PAGELLE: Oristanio fiacco, Pellegrino soffre la solitudine

Le pagelle di Parma-Inter (clicca qui) oscillano tra flebili sufficienze e diverse insufficienza, comunque comprensibili al netto della forza dell‘avversario.

Il migliore del match tra i crociati è ancora una volta Keita, una diga nel mezzo. Bene anche il portiere Corvi, che compie due belle parate (una par tempo) e Valeri, che sforna tanti cross, nonostante le opportunità siano poche. Non del tutto sufficienti Britschgi, Sørensen, Delprato, Bernabé e Ondrejka: un gradino sotto Oristanio e Pellegrino.

CORVI 6 La sua partita spicca il volo già al 14‘ sul destro di Bisseck, che devia (sulla traversa) con la mano di richiamo. Fulminato dal destro di Dimarco, che lo sorprende sul suo palo, poco prima dell‘intervallo; si esibisce in un altro tuffo felino a 53‘ su Sučić, che poi lo grazierà successivamente.

BRITSCHGI 5,5 Contiene nel complesso la spina nel fianco Dimarco, ma si fa sfuggire il terzino sinistro sul gol del vantaggio paio di cross e 31 passaggi corretti (su 45), ma vige per lo più l‘imprecisione: 18 palloni persi sui 66 tocchi effettuati.

DELPRATO 5,5 Si fa valere in zona centrale dove Cuesta lo ripropone per dare serenità al reparto. Ci riesce ma non al 42‘ quando Pio Esposito lo anticipa e lo mette a sedere, prima di servire a Dimarco che scaraventa in rete.

CIRCATI 6 Si rende protagonista con 7 chiusure difensive e respingendo 3 tiri avversari. Pasticcia un po‘ col pallone tra i piedi: perde quello del momentaneo 0-2 di Bonny. Errore che viene cancellato insieme al gol dal VAR. Ma l‘Inter poco dopo bisserà ugualmente.

VALERI 6 Ancora quarto di sinistra: ma non rinuncia a spingere. E 2 dei 3 cross dei crociati nel primo tempo sono suoi: uno porta al legno colpito da Ondrejka; concluderà con 8 traversoni.

BERNABÉ 5,5 È tra i crociati che toccano più palloni (50 in 75‘), ma fatica a renderli filtranti per i compagni. La sua mappa di calore dirà che avrà occupato bene gli spazi sul centro-destra, ma senza mai incidere con la palla al piede.
(30‘ st) Estévez 6 Entra per dare raziocinio (e per crossare al centro qualche punizione) a un centrocampo muscolare e privo di idee.

KEITA 6,5 Recupera e intercetta palloni, corre a più non posso e dà copertura alla difesa: un perfetto frangiflutti. Spicca tra i crociati per numero di tackle effettuati (4): nessuno come lui al momento della sua uscita. Una prestazione utile a ricordare al suo ex allenatore Chivu che un mediano così potrebbe stare bene anche nell‘Inter.
(41‘ st) Cremaschi ng Altro spezzone finale: marca presenza.

SØRENSEN 5,5 La sua corsa non ha incidenza sulle linee di passaggio nerazzurre. Conclude da esterno sinistro di fatica nel 4-1-4-1 dell‘ultima parte di match, limitandosi di fatto a tenere la posizione.

ORISTANIO 5 Tra i tanti ex della serata è quello di cui si hanno ricordi meno vividi e significativi. E la partita di sera non lo aiuta di certo a farsi rimpiangere dai nerazzurri: tanti palloni persi (13) in relazione al numero, basso, di tocchi (23). Fiacco.
(17‘ st) Almqvist 6 Fa poco, ma lo fa bene: 4 passaggi tutti giorni con 7 tocchi del pallone in totale. Ma Carlos Augusto limita la sua corsa, che non viene mai sprigionata.

ONDREJKA 5,5 Il suo primo e unico gol al Tardini lo aveva segnato il 5 aprile 2025, proprio all‘Inter: rischia di rifilare alla Beneamata anche il secondo, ma glielo nega l‘incrocio dei pali alla mezz‘ora nell‘unico spunto offensivo dei crociati. Iellato.
(17‘ st) Ordóñez 6 Un ingresso che, certamente, non contribuisce a rendere la manovra più ariosa: si mette lì e tiene la posizione fino alla fine. Compitino.

PELLEGRINO 5 Un po‘ per la bravura di Akanji, un po‘ per gli scarsi rifornimenti che (non) arrivano dai compagni, finisce per trascorrere una partita che rispolvera il significato della parola solitudine.
(30‘ st) Cutrone 5,5 Un quarto d‘ora da centravanti unico (prove da vice-Pellegrino?) con una conclusione sparata in Curva Sud.

All. CUESTA 5,5 Avanti con la difesa a quattro per la quinta partita consecutiva, pur contro la fortissima Inter: scelta tattica coraggiosa, cui però non c‘è un seguito nella prestazione della squadra. Sicuramente accorta, ma rinunciataria nella proposta. I cambi appaiono arrendevoli, testimoniando la volontà di tenere congelato lo status quo (0-1) alla ricerca di una palla sporca che avrebbe potuto creare il pericolo improvviso.

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