IL DISTINTO, di Riccardo Schiroli / PARMA, TORNA A RIMETTERTI L’ELMETTO!

(Riccardo Schiroli) – Il dramma è esploso dopo 2 minuti e mezzo. Il Parma ha fatto di tutto per far arrivare Giovanni Simeone al tiro, ma gli errori dei suoi compagni di squadra li ha fatta passare in secondo piano Saion [Suzuki] con quella che, in gergo tecnico, si definisce una ‘gatta clamorosa’. Simeone aveva tirato, e uso un altro termine tecnico, a fiato d’oca e il rientrante portiere nipponico del Parma ha pensato bene di farsi passare una palla, apparentemente innocua, sotto le gambe.

In un primo tempo avevo pensato a un errore tecnico. In verità, Saion ha messo correttamente le gambe a protezione della presa, solo che lo ha fatto con un ritardo che si è rivelato decisivo. Non sarà l’unica sua incertezza della serata.

Al messaggio numero 1.000 che mi è arrivato sul telefonino (“ecco, vedi che è meglio Corvi”), ho pensato di prendere il toro per le corna e postare nella chat dei reduci di Onda Emilia “visto che non capite un cavolo, e che è meglio Corvi?”. Ma il mio sarcasmo non è stato colto.

Nella sala del circolo dove una folta delegazione della mia Lega di Fantacalcio si era radunata per vedere la partita, si registrava, invece, un livello di decibel di tutto rispetto. Quasi tutti prodotti da urla nei confronti del sottoscritto e del tenore “adesso sei morto”.

Non so bene perché Cuesta abbia scelto di far giocare Saion. Perché, lo dico senza spostarmi di un millimetro dalla mia convinzione che sia lui il titolare e Corvi la riserva, Suzuki non mi è sembrato pronto. Poi, come ci sentiamo ripetere da decenni, “l’allenatore i ragazzi li vede tutti i giorni e voi no”. Quindi, avrà avuto i suoi motivi.

Senti, Cuesta: avrei un’altra domanda. Ma che centrocampo mi rappresenta, il trio formato da Nelson [Mandela Keita], Sorensen e Ordonez? Perché con quei 3 e nonostante tutto l’indubbio impegno che ci hanno messo, rischi veramente di non fare un passaggio come dio comanda per tutta la partita.

Che poi, Nelson ha fatto forse la sua più brutta partita di quest’anno. Sorensen ha corso i suoi 10 chilometri d’ordinanza. Ma il mio dubbio è proprio sulle caratteristiche dei 3, che per come intendo io il calcio, non avrei mai pensato di veder giocare assieme. Non in Serie A, almeno. Mi dimenticavo Ordonez: siamo più vicini a considerare il gol al Bologna l’unica cosa buona dell’anno, per il Tractorcito.

Alla papera di Saion aveva posto rimedio una gatta quasi altrettanto clamorosa del portiere del Torino Paleari (il cui padre Franco io feci stizzire durante una mia radiocronaca, non avendo capito, a suo dire, come i portieri giocano nel Sud Italia) su colpo di testa di Pellegrino (bello stacco su eccellente cross di Strefezza). Che con questo arriva a 5 gol segnati contro il Torino ma, una volta vista la palla in rete, non si è nemmeno scatenato con il suo proverbiale “Vamos!”. Forse non ci credeva neanche lui, che la palla fosse finita in rete.

Da quel punto, il minuto 20 del primo tempo, abbiamo assistito al miglior momento del Parma. Che sembrava aver preso il controllo del campo. Non che abbia avuto occasioni clamorose, a parte una mischia in area che Troilo ha cercato di risolvere centrando un difensore ed a una buona apertura per Valeri, il cui stop a seguire (chiamiamolo così…) non gli ha permesso di arrivare a calciare. Ma, insomma, sembrava che fosse il Parma la squadra più propensa a cercare la vittoria.

Il secondo e il terzo dramma della serata erano, però, in agguato e sono arrivati nei primi 10 minuti del secondo tempo. Il Parma cercava di fare densità (come dicono quelli bravi; il mio allenatore di riferimento, Dolce Salati, avrebbe osservato “ieron tut a muc”). Il Torino ripartiva forte, trovando spazio soprattutto sulla sua corsia di destra. Da lì è partito un cross che Delprato ha toccato e spedito sul piede di Ikhan e quindi in rete (se almeno fosse stato autogol di Delprato, ne avrei beneficiato al Fantacalcio, sia detto per la cronaca, ma la Lega Calcio ha sancito così…). Su un’altra ripartenza, Simeone ha centrato la traversa e Nelson, che arrivava di corsa, ha ribadito in rete. Dopo 10 minuti del secondo tempo, la partita era finita.

Il collega Gian Luca Zurlini ha tenuto a sottolineare che sul 4-1 di Zapata ci sono ancora responsabilità di Saion. Ed è certo un argomento sul quale ci saremmo scontrati in una ricreazione del Liceo Linguistico Oxford (noi eravamo gli studenti) sul finire degli anni 70. Ma mi sembra poco rilevante ai fini del nostro discorso di oggi. Dico la verità: mi ha dato un altro indizio del fatto che Saion non fosse davvero pronto. Ma conta poco.

Conta di più aver preso 4 pappine, cosa che onestamente non mi sarei mai aspettato. Aveva probabilmente ragione Delprato quando, dopo le due batoste subite con Atalanta e Juventus, aveva sottolineato che il Parma doveva “tornare a mettersi l’elmetto”. In assenza di giocate tecnicamente rilevanti, sarà meglio almeno provvedere a questo. Dal 3-1 in poi, il Parma è stato anche abbastanza arrendevole.

Tornando a Delprato, ed indipendentemente dal fatto che non mi abbia regalato 2 punti a Fantacalcio con un autogol (sempre per colpa della Lega Calcio, che non ha visto la sua deviazione determinante), è stata una delle cose che non mi è piaciuta della partita. Io capisco che lui sia il Capitano e per questo uno dei suoi compiti sia comunicare con l’arbitro. Ma non è che la partita può diventare un dibattito tra Delprato e l’arbitro. Soprattutto quando arbitra Maresca. Che è già propenso di suo a fischiare la qualunque. Se poi ci mettiamo anche a farci delle chiacchiere, il tempo effettivo cala sotto i livelli di guardia.

Peraltro non era neanche tanto in forma il VAL (Video Assistant Luto), che va particolarmente in tilt quando nelle azioni è coinvolto Pellegrino e segnala rigori quando fa fallo l’attaccante del Parma. Ma ha visto anche un fallo su Valeri in occasione del 2-1 che il VAR (Video Assistant Referee) invece ha ignorato.

E insomma, se avessimo anche mangiato male, sarebbe stata proprio una serata da dimenticare.

Sabato 21 il Parma ospita la Cremonese. Una vittoria chiuderebbe definitivamente il discorso salvezza. Ma anche un pareggio potrebbe essere da non disprezzare. L’importante è che vada in campo un Parma diverso. Riccardo Schiroli

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