
Frigan: «Ho pianto tanto per il secondo infortunio. Ora i gol arriveranno»
PINZOLO (TN) - Nel ritiro del Parma proseguono le attività media:oggi è toccato a Matija Frigan parlare nella sala stampa del centro sportivo Pineta, alla vigilia dell’ultimo test amichevole, prima del ritorno in Emilia, con l’Iraklis Salonicco.
Per il croato si è trattata, di fatto, della prima volta di fronte alla stampa locale da quando veste la maglia crociata.
Di seguito, le dichiarazioni rilasciate dall’attaccante di Rijeka, che attende di ritornare a effettuare una presenza ufficiale con i ducali a distanza di 351 giorni dall’ultima, e unica, giocata (il 17 agosto 2025, in Coppa Italia contro il Pescara).
TESTA E FISICO DOPO L’INFORTUNIO «Molto bene, grazie prime due settimane con squadra No tutto a posto, tutto bene. Mi trovo molto bene con il resto della squadra e niente, tutto qua. È molto difficile, speciale nella testa, ma ho lavorato molto duramente nell’ultimo anno e finalmente sono qui, in campo, e sono molto felice».
CAMBIO RUOLO «Sì, abbiamo cambiato formazione e adesso faccio l’ala destra. A essere sincero mi trovo molto bene in questa posizione, ho giocato così per quasi tutta la mia carriera e poi un po’ da attaccante. Mi trovo a mio agio in questo ruolo e credo che abbiamo una buona squadra per giocare col 4-3-3».
OBIETTIVI PERSONALI «Ho già detto che, prima di tutto, voglio restare in salute, giocare una buona stagione col Parma e rendere felici tanti tifosi».
UN ANNO DIFFICILE «Sono stato a Bologna per sette/otto mesi, a fare due allenamenti al giorno: solo dormire, allenamento e basta. Adesso però, nelle ultime due settimane, sono a Parma. Sto molto bene con la squadra, è un bel gruppo, e con tutto lo staff tecnico e tutto il resto, rapporto perfetto. Credo di avere una testa forte, ho lavorato duro ma è stata difficile».
QUASI TRE MESI SENZA CALCIO «Non ho guardato nemmeno una partita per quasi tre mesi, non so perché ma ero molto stanco. Il calcio dopo mi è mancato ed ero davvero dispiaciuto di non giocare e di non poter aiutare la squadra. Però questi 8 mesi sono volati, quando ti alleni tutti i giorni, adesso va tutto bene».
CHI GLI È STATO VICINO «Come ho detto la settimana scorsa, Circati: anche lui ha avuto lo stesso problema e ha fatto la stessa operazione. Devo ringraziare anche il mister, con cui mi sono sentito tutti i giorni. Quando ho avuto bisogno di qualcosa, lui è stato sempre disponibile con me, abbiamo avuto delle belle conversazioni e anche adesso abbiamo un grandissimo legame».
SECONDO INFORTUNIO SHOCK «A essere onesto, piangevo tutto il giorno. Dopo il secondo infortunio ero fuori da questo mondo, ero davvero deluso. La nuova operazione è stata ancora a Bologna: per un paio di mesi è stata davvero dura, per me e per la mia famiglia. Ma poi mi sono detto: Ok, dimentichiamo quest’anno e lavoriamo per essere pronto al 100% per la prossima stagione».
LE QUALITÀ SOTTO PORTA «Nelle scorse tre stagioni della mia carriera non ho segnato poco, mi sembra di aver fatto più di 30 gol (31, ndr). Mi piace tirare, ma devi sempre giocare per la squadra: non giochi da solo sul campo e ogni partita in qualche modo è diversa. Penso di essere bravo quando sono vicino alla porta avversaria».
CANNONIERE COME PELLEGRINO? «Pellegrino ha fatto una grande stagione, ma credo che in questa squadra ci siano molti giocatori che possono segnare diversi gol, soprattutto adesso che vedo gli allenamenti. Sono convinto che nel reparto offensivo abbiamo grande qualità. Ma non ti farò nomi: dico solo che abbiamo giocatori di grande qualità».
COME UN NUOVO ACQUISTO «Credo di sì. Diciamolo: visto che nel primo anno non ho giocato neanche una partita, possiamo dimenticarlo e metterlo da parte per cominciare da adesso. Sono molto felice a Parma, ci sono persone molto disponibili nello staff, va tutto alla grande con loro, i miei compagni e i dirigenti. Finalmente siamo allo start».
RESPONSABILITÀ E PRESSIONE «Mi piace, mi piace sentirmi la pressione sulle spalle e sono convinto di riuscire a gestirla».
UN CUORE D’ORO «Sono ancora molto legato a Rijeka, la mia città, e faccio anche beneficenza. Mi piace molto aiutare i bambini, specialmente della mia città. Aiuto soprattutto bambini malati. Sono convinto che con la mia famiglia abbiamo fatto tante belle cose nell’ultimo anno, ma non mi va di parlare troppo di queste cose. So che è importante ma parlare di queste cose non è semplice, dico solo che mi piace aiutare i bambini».
UNA TRAVERSA SFORTUNATA «Per ora posso essere molto felice del mio stato di forma, visto che non ho giocato nemmeno una partita per undici mesi e adesso posso riassaporare il campo, mi sento bene, posso anche parlare col mister. Fin qui tutto bene. Peccato per la traversa, ma significa che ero lì: i gol arriveranno, ci alleniamo per questo».
IL RAPPORTO CON PARMA «Mi piace molto Parma, è piccola e camminare per la città senza che nessuno mi mi metta pressione, chieda foto o altro. Mi piace il rapporto coi tifosi in una piccola città, abito anche vicino allo stadio. Il cibo? Perfetto, perfetto, anche se a volte è un po’ abbondante».
