
Niente luci a San Siro: l‘Inter strapazza il Parma (3-1)
MILANO ? Luci a San Siro. Ma solo per l‘Inter. Non riesce l‘impresa al Parma che dopo 11 anni perde la propria imbattibilità al Meazza contro i nerazzurri che vincono con merito per 3-1.
L‘orchestra nerazzurra rispetto la spartito e suona all‘unisono senza stonare. Fin dalle prima battute si capisce che il livello degli avversari opposti a Delprato e soci è più alto della Lazio affrontata la scorsa settimana. Eppure lo 0-0 persiste fin al 40‘, nonostante i nerazzurri avessero creato tanti presupposti per segnare già dal fischio d‘inizio. La squadra di Pecchia ha avuto il merito di tener botta senza perdersi agli assalti dei locali, ma il gol in apertura di ripresa ha tagliato le gambe. Poi il 3-0 ha messo in ghiacciaia la vittoria dei campioni d‘Italia, saliti a 31 punti. Il bottino del Parma resta, invece, fermo a quota 15 in altrettanti incontri disputati: non era di certo qui che si dovevano cercare i punti salvezza? Anche se negli ultimi 5 precedenti ci si era riusciti.
LE SCELTE Seconda partita consecutiva per Coulibaly: sulla destra torna il francese Hainaut, confermando così al centro la coppia Delprato-Balogh. A centrocampo ancora una volta c‘è Keita e non Estévez di fianco Sohm, mentre alle spalle di Bonny la scelta di Pecchia ricade su Mihaila che era rimasto a guardare per tutti i 90‘ contro la Lazio.
Inzaghi, invece, non tradisce le attese della vigilia, confermando l‘undici che era sceso in campo a Firenze: l‘unica curiosità era attorno al ballottaggio fra l‘ex Darmian e Dumfries, vinto da quest‘ultimo.
IL GOL DELL?EX Un tiro a lato, dalla distanza, di Çalhanoglu al 5‘ e un fallo al limite dell‘area (inizialmente valutato da rigore, prima della correzione del VAR) di Keita su Lautaro Martinez mettono subito sull‘attenti il Parma, costretto subito a cambiare una pedina. Si fa male Balogh, dentro Leoni al 12‘.
I nerazzurri, totalmente in controllo della partita, colpiscono un incrocio dei pali al 17‘ con un tiro-cross di Dumfries, su cui la diagonale di Valeri è tardiva, e poco dopo segnano con Lautaro assistito da un Thuram in posizione evidente di offside.
Il dominio interista prosegue: al 20‘ una percussione centrale di un indisturbato Mkhitaryan termina con un tiro a lato dell‘armeno entrato in area senza essere affrontato né da Sohm né da Hainaut né da Leoni.
Il Parma regala un sussulto al 22‘: Sohm chiede e ottiene il triangolo con Bonny e arriva al limite dell‘area contro De Vrij, ma il suo destro si perde sulla sinistra del portiere. La partita si fa sempre più intensa: già 120 dopo, un innocuo cross mette in apprensione un pasticcione Suzuki che prima sbaglia la presa e poi smanaccia, su piedi di Thuram che calcia in Curva. I Crociati rispondono minacciosi con una transizione ben gestita ancora una volta da Sohm che premia la sovrapposizione dell‘accorrente Cancellieri: mancino di prima intenzione alzato in corner da Sommer. Al 40‘ crolla il castello del Parma: Mkhitaryan restituisce il pallone a Dimarco che si destreggia fra Man e Sohm e, da buon ex, colpisce con il gol dell‘1-0, trafiggendo un incolpevole Suzuki, che già un minuto prima si era immolato su una botta di Çalhanoglu.
L?AUTOGOL DELL?EX La ripresa riparte con l‘Inter ancora in gol al minuto 8: occorre un lungo check in sala VAR per giudicare regolare la posizione di Barella sul lancio artistico di Mkhitaryan che taglia in due la retroguardia parmigiana. Depositare in rete dopo aver scartato Valeri per il 23 nerazzurro, partito sul filo del fuorigioco, era stato un gioco da ragazzi.
Al 14‘ su un‘avvolgente azione la squadra di Inzaghi sfiora il tris: cross di Bastoni, testa di Lautaro, parata istintiva di Suzuki; poi, sul capovolgimento di fronte Cancellieri calcia male col destro dopo la buona imbucata di Man. Il rischio corso in contropiede induce la compagine meneghina a chiudere i conti e così avviene al 21‘, quando sul corner di Çalhanoglu, il 7° per i locali, Bisseck sovrasta di testa Delprato e permette al parmigiano Thuram di insaccare a porta spalancata. 3-0 che, poco dopo, potrebbe assumere contorni ancora più ampi se non fosse che scavino di Lautaro a tu per con Suzuki termini di poco fuori.
Pecchia allora capisce che la partita è persa e, nell‘ultimo slot di sostituzioni, dà minuti ad Haj Mohamed e, soprattutto, a Valenti (fin qui mai sceso in campo), che si piazza al centro della difesa con Delprato e Hainaut terzini a destra e a sinistra.
Approfittando di un calo dei campioni d?Italia, il Parma trova il gol della bandiera, ma a segnarlo è? un giocatore nerazzurro. Al 37‘ Hernani riconquista palla e dà il là a un break offensivo, imbucando bene Man che, davanti a Sommer, viene anticipato dal maldestro Darmian che insacca nella propria porta.
A rendere sensato un finale già scritto ci pensa il VAR Pezzuto che corregge ancor una volta Abisso che aveva assegnato il penalty ai milanesi per un inesistente tocco di Hainaut (che prende solo la palla) su Martinez. È l‘ultima nota di cronaca di una partita a senso unico.
INTER ? PARMA 3-1
Reti: pt 40‘ Dimarco (I); st 8‘ Barella (I), 21‘ Thuram (I), 37‘ aut. Darmian (P)
INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck (48‘ st Palacios), De Vrij, Bastoni (29‘ st Darmian); Dumfries, Barella, Çalhanoglu (25‘ st Asllani), Mkhitaryan, Dimarco (25‘ st Buchanan); Lautaro Martinez, Thuram (25‘ st Correa).
A disposizione: Martinez, Calligaris, Zielinski, Arnautovic, Frattesi, Augusto, Darmian, Termi. All. Inzaghi.
PARMA (4-2-3-1): Suzuki; Hainaut, Delprato, Balogh (12‘ pt Leoni), Valeri (29‘ st Valenti); Sohm, Keita (14‘ st Hernani); Man, Cancellieri (29‘ st Haj Mohamed), Mihaila; Bonny (14‘ st Bonny).
A disposizione: Chichizola, Corvi, Estévez, Camara, Coulibaly, Di Chiara. All. Pecchia.
Arbitro: sig. Abisso di Palermo.
Assistenti: sig. Rossi di Rovigo e sig. Cipriani di Empoli.
Quarto ufficiale: sig. Massimi di Roma.
VAR e AVAR: Pezzuto di Lecce e di Paterna di Teramo.
Note: stadio Giuseppe Meazza in San Siro; spettatori 71.879 (di cui 1.712 ospiti). Ammoniti: al 10‘ pt Keita (P), al 19‘ st Bisseck (I) per gioco falloso. Corner: 10-1 (5-1). Recupero: 1‘ pt, 4‘ st.
