Mondiali: Suzuki inoperoso nello show del Giappone con la Tunisia

All’alba italiana, il Giappone e Zion Suzuki hanno ben figurato nel secondo turno del loro Mondiale. Dopo l’onorevole pareggio contro l’Olanda, nel match di debutto, oggi è arrivata una vittoria senza appello, per 4-0, contro la Tunisia.

All’Estadio BBVA di Monterrey, Algeria-Giappone era solo sulla carta una partita come le altre. Infatti, a 96 anni dalle prime due partite nella storia dei Mondiali (Francia-Messico e USA-Belgio, il 13 luglio 1930), Suzuki e compagni hanno preso parte al 1.000° incontro della massima competizione della FIFA per squadre nazionali. Qualificatosi per la prima volta alla kermesse planetaria a Francia ’98, e sempre presente da allora, il Giappone di incontri mondiali ne ha giocati appena 27 ,mentre la Tunisia ancora meno (20). Il divario è destinato ad aumentare, visto che il perentorio 0-4 proietta i nipponici già ai sedicesimi, Svezia permettendo, mentre condanna i nordafricani a un’uscita ingloriosa - per usare un eufemismo –, dopo 9 gol subiti in due partite e un cambio di allenatore in corso d’opera, di cui ha fatto le spese l’ex crociato Sabri Lamouchi.

Guardando alla partita, sarebbe molto più semplice analizzare, e incensare, la prestazione degli attaccanti dei samurai blu, tutti a segno: doppietta per Ayase Ueda e un gol a testa per l’ex laziale Kamada e Ito. Da Parma, ma probabilmente non solo, gli occhi erano tutti per Suzuki ma viene da credere che, davanti alla tv, qualche palpebra sia calata. In 100′, i tunisini hanno prodotto 2 miseri tiri: uno al 3′ spedito fuori da Mejbri e l’altro deviato in angolo dalla difesa asiatica al 75′. Per il resto: 3 corner, 2 cross e appena 8 ingressi in area sono ciò di cui Zion ha dovuto preoccuparsi in una serata in cui avrebbe potuto lasciare tranquillamente i guanti nel borsone. I 26 palloni toccati, oggi, sono stati meglio distribuiti dal portiere del club gialloblù (per ora), che ha sbagliato 2 soli passaggi in tutto l’incontro, entrambi lanci lunghi nella metà campo avversaria.

Non che sia una grande consolazione ma, senza la Nazionale italiana, almeno il nostro campionato e il Parma stanno venendo ben rappresentati al cospetto del mondo. E restituiscono almeno qualche beniamino per cui tifare.

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