Cuoghi a SP: «Grandissimo lavoro di Cuesta. Bernabé? Manca il salto di qualità»

In occasione della 27ª puntata stagionale di  PARMATALK, il webshow sul Parma Calcio in diretta live sui canali di SportParma (clicca qui per rivederla), è stato ospite l’allenatore ed ex centrocampista di Parma e Pisa Stefano Cuoghi, che ha parlato parlato delle stagioni dei suoi due vecchi club, dell’operato di Carlos Cuesta e del centrocampo gialloblù.

Sul campionato condotto da Parma e Pisa - che, alla viglia della sfida del Tardini, condividevano il primato negativo di gol segnati (24) - Cuoghi ha affermato: «Quest’anno ho visto tante partite di entrambe, la differenza sta nell’organizzazione e nella qualità dei singoli, specialmente a difesa e centrocampo. Oramai si guarda un calcio diverso da una volta, è più propositivo: l’Italia ha perso la capacità di saper difendere, oggi si parla solo di portare palla e proporre. Ma alla fine, specialmente per determinate squadre, non subire gol diventa fondamentale: ciò vuol dire essere organizzati e vuol dire che i difensori devono sapere marcare l’uomo. Poi, saper proporre è una cosa in più che serve sempre, ma non è una cosa fondamentale per i difensori». 

Il modenese classe 1959 – ex allenatore tra le altre di Crotone, Spezia, Arezzo, Venezia, Como, Lecco e Perugia - ha poi parlato del collega Carlos Cuesta: «Cuesta è riuscito a sfruttare al massimo le qualità dei suoi giocatori, con una organizzazione ben definita che ha permesso al Parma di salvarsi tranquillamente. Direi che il mister ha fatto un grandissimo lavoro; poi, se gli daranno giocatori di un livello tecnico superiore, allora dovrà far vedere altre cose. Ma in questo momento ha fatto vedere ciò che era necessario e quello che era nelle possibilità della squadra. Ha ottenuto una salvezza assolutamente meritata, facendo il campionato che doveva fare e ha ottenuto un risultato importantissimo. Il Parma ha fatto prestazioni più o meno buone, ma nel complesso Cuesta ha proposto qualcosa di importante. Bisogna dare merito ad allenatore e giocatori per aver fatto un campionato all’altezza: questo è ciò che volevano tifosi e società».

L’ex centrocampista - che in gialloblù giocò 106 partite (con 4 gol e 8 assist realizzati) dal 1990 al 1993, conquistando anche una Coppa Italia e una Coppa delle Coppe - ha poi commentato il reparto di mediana del Parma: «Nel centrocampo del Parma ci sono giocatori con caratteristiche diverse che si abbinano perfettamente tra di loro: Nicolussi Caviglia è molto ordinato, tattico e intelligente in campo; Keita ha forza e a me piace tantissimo come giocatore, si propone e va a pressare; e poi c’è Bernabé, che dà la qualità che serve, anche se mi piacerebbe che facesse quel salto di qualità che ancora non ha fatto. Per me è un ottimo centrocampo: ben amalgamato, ognuno sa cosa deve fare e ognuno fa quello che è capace di fare senza il bisogno di fare di più. E per questo va dato assolutamente merito all’allenatore».

Prima di salutare, Cuoghi ha espresso la sua felicità per la salvezza del Parma: «Sono contento che il Parma si sia salvato. Quando si raggiunge un obiettivo bisogna essere contenti e non andare a cercare il pelo nell’uovo, quello sta ai dirigenti per cercare di migliorare la squadra ma vedo che c’è competenza, c’è passione e quindi sono certamente fiducioso».

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