Critiche ed elogi, in Serie A tiene banco il cuestismo

Il cuestismo continua a far discutere e a riempire le colonne dei giornali, pagine web, trasmissioni televisive e radiofoniche. Un calderone pieno di pensieri, giudizi e sentenze premature. 

Carlos Cuesta divide l’Italia del pallone, ma intanto il giovane tecnico spagnolo ha messo in cassaforte la salvezza al suo primo anno in Italia e tra i professionisti. Incurante di polemiche e veleni tricolori, contro un tecnico spagnolo che questa estate in molti pensavano fosse un portatore di idee innovative. E invece, il suo calcio iper difensivo e organizzato, ha disorientato tutti, soprattutto per la sua capacità di adattamento alla rosa a disposizione. Insomma, Cuesta ha costruito l’abito giusto per il Parma, la squadra più giovane della Serie A, con un solo obiettivo, la salvezza. Tutto il resto può aspettare. 

Intanto la lista dei criticoni si allunga col passare delle settimane. L’ex Cassano è uno dei più velenosi: Il Napoli meritava di vincere a Parma, ma si è visto l’anticalcio. Bene. Sono innamorato di Parma e non merita di vedere questo anticalcio. Se avessi contatti con qualcuno in Spagna, non gli farei più fare l’allenatore. Per me è la fotocopia identica di Massimiliano Allegri. Fa anticalcio ma si vende bene. 

Alcuni quotidiani sportivi hanno definito Cuesta come il più italiano degli allenatori della Serie A. Contro il Napoli ha trascorso 90 minuti a difendersi.
Il noto giornalista di Sky Sport Fabio Caressa ha espresso un giudizio più equilibrato: Il Parma sta sfruttando le armi che ha, non è certo un gioco che entusiasma, però i punti li ha fatti, il campionato l’ha vissuto tranquillo e questo è merito sicuramente del tecnico. Qualcuno direbbe che parcheggiano l’autobus davanti alla porta. Io penso che ci siano diversi modi di giocare. Il Parma potrebbe giocare meglio? Forse sì, Ma potrebbe fare più punti? Non credo. 

Chi sta decisamente dalla parte del tecnico spagnolo è il giornalista Fabrizio Biasin: Cuesta, sbeffeggiato perché il Parma gioca male, alla sua prima stagione in A ha pareggiato a/r con il Napoli; pareggiato e vinto con il Milan. Ha messo insieme 36 punti e virtualmente salvato la squadra più giovane della serie A. Il tutto a 30 anni. Bravissimo. 

Cuesta ha un contratto col Parma fino a giugno 2027 con prolungamento opzionale fino al 2028. Alcune indiscrezioni parlano di rinnovo contrattuale imminente; altre voci riportano l’interesse di alcuni club inglesi; altre ancora di un divorzio estivo. Voci su voci, intanto il giovane Cuesta tira dritto per la sua strada, consapevole che la missione è compiuta, indipendentemente che in frigo ci sia lo champagne o il lambrusco. 

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