
IL GALLO DI CASTIONE / IL TEMPO NECESSARIO PER LA TRASFORMAZIONE DI CREMASCHI
(Il Gallo di Castione) – Ci è qui una: dice che la guerra è giusta. La faccia sedere. Ma ha due chiappe al posto delle guance. La faccia sedere. Ma ha promesso che toglie le accise al carburante, che andremo prima in pensione, che ci pensa lei alla sicurezza, che ci aumenta lo stipendio, ha promesso che… La faccia sedere. Che se sta in piedi continua a promettere, va a finire che ci crediamo…
Sono un poco depresso, mi viene fin il dubbio che son nato perché han dato a mio babbo un preservativo della Chicco, quello coi fori, che poi vende anche articoli per neonato. Sono un figlio dei fori...
Così, per rilassarmi, quasi quasi mi guardo un film porno, ma poi andrà a finire come l’unico che ho visto (il maschio che ha visto un solo porno è mitologico, l’uniporno), l’unico film a luci rosse dove lei aveva il mal di testa. Del resto io sono stato molto precoce con le donne. Pensate che a 14 anni già non le capivo. Perché la donna è un essere meraviglioso, ma complesso.
Mica come l’uomo, perché poi, il mondo di un uomo, poggia su tre grandi quesiti: – Che si mangia stasera? – Me la darà? – Era veramente rigore? Non è mica che il maschietto, soprattutto in giovane età quando è sopraffatto dagli ormoni e dalle passioni viscerali, si ponga tante domande esistenziali, e non è mica detto che crescendo aumenti di saggezza, invece a me è successo di avere un’illuminazione, che stavo facendo del bricolage quando finalmente ho capito il senso dell’avvita.
Prima di entrare nella filosofia, bisogna che mi ricordi cosa stavo facendo e dove stavo andando, che il trinariciuto direttore della testata (avrà parenti sardi ?) sta già pestando che si entri nel merito, con il resoconto della partita giocata coi gigliati, che, Ve lo dico subito, si poteva anche non guardare che non si perdeva nulla. La partita si riassume nella statistica. Zero tiri in porta il Parma e un tiro in porta dei viola-vestiti.
Una partita brutta, a tratti inguardabile, ma se il Parma fa un altro passo verso la salvezza, la Fiorentina resta con vista sull’Abisso, a un punto dal terzultimo posto. Voi direte: ma non era Abisso l’arbitro di Firenze. Infatti, mentre la consorte del suddetto direttore di gara ansimava felice sul lettone, il disgraziato (nell’occasione addetto Var del derby) arbitro si esimeva dal segnalare il braccio malandrino nell’area del Milan. La morale è che i cornuti non hanno sempre il fischietto in bocca…
Ma si diceva delle statistiche del match giocato sul campo di Firenze, che sono lo specchio di una partita ribrutta, a tratti reinguardabile, senza quell’agonismo da ultima spiaggia che pure avrebbe dovuto animare la Fiorentina. Il fatto è che quella squadra è stata costruita per altri obiettivi e non è facile entrare nell’ottica “lotta per la salvezza”. Cuesta squadra, invece, dà sempre il massimo impegno con i giocatori che si aiutano per superare le difficoltà. Per esempio, il soldatino che è stato prodigo di consigli col neo terzino americano, cercando di sopperire alla sua inesperienza da età e da ruolo per lui inconsueto. E poi, al suo fianco, sta crescendo lo stopper centrale argentino, autore di una bella partita senza sbavature. Mi immagino il Mister: Me lo comprate un terzino al mercato? No? Allora me lo invento io. Ma gli farà bene, al ragazzo. Anche se tornasse a fare il tornante, nel frattempo avrà imparato la fase difensiva. Facendo di necessità virtù, come diceva mio nonno, più avvezzo alla frittata che alla cotoletta. E tutti a chiedersi del perché Cremaschi non giocasse. Ora si è capito. Per trasformare il capocannoniere del mondiale Under 20 in un terzino destro serviva un po’ di tempo… E dopo sei mesi il gioco è fatto, anche discretamente visto che ha fermato il gosino che ungulava sulla sua fascia.
Troilo ci piace ai tifosi. Perché è bello da vedere, perché là in mezzo le prende tutte e poi per la garra che ci mette in campo. Keità è un altro che si fa notare, imponente e guerriero, se ne esce spesso palla al piede, anche se mica sempre sa cosa farci. Sorensen è uscito un quarto d’ora prima e comunque vince anche oggi il premio maratona con 11,3 km. Copre le due fasce tanto che ti chiedi se abbia il dono dell’ubiquità. Quando impara anche a giocare a calcio diventa forte davvero. Corvi colpisce perché riesce a trasmettere tranquillità alla difesa e anche l’argentino pluripurgato di rossi sembra stare più sereno.
Là davanti stiamo facendo le prove: chissà che il gioco di attacco (e il contropiede) non lo si possa imparare nei corsi estivi di recupero: per quest’anno accontentiamoci di segnarne ogni tanto uno in più degli avversari, che ce n’è a basta. Del resto, se non prendi gol, alla minima pareggi, se poi Ordonez o Troilo la fan fuori dal vaso porti a casa tre punti. Momento nostalgico, quando la facevo nel vaso, mi ricordo che ero bambino, credevo alle favole, e mi ricordo di Biancaneve che era diventata femminista e aveva deciso di cavarsela da sola, così, molto orgogliosa è andata in piazza e ha detto alla gente: Guardate, senza nani. Ma per via del resto, per via di farla dentro o fuori dal vaso, una domanda mi giunge spontanea: Perché farla sempre seduti sul cesso? Ci sono molte altre posizioni, come ci insegna il Kagasutra.
E per via della nostalgia che ci assale, mi viene la nostalgia di quando ero un ragazzo, che stavo bene, noi ci piacevano le cose semplici, serate trascorse a mangiare crostacei e parlare di religione, di Baresi e di Scirea: Dio, cene, scampi e liberi. Il Gallo di Castione
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