
Cherubini sul dopo Parma-Roma: «Io non credo nelle proteste. Mi è piaciuto Gasp»
Serata di gala, quella di ieri, a Tivoli Terme con il premio intitolato a Maurizio Maestrelli, figlio dell’indimenticato allenatore della Lazio, Tommaso. Tra i premiati nel corso della kermesse, ospitata dal Grand Hotel Duca d’Este, anche l’AD del Parma, Federico Cherubini.
Il CEO crociato, cui è stato conferito un riconoscimento nell’ambito di Management e Istituzioni, è intervenuto con un breve discorso con cui ha anzitutto ribadito il suo auspicio che la prima squadra maschile del Parma sia protagonista all’insegna del fair play, nonostante l’obiettivo già raggiunto, in questi ultimi 180′ della Serie A: «Tutti parlano di programmare. E invece è da quando ci siano salvati abbiamo perso due partite. Ora vorrei pensare di far punti e di onorare il campionato».
Poi, il dirigente umbro ha colto l’occasione per spegnere le polemiche divampate dopo l’accesissimo finale di Parma-Roma, elogiando le parole proferite dall’allenatore degli avversari. «Abbiamo fatto una partita per vincerla. Nelle dichiarazioni post gara ha senso parlare degli arbitri in un senso o nell’altro. Mi è piaciuto Gasperini che ha sottolineato lo spirito del Parma: io credo che è un problema se noi ci dobbiamo meravigliare dello spirito con cui le squadre vanno in campo. Dovrebbe essere normale. E invece: Ho visto nel Parma uno spirito particolare Noi l’anno scorso lottavamo per salvarci e incontravamo squadre che non avevano nulla da chiedere e giustamente dovremmo onorare le prossime due nel rispetto di tutte le altre».
Il Parma, tramite le dichiarazioni (mai prive di garbo e stile) del proprio allenatore, ha manifestato dissenso nei confronti dell’arbitraggio. Cherubini, però, ha una visione differente: «Io personalmente non credo molto nelle proteste post gara. Ieri Carlos Cuesta, a fine partita, ha detto qualche parola. Sì, lo ha fatto nel modo, secondo me, corretto. Però, noi tutti a giro diciamo che non dobbiamo farlo e poi quando ci capita siamo i primi a farlo… Se vogliamo migliorare il sistema, in questo momento in particolare con una categoria (la classe arbitrale, ndr) che sta vivendo delle difficoltà, non possiamo per un risultato approfittare di questo». Parole virtuose (seppur in controtendenza con la linea della comunicazione del club), l’incendio è stato spento.
