Frigan: «Undici mesi difficili, ora voglio fare bene col Parma»

È stato un anno tremendo per Matija Frigan, che ora spera di togliersi di dosso la scomoda etichetta di oggetto misterioso in casa Parma per diventare - magari! - la più piacevole rivelazione della stagione 2026/2027.

Acquisto oneroso (per 9 milioni di euro) di ferragosto dell’estate 2025, l’avventura in Emilia del croato era stata subito stroncata da un bruttissimo infortunio al legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, a soli quattro giorni dalla firma sul contratto di durata di 5 anni (clicca qui). E, quando il peggio sembrava alle spalle, dopo una lunga e faticosa riabilitazione, un nuovo crac al menisco dello stesso ginocchio (clicca qui), a fine marzo ne aveva definitivamente cancellato il rientro in campo.

Oggi, l’ex attaccante del Westerlo - non ancora protagonista di una vera e propria conferenza di presentazione che, per ovvi motivi, non venne fatta l’estate scorsa - si è fatto conoscere tramite una video intervista, in lingua inglese, rilasciata ai canali ufficiali del Parma Calcio 1913. Un modo per confessare le proprie emozioni, dopo lo spezzone dell’amichevole in famiglia contro l’U20 (clicca qui).

Di seguito, le sue dichiarazioni.

UNDICI MESI DI STOP «Era passato tantissimo tempo dalla mia ultima partita ed è stato bello tornare a toccare un po’ il pallone, stare con la squadra e ritrovare le sensazioni della partita. Non me ne sono reso conto subito. Solo dopo la gara, quando ho iniziato a ripensare a quello che era successo, ho realizzato che erano passati undici mesi. È davvero tantissimo tempo senza giocare e, sì, per me è stato un momento molto emozionante».

DI NUOVO IN GRUPPO «È difficile da spiegare, sai. Bisogna provarlo sulla propria pelle. Tutto quello che ho passato in questi ultimi undici mesi è stato difficile, ma è stato più difficile mentalmente che fisicamente. Però sì, dopo la partita ho iniziato a sentirmi davvero felice di essere finalmente tornato qui».

DOPO L’INFORTUNIO «Quando mi sono infortunato in allenamento, ho avuto la sensazione che non fosse nulla di particolare, solo un piccolo problema. Poi, nel pomeriggio di quello stesso giorno, abbiamo fatto la risonanza magnetica ed è venuto fuori che era il legamento crociato anteriore. In quel momento non sapevo cosa aspettarmi dalla riabilitazione e da tutto il resto. Dopo sei mesi sono tornato, sono rimasto due settimane con la squadra, ero felicissimo e mi sentivo molto bene. Poi però è arrivato un altro piccolo infortunio e ho dovuto sottopormi di nuovo a un intervento chirurgico. È stato difficile per me e per la mia famiglia, ma ringrazio Dio perché ho avuto delle persone straordinarie intorno a me, soprattutto a Bologna, nel centro di riabilitazione. Quando hai accanto persone che ti fanno stare bene e che ti sostengono, tutto diventa più facile».

LA PAURA DI NON FARCELA «A essere sincero, nei primi due o tre mesi dopo l’infortunio non guardavo nemmeno il calcio. Ero davvero arrabbiato con me stesso e con tutto quello che mi circondava. Poi, con il passare dei mesi, ho iniziato a sentire sempre di più la mancanza del calcio. Mi mancava tantissimo. Anche perché ero arrivato qui e, dopo appena due giorni, mi sono infortunato. Non avevo nemmeno avuto il tempo di conoscere i compagni o lo staff. Soprattutto negli ultimi due o tre mesi della riabilitazione continuavo a pensare: ‘Quando tornerò? Quando potrò rientrare?’ Però dovevo restare calmo, avere pazienza e continuare a lavorare per tornare al cento per cento»

IL LEGAME CON CIRCATI «Già due o tre giorni dopo l’infortunio ero in contatto con Circati, perché aveva avuto lo stesso infortunio un anno prima di me. Anche altri compagni mi scrivevano quasi ogni giorno. Quindi sì, ho sentito il sostegno della squadra

OBIETTIVI PERSONALI «La prima cosa è restare in salute, senza altri infortuni, e ottenere buoni risultati con il Parma. Per quanto mi riguarda, voglio fare bene in campo e anche fuori dal campo, cercando di dare tutto quello che posso. Questo è il mio obiettivo».

 

(In copertina, l’attaccante Matija Frigan nell’intervista ai microfoni ufficiali del club - Foto: screenshot YouTube Parma Calcio 1913)
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