
PARMA, UNA SCONFITTA CHE PUO’ SERVIRE. E LA CREMO SPROFONDA…
(Vincenzo Bellino) – Un incidente di percorso ci può stare, soprattutto se, a nove giornate dal termine, sei ad un passo dal blindare l’obiettivo prefissato ad inizio stagione. Sulle modalità della debacle in terra granata, invece, se ne può discutere poiché dove finiscono i meriti della squadra di D’Aversa, iniziano i demeriti del Parma di Cuesta. Al triplice fischio, il tecnico spagnolo, nonostante il 4-1 finale, ha applaudito la reazione dei propri ragazzi. Probabilmente faceva riferimento al gol di Pellegrino che aveva pareggiato il vantaggio iniziale del Torino siglato da Simeone, anche perché la capocciata del terminale argentino è stata l’unica controffensiva di marca Crociata. L’uno due firmato Ilkhan-Keita (autogol di quest’ultimo) ha tramortito anzitempo i ducali che, nel finale, hanno incassato anche il poker di Zapata.
Gli episodi hanno giocato un ruolo decisivo nell’economia della gara. Il gol a freddo, l’infortunio di Cremaschi, Cuesta salva il primo tempo e guarda ora alla prossima gara con la Cremonese. Pensiero condiviso in parte anche da Strefezza, che a differenza del proprio condottiero, ammette lo scotto psicologico dopo il 2-1 e il 3-1 del Torino.
Ammettere i propri errori diventa cosa sempre più rara, succede nella vita di tutti i giorni, figurarsi nel mondo dello sport. Per costruire una mentalità vincente che possa contribuire ad alzare l’asticella in futuro, bisognerebbe, invece, accettare quando qualcosa non va. Il ko col Torino non cambia il giudizio su Cuesta, l’allenatore del Parma è andato già oltre ogni aspettativa, all’esordio nel mondo dei professionisti. Tuttavia il 4-1 di venerdì evidenzia come la rosa a sua disposizione abbia over-performato e di conseguenza come vada rinforzata nella prossima stagione. Lo merita il tecnico per il lavoro svolto, lo merita la piazza che non dimentica le promesse di Krause quando, appena arrivato in Italia, disse di voler riportare il club emiliano ai fasti di un tempo.
Suzuki e non Corvi: strategia di mercato
Piccola postilla su Suzuki. Se n’è parlato a lungo, ma inutile girarci intorno: per venderlo al miglior offerente, il portiere giapponese deve accumulare più minuti possibili da qui al termine del campionato. È l’unica spiegazione plausibile, visto che il Parma arrivava alla sfida col Torino con la miglior situazione di classifica possibile. Se proprio bisognava forzare il rientro di un calciatore in una determinata zona di campo specifica, doveva essere quella offensiva, viste le problematiche del reparto realizzative crociate.
Lotta salvezza: Cremonese, “sprofondo rosso”
Non è stata una giornata favorevole per il Parma; chi invece può ritenersi soddisfatto è il Genoa di De Rossi che espugna anche il Bentegodi (0-2) e stronca l’entusiasmo dell’Hellas che era reduce dal pesante successo del Dall’Ara col Bologna. Scaligeri raggiunti in classifica dal Pisa che col Cagliari centra il secondo successo stagionale. Isolani in grande difficoltà nelle ultime settimane, come del resto la Cremonese che nel girone di ritorno non ha mai vinto, ha collezionato solo due punti e nel posticipo del 29° turno è crollata 4-1 in casa con la Fiorentina che, invece, inizia a vedere un po’ di luce. Un risultato che fa bene anche al Lecce che nonostante il ko di Napoli, conserva il vantaggio in classifica sui grigiorossi (24 punti) che restano dietro di tre lunghezze. La trasferta di Parma per gli uomini di Nicola diventa per certi versi quasi decisiva, visti gli impegni proibitivi dei salentini (in casa della Roma) e della Viola (in casa dell’Inter). Vincenzo Bellino
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