Cuesta e non solo, la Serie A vira sulla difesa a 4

Basterà cambiare modulo tattico per rilanciare l’immagine del calcio italiano? Il dubbio è sacrosanto dopo anni di decadenza tattica e tecnica che hanno portato il nostro Paese sistematicamente fuori dalla Coppa del Mondo.

La risposta alla domanda iniziale potrà arrivare solo alla fine della prossima stagione (2026-27), ma intanto ci sono da registrare tentativi più o meno credibili di un profondo cambio di mentalità: la stragrande maggioranza delle squadre di Serie A (alcune delle quali devono ancora scegliere il nuovo allenatore) sono seriamente intenzionate a giocare la prossima stagione con la difesa a 4, quindi affidandosi a sistemi di gioco come il 4-3-3 o il 4-2-3-1.
Ovviamente - ma con diversi dubbi da sciogliere - sarebbe la morte annunciata della difesa a 3 che nell’ultimo decennio ha imperversato negli stadi italiani, compresi quelli che hanno festeggiato gli ultimi scudetti.

Il Parma non fa eccezione, come ha spiegato oggi la Gazzetta dello Sport, riportando alcuni particolari dell’ultimo vertice tra Carlos Cuesta e i vertici del club gialloblù. Le richieste del tecnico spagnolo, infatti, sarebbero quelle di proporre un calcio più offensivo rispetto al recente passato, abbandonando il 5-3-2 (o 3-5-2) dell’ultima salvezza per passare al modulo 4-2-3-1 (come molti altri club di Serie A, appunto). Per soddisfare le intenzioni di Cuesta servirà un mercato mirato, soprattutto nel reparto offensivo, perché con la rosa attuale difficilmente lo spagnolo potrà mettere in pratica le sue idee.

 

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