo) si ricordano più nel tentativo di rubacchiare rigori che nell’impensierire Suzuki. La Lazio ha avuto più spesso il pallone (56% di possesso palla), ma il Parma (44%) l’ha mosso meglio e con più idee: si veda l’azione che porta al tiro Valeri, con quasi tutti i gialloblù coinvolti nel risalire il campo col fraseggio. Tutta la squadra ha sicuramente giovato del trio Nicolussi, Bernabé e Keita. Unico neo, il giallo al diffidato Pellegrino.
Al rientro dagli spogliatoi, la Lazio ci prova con altro cipiglio, ma qualità ed efficacia continuano a mancare. Cuesta dice ai suoi Difendere!â e il Parma difende basso, bassissimo. Troppo basso. In pratica, tutto rintanato nella sua trequarti, l’undici di Cuesta smette di giocare, tanto che non si segnalano ripartenze, fatta eccezione per un tiro fuori di Strefezza. Inevitabile, dunque, che sull’incursione di Noslin arrivi il pari, per quanto fortunoso. Chissà se, nella ripresa, il Parma abbia voluto smettere di giocare o non abbia potuto farlo. Noslin, ancor lui, ha punito i ducali, segnando la marcatura che ha spartito la posta in palio. Resta comunque il pareggio contro una Lazio tutt’altro che irresistibile â ma il risultato è corretto â, nel contesto di una delle tante partite di questa Serie A dalla pochezza tecnica a tratti svilente (si vedano i quattro, cinque palloni spediti nella Stratosfera da Tavares e Dele-Bashiru).
LE SCELTE Cuesta, per la prima volta dal ko contro la Juventus, decide di schierare contemporaneamente dal 1′ Nicolussi Caviglia, il recuperato Bernabé e Keita nei tre di centrocampo. Squalificato Troilo, Circati torna al centro della difesa che protegge il solito Suzuki. La Lazio risponde con l’inderogabile 4-3-3, con la bella sorpresa Motta in porta, Maldini da attaccante centrale e l’intramontabile Pedro al posto dell’infortunato Zaccagni.
BENEDETTI PIAZZATI L’inizio del match non sarà ricordato tra i più spumeggianti ma, pur a basso ritmo, le iniziative principali sono del Parma: al 12′, il primo tiro della contesa è di Bernabé, di fatto un passaggio a Motta. Al 15′, l’ennesimo mortifero calcio piazzato della stagione premia il buon inizio gialloblù: la difesa di casa fatica è goffa sulla seconda palla, meno lo è capitan Delprato per insaccare lo 0-1. Il secondo gol stagionale del bergamasco coincide col 14° che il Parma ha realizzato a partire da un calcio piazzato (sui 26 complessivi). Al 32′ arriva la peggiore notizia del primo tempo quando Pellegrino, in ripiegamento addirittura sulla propria trequarti, incappa in un pestone su Pedro che gli costa un giallo pesante: diffidato, salterà il Napoli. Di lì a 3′, la Lazio riesce a sfondare per la prima volta in area crociata ma Circati, ultimo baluardo, concede solo l’angolo. Il Parma legittima il vantaggio al 44′, quando Valeri chiama Motta a una grande parata al termine, forse, della migliore azione del campionato. Ad ogni modo, il Parma va negli spogliatoi in vantaggio per la prima volta nel girone di ritorno, dopo 7 pari consecutivi.
IL PARMA DURA UN TEMPO I secondi 45′ si aprono con la Lazio che quantomeno prova ad accelerare il giro palla, ma ormai il Parma si è chiuso ermeticamente e le maglie gialloblù affastellano ogni spazio dalla trequarti in giù, compresi gli indefessi Strefezza e Pellegrino. Dopo 50′ di gioco, arriva la prima parata di Suzuki, sul tiro dalla distanza forte ma centrale di Dele-Bashiru. Un brivido corre sulla schiena del Parma e di Suzuki al 66′, sulla botta da lontano di Lazzari, ma il nipponico è bravo a trattenere il pallone; sul cambio di fronte, tocca a Strefezza tentare la sorte da lontano: fuori di poco. Non il coraggio, né l’altruismo né la fantasia, ma i cambi e la sorte portano la Lazio al pari: lo scambio sulla sinistra tra Tavares (fino a qui sabotatore delle buone intenzioni dei suoi) e Noslin porta l’olandese in area e a calciare contro il tacco di Circati, che inganna Suzuki. Pari forse immeritato, ma il Parma nel secondo tempo ha rinunciato a giocare. Il VAR nega un rigore al Parma per il fuorigioco di Pellegrino, che a fine partita sarà il crociato ad aver corso di più (10.4 chilometri, enormità per un attaccante).
LAZIO â PARMA 1-1
Reti: pt 15′ Delprato; st 32′ Noslin
LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic (13′ st Lazzari), Provstgaard, Romagnoli, Tavares; Taylor, Cataldi, Dele-Bashiru; Isaksen (13′ st Cancellieri), Maldini (20′ st), Pedro (13′ st Noslin).
A disposizione: Furlanetto, Giacomone, Ratkov, Belahyane, Hysaj, Basic, Przyborek, Farcomeni. All. Sarri.
PARMA (3-5-2): Suzuki; Delprato, Circati, Valenti; Britschgi (47′ st Carboni), Nicolussi Caviglia (25′ st Estévez), Keita (47′ st Sørensen), Bernabé (36′ st Ordóñez), Valeri; Strefezza (36′ st Oristanio), Pellegrino.
A disposizione: Corvi, Rinaldi, Ndiaye, Ondrejka, Elphege, Mena Martinez. All. Carlos Cuesta.
Arbitro: sig. Matteo Marcenaro di Genova.
Assistenti: Marcello Rossi di Biella e Christian Rossi di La Spezia.
IV Ufficiale: sig. Davide Di Marco di Ciampino.
VAR e AVAR: sig. Giacomo Camplone di Pescara e sig. Michael Fabbri di Ravenna.
Note: stadio âOlimpicoâ di Roma. Ammoniti: al 27′ pt Strefezza (P), al 32′ pt Pellegrino (P) per gioco falloso, al 42′ st Noslin (L) per proteste. Espulso: . Falli: 12-8 Â (8-5). Tiri: 7-7 (2-4). Tiri in porta: 3-4 Â (0-3). Corner: 7-2 Â (2-1). Recupero: 1â pt; 6â st.
