
Benarrivo a SP: «Al VAR ci stia chi ne capisce. Cuesta, un grande!»
In occasione della 29ª puntata stagionale di PARMATALK – nonché la 190ª di sempre - in diretta streaming su SportParma (clicca qui per rivederla), è stato ospite Antonio Benarrivo, storico difensore laterale dei ducali dal 1991 al 2004 con un totale di 362 presenze (per un totale di 20.015’ giocati) che lo hanno reso il secondo giocatore per presenze della storia crociata.
L’ex capitano, sostenitore della squadra di Cuesta, ha commentato la stagione del tecnico spagnolo alla guida dei crociati: «Cosa possiamo dire a quest’uomo? È venuto in una società che non conosceva ed è riuscito ad entrare in sintonia con una squadra molto giovane. Avere in mano una squadra così giovane essendo un allenatore molto giovane non era assolutamente facile: lui è riuscito a creare una situazione vantaggiosa e ha fatto un risultato straordinario. All’inizio sentivo un grande pessimismo sulla squadra, ma alla fine si sono salvati con molto anticipo vincendo anche su campi importanti, dando così grandi gioie ai tifosi. Cuesta ha iniziato un lavoro straordinario, è stato un grande».
Su alcuni singoli della squadra ha poi affermato: «Ndiaye è un ottimo centrale difensivo, l’ho notato perché guardo molto la difesa (ride, ndr) e ho visto in lui un giocatore di prospettiva: è attento nelle situazioni in cui l’avversario porta palla. Valeri è un terzino che mi piace e che fa bene le tre fasi, è ancora giovane e quindi ha grandi margini di miglioramento. Poi, penso che il Parma abbia due grandissimi portieri: Suzuki e Corvi che l’ha sostituito in modo egregio quando è stato necessario».
Il brindisino ha poi commentato gli episodi arbitrali di Parma-Roma: «Noi ce la prendiamo con l’arbitro che deve decidere in un attimo, ma il VAR deve bussare… Io vorrei capire chi sono coloro che stanno al VAR: sono ex arbitri o ex giocatori? Come fai a valutare un fallo se non hai mai avuto esperienza? Io non capisco. Il VAR è uno strumento validissimo, ma non lo sanno usare: è come avere una macchina e non saperla guidare. Chi sta in sala VAR ne deve sapere di calcio: non può essere un laureato alla Bocconi di Milano o alla Luiss di Roma. È una vergogna, perché non si possono perdere delle partite in quel modo: non per colpa della squadra, non per colpa dell’allenatore, bensì per colpa di uno strumento che non sanno usare». Benarrivo ha commentato anche il fallo causato da Britschgi: «Il calcio di rigore della Roma, è stato regalato. Il calciatore non ha colpe e non è questione neanche di inesperienza perché lui guarda la palla».
La bandiera gialloblù - che con il Parma ha vinto 3 Coppe Italia, 2 Coppe UEFA, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa UEFA e 1 Supercoppa Italiana –, nel corso del suo collegamento, ha parlato del motivo per cui una volta arrivato non ha più voluto lasciare il Ducato di Parma: «Restare è stata una scelta di vita che ho fatto. Le nostre vittorie le abbiamo tutte create nello spogliatoio, eravamo un grandissimo gruppo in cui tutti si aiutavano a vicenda, chiaramente a volte c’erano opinioni contrastanti ma si riusciva sempre a trovare una quadra. L’allenatore Nevio Scala era un ottimo coadiuvatore: riusciva a prendere 20 teste e farle ragionare tutte in un certo modo nonostante avessimo caratteri, età e religioni diverse».
L’ex terzino, infine, ha raccontato un aneddoto sul suo cambio ruolo negli anni a Parma: «Quando sono arrivato a Parma sulla fascia sinistra, dove avevo sempre giocato, c’era un giocatore fenomenale ovvero Alberto Di Chiara. Scala mi faceva fare il suo partner in allenamento, alchè tra me e me pensai Penso che quest’anno farò qualche partita di Coppa Italia e il resto faccio panchina. Dall’altra parte del campo invece avevamo Stefano Nava in prestito dal Milan, allora il mio ragionamento è stato Mi devo inserire da quella parte, altrimenti faccio panchina tutto l’anno, andai da Scala e dissi: Mister, io quando ero a Brindisi e a Padova, quando c’era la necessità, giocavo anche a destra. Ed era una gran bugia perché non avevo mai giocato a destra! Scala, allora, mi provò a destra e nacque così la coppia Benarrivo - Di Chiara».
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