IL GRAFFIO DEL LEONE / LA PRIMAVERA È ANCORA LONTANA

(Markness) – Si era detto, nei giorni precedenti, che la sfida con la Cremonese sarebbe stata spigolosa e così è stato. L’avvicendamento in panchina dei grigiorossi con l’ingresso di un maestro della tattica come Giampaolo, ha portato subito i suoi frutti, evidenziando i limiti di esperienza di Cuesta che, anziché puntare sulla solidità difensiva dimostrata con avversari ben più forti, ha ritenuto fosse la giornata buona per sperimentare un Parma più offensivo, dal maggior possesso palla con Ondrejka a fare il Bernabé come proposto da Chivu la scorsa stagione.

Il risultato è stato tragico, per una serie di ragioni che potremmo riassumere come un’incapacità innata e direi anche insanabile (almeno in questa stagione) di proporre gioco, la condizione di forma di Ondrejka, che gli impedisce di essere determinante come invece aveva dimostrato di essere prima dell’infortunio, una leggerezza generale da parte di tutta la squadra che sembra aver perso la fame di qualche settimana fa a seguito della buona posizione di classifica attuale e gli errori tattici di Cuesta nell’impostare la gara fin dall’inizio.

Il match di sabato scorso era una partita da non sbagliare, perché in caso di vittoria o anche di pareggio, avrebbe sancito quasi inesorabilmente il raggiungimento dell’obiettivo stagionale e ritengo che non fosse il caso di proporre soluzioni tecniche e tattiche alternative, come invece Cuesta ha deciso di provare.

Mi riferisco all’inserimento di Ondrejka nel ruolo di Bernabé, con il chiaro intento di fare la partita e puntare sul possesso palla alto e schiacciare l’avversario.

Al contrario, viste le caratteristiche del nostro Parma e vista l’importanza della gara, io ritengo sarebbe stato più profittevole chiudersi in difesa, lasciando il pallino all’avversario e puntando a blindare lo zero a zero.

Al riguardo, trovo quindi un grave errore non aver utilizzato fin dall’inizio Estévez e Nicolussi Caviglia, affidandosi ad un Ondrejka, che purtroppo dopo l’infortunio di luglio scorso non è più lui, e riproponendo per l’ennesima volta Sorensen che francamente arrivati a fine marzo, credo si possa tranquillamente definire senza offendere nessuno, come una scommessa persa.

Impossibile, poi, non toccare il tema del dualismo Corvi-Suzuki che anche in questa occasione non ha fatto emergere alcuna superiorità da parte del “titolare” nipponico nei confronti del “panchinaro” parmense. È vero che il tiro di Maleh era forte, ma è altrettanto vero che il tiro parte da fuori area e la traiettoria è abbastanza centrale.

Non siamo di fronte ad una papera di Suzuki come quella di Torino, sia ben chiaro, ma fare il miracolo non era tecnicamente impossibile e il punto è che molti dei punti conquistati dal Parma con Corvi e Rinaldi in porta, sono arrivati anche grazie a dei “miracoli” del portiere, mentre nelle due sconfitte del Parma con Torino e Cremonese, il giapponese che ambisce al Mondiale con la sua nazionale non ne ha presa neppure una…

Dunque, cosa aspettarci dal futuro di questa squadra che davanti agli occhi di Krause e della Capa dei Capi ha sfoderato una prestazione talmente scialba e triste da far inferocire il pubblico del Tardini in una mezza contestazione al punto da costringere addirittura Cherubini a presentarsi davanti ai microfoni “dopo” la partita e non semplicemente “prima”, a DAZN, come da consuetudine.

Ad essere razionali, la situazione di classifica ci dovrebbe far restare fiduciosi e tranquilli di riuscire a portare il risultato a casa, sono infatti davvero tante le squadre sotto di noi in classifica, ma occorre anche dire che il calendario ci offre solamente 3 gare che potremmo considerare abbordabili: Pisa in casa, Udinese fuori e l’ultima di campionato in casa col Sassuolo. Per il resto, sulla carta potremmo perderle tutte.

Se qualcuno pensava di aver raggiunto fin da marzo l’obiettivo e poter, quindi, destinare il resto del campionato a degli esperimenti tattici che consentissero anche di valorizzare maggiormente alcuni giocatori in ottica mercato, beh è il caso che si ricreda immediatamente e torni ad indossare l’elmetto, perché la guerra non è finita e occorre difendere le proprie posizioni ancora a lungo.

Le prossime due gare con Lazio e Napoli sembrano messe apposta per allargare la ferita, dovremmo quindi essere bravi a gestire il momento difficile e recuperare la forma e la condizione migliore nei match con Udinese e Pisa dove si deciderà il nostro campionato e sarà fondamentale raccogliere almeno 4 punti.

Ad ogni modo, quello che appare chiaro dopo quest’ultima gara è che, nonostante i buoni risultati degli ultimi mesi, la fase di crescita di questa squadra non è affatto conclusa, la primavera non è ancora arrivata e i frutti ed i fiori del nostro giardino sono ancora lontani dallo sbocciare. E’ ancora presto per dare giudizi definitivi sulla stagione e sulla rosa, ma c’è da chiedersi cosa avrà pensato Krause nel guardare questo triste spettacolo accompagnato dai fischi dello stadio che fanno da colonna sonora ad un progetto sportivo, quello costruito dal tycoon americano in questi anni, che sembra destinato a non staccarsi mai dalla mediocrità a cui siamo costretti ad assistere noi tifosi. Markness

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