Apolloni a SP: «Parma bravo a crederci a Lecce! Con Cuesta sempre in partita»

Una leggenda della storia gialloblù, Luigi Apolloni, è stato il gradito super ospite della 13ª stagionale (la 174ª di sempre) di PARMATALK, il webshow sul Parma Calcio (clicca qui per vederla), in onda all‘indomani della vittoria di Lecce.

L?analisi dell?ex difensore e allenatore del Parma sul successo al ?Via del Mare? è partito da una sensazione lasciata dopo il primo tempo, piuttosto deludente: «C?è stata paura di vincere: un comportamento così ha sposato l?ago della bilancia. Il Parma, al di là del primo tempo non bellissimo, comunque c?era. La capacità che Cuesta sta trasmettendo è di restare sempre in partita e non mollare mai: è una chiave di lettura importante. Anche se in qualche partita non si sono viste tutte le qualità, il Parma ha sempre dato il segnale di essere dentro la gara. Tranne forse la partita d?andata contro il Lecce: per me è stata una delle più brutte partite che ho visto a Parma in casa, ma da entrambe le parte. Si erano visti limiti grossi sia tecnici sia caratteriale: a parte quella, il Parma di Cuesta le ha altre le ha sempre giocate e lottato, con i limiti e i pregi che ha».

Dopo i successi con Hellas Verona, Pisa e Fiorentina, ancora una volta Delprato e compagni hanno vinto uno scontro diretto. «È anche frutto che la maggior parte dei giocatori è da un po? che giocano insieme e ormai si conoscono: c?è l?ossatura importante per dare credito e questo avvalora il progetto del Parma. Il Parma deve fare questo campionato, ha le capacità per poterlo fare: non ha la capacità per stare dietro le ?sette sorelle?, ma deve fare questo tipo di campionato in cui può togliersi qualche soddisfazione» ha commentato Apolloni, che allenò il Parma dal 2015 al 2016, tra Serie D e Serie C con 36 vittorie, 15 pareggi e 5 sconfitte in 56 partite. Lo scorso anno con Chivu - ha proseguito - non dimentichiamoci che dallo 0-2 aveva fatto un 2-2, dando il là per la salvezza. La squadra crescerà attraverso l?inserimento dei giocatori giovani, ma questo non significa che non possa puntare ad altri obiettivi».

Il mister ex Modena e Grosseto, tra le altre, si è a lungo soffermato sull?operato del 30enne Cuesta: «Cuesta sta facendo un grana lavoro. Anzitutto, perché è un giovanissimo che è entrato nel calcio italiano, che è molto complicato: si è messo a disposizione dei ragazzi, culturalmente è molto preparato e ha fatto un?esperienza indiretta con allenatori bravi e in società importanti come Juventus e Arsenal. È molto bravo a creare una delle migliori fasi difensive: tra le ultime 7-8 è la squadra che ha preso meno gol. Davanti difetta ancora un po?, ma ci sta lavorando. A Lecce è riuscito a ribaltare una situazione che è anche figlia di un fattore caratteriale e non solo del fatto che Banda ha sbagliato. Il Parma è stato bravo a crederci: il primo tempo era andato sotto dopo 1?, il gol avrebbe stravolto ogni squadra. Il Parma è stato bravo a rimanere in gara, poi è ovvio che gli episodi parlino da soli».

Un elogio a Bernabé e Pellegrino, che hanno trascinato i ducali in Salento nella ripresa, ma i complimenti di Apolloni sono per il collettivo: «I gol sono stati merito di Bernabé e Pellegrino, ma evidenzierei tutta la squadra. A partire da Corvi, che è una bellissima scoperta. Ma anche Circati, il ritorno di Delprato, Valenti che è molto più bravo a giocare a 4 che non a 3, Valeri che quando spinge fa male agli avversari; a me piace molto Estévez che è quello che dà equilibrio, ma anche Keita sta facendo bene. è la qualità di questi giocatori che ha esaltato Bernabé e Pellegrino che poi hanno indirizzato il match».

Infine, l?ex difensore gialloblù (385 presenze con 8 gol in 33.552? in campo dal 1987 al 1999, e una serie di trofei vinti da far invidia a chiunque) si è soffermato su Lautaro Valenti, preso di mira dalle critiche per la marcatura blanda in occasione del gol del Lecce: «Errori se ne vedono tanti in Serie A, non solo da parte di Valenti. Lui ha la capacità di reagire subito, di non demoralizzarsi e di mettersi disposizione della squadra. Nel suo modo d?impostazione, secondo me, ha bisogno di punti di riferimento accanto a sé che a 3 non ha. Invece, così, a 4, li ha sempre e, avendo delle certezze, questo gli permette di muoversi all?interno del reparto».

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