
Pellegrino eguaglia Crespo ed entra nella storia crociata
Ancora una volta, è Mateo Pellegrino a trascinare il Parma. Ancora una volta, con la specialità della casa: il colpo di testa.
Se i crociati, momentaneamente, si trovano ben al di fuori dalla zona retrocessione, con 7 punti di distacco dalla terzultima posizione, parte del merito va al bomber argentino, autore del 43% delle reti in campionato dei suoi (6 su 14).
Le partite di Mateo sembrano tutte seguire lo stesso copione: pochi rifornimenti, scarsi palloni giocabili, quasi sempre spalle alla porta avversaria e difficili da trasformare in gol. La maggior parte dei centravanti finirebbe per innervosirsi, uscire mentalmente dalla gara e perdere lucidità. Non Pellegrino, che si fa trovare sempre pronto, sintonizzato con i compagni, totalmente dedito alla causa. Corre, si sbatte, pressa chiunque transiti dalle sue zone, ingaggia duelli e prende calcioni (come successo contro Lecce in occasione dell?espulsione di Gaspar). E poi, come se non bastasse, segna.
In stagione, sono già 9 le reti messe a referto dalla punta argentina: 6 in Serie A, 3 in Coppa Italia). La doppia cifra, a meno di clamorosi ribaltamenti, dovrebbe essere solo una questione di tempo. Grazie all?incornata del ?Via del Mare?, nel suo unico tiro in porta, il figlio di Mauricio ha raggiunto il miglior realizzatore crociato dell‘annata 2024/?25, Ange Bonny, che si era fermato proprio a 6 gol in 37 partite. El Burro avrà a disposizione un intero girone di ritorno per migliorare ulteriormente il suo bottino ed entrare, ancora di più, nella storia crociata.
Una storia che, in realtà, Mateo ha già iniziato a scrivere. Grazie alla rete segnata ai giallorossi, infatti, Pellegrino è diventato il secondo calciatore argentino della storia del Parma a realizzare almeno 5 gol in una singola stagione di Serie A. L?ultimo a farcela? Chi se non Hernán Crespo, che fu in grado di centrare questo traguardo in cinque occasioni (stagione 1996/?97, 1997/?98, 1998/?99, 1999/?00 e 2010/?11).
In un Parma che costruisce la propria salvezza lottando e soffrendo, c‘è una certezza: finché in area avversaria volerà anche un solo pallone, Mateo Pellegrino sarà, lì, pronto a trasformarlo in oro.
