
Cuesta: «Resto? Serve una direzione chiara». Circati: «Non so chi ritroverò dopo il Mondiale»
Dalla sala stampa dello stadio Ennio Tardini, le dichiarazioni a caldo del post Parma-Sassuolo (clicca qui per le pagelle), match terminato 1-0 per il Parma.
A presentarsi davanti ai microfoni, per i crociati, mister Carlos Cuesta (il cui ringraziamento finale ai giornalisti risuona in sala stampa molto vicino a un addio) e Alessandro Circati, in partenza per il Mondiale americano. In rappresentanza dei neroverdi, l’allenatore Fabio Grosso e Luca Lipani.
Ecco le dichiarazioni raccolte dalla redazione di SportParma.
CUESTA «Venendo acclamato dai tifosi sicuramente ho sentito gioia e in quel momento non ho pensato troppo, semplicemente ho fatto quello che avevo dentro e ringrazio tantissimo i tifosi, non sapevo che a Parma non è una cosa comune (l’ovazione per il mister. ndr) ma l’unica cosa che posso dire è quanto ho amato il calore e il sostegno e tutto quello che ci hanno dato in tanti momenti, anche quello che avevano fatto prima di andare a Verona, quando nelle prime 11 partita ne avevamo vinta solo una, Nelle difficoltà ci sono sempre stati e per me è molto importante creare quella connessione giocatori, tifosi, staff, club e questa c’è sempre stata. Penso che quando mi hanno chiamato sotto la curva io rappresentavo tutti: società, staff, che ha fatto tantissimo, ma soprattutto i veri artefici di tutto sono stati i giocatori. Basta vedere oggi: potevano esserci tante scuse, il caldo del pomeriggio, una partita in cui non ci giocavamo niente, ma hanno voluto rappresentare il club al meglio possibile. Tutti, i giocatori e io, più di tutti, amiamo vincere e vogliamo sempre fare il massimo. Sono contento che è stato apprezzato il fatto che sempre daremo il meglio per questo club. A volte ci vorrà un po’ di tempo per essere apprezzato, capito ma sempre sarà così.
Oggi avete visto un rapporto più stretto coi giocatori, perché c’è stato il cooling-break e avete potuto vedere un po’ di più, oltre al rapporto individuale volevo dare anche qualche indicazione, quindi l’avete visto perché c’è stata l’opportunità di farlo in pubblico ma sono cose normali che fanno parte di questo percorso che di solito restano private.
Sul mio futuro io sono stato molto chiaro sempre, quello che dobbiamo fare è valutare la situazione insieme, valutare l’incontro di cui parlavo. Si farà con totale trasparenza e semplicemente vedremo se c’è la possibilità di continuare e, ripeto, i margini di miglioramento ci sono tutti e abbiamo la stessa intenzione: crescere. Ci sono tante cose che influiscono, quindi prima dobbiamo avere chiara la visione e la direzione e vedremo cosa capita nel futuro.
Non posso dare una percentuale perché non sarei onesto e io voglio esserlo sempre, quando trasmettiamo le nostre sensazioni. Dobbiamo vedere e sono sicuro che faremo il meglio. Grazie anche a tutti voi per essere stati sempre lì, per avere aiutato tanto anche me a crescere, anche con le vostre critiche ma per averlo fatto sempre con onestà e con rispetto».
CIRCATI «Una salvezza con così tante partite d’anticipo non so se me la sarei aspettata, ma so che la volevo. Abbiamo fatto abbastanza bene, l’obiettivo è stato raggiunto, se all’inizio mi avessi chiesto con quante partite d’anticipo mi sarei voluto salvare non ti avrei saputo rispondere. è stato un percorso molto lungo, abbiamo fatto bene e sono contento. Noi sportivi siamo molto competitivi, vogliamo sempre vincere, anche al parco con gli amici, gioco anche per il mio orgoglio, quindi le ultime partite erano per questo: per dire che io ho finito con 45 punti invece che per 38, per dire.
Il momento più bello è stata la prima vittoria contro il Torino in casa. Dopo, la prima vittoria, ti lascia un po’ più tranquillo, sapendo che riesci a vincere.
La mia stagione non è ancora finita: domani parto, vado già in America per il Mondiale con l’Australia e sono molto contento, chiaramente.
Sono migliorato in tanti modi, anche sull’aspetto personale. L’anno scorso sono stato infortunato per la maggior parte e ho fatto solo le ultime due. Quest’anno volevo darmi un po’ di continuità e questo è stato il primo aspetto, poi ho giocato in diverse posizioni, ho fatto tutti i tre braccetti della difesa e non è facile giocare su tutta la linea difensiva. Non so il gruppo che troverò al ritorno dal Mondiale, non so chi cambierà, io auguro sempre il meglio a tutti. Non so chi ci sarà ma, ovunque li porti la strada, auguro il meglio ai miei compagni per la loro carriera e il loro futuro».
GROSSO «Com’è andata? Ci sono due modalità: analizzare quello che è successo oggi o guardare quello che abbiamo fatto prima. I punti fatti sono il segno di un cammino incredibile, merito di tutte le componenti ed è stato bello tutto quello che abbiamo fatto. In questa partita ci sono state cose che avremmo potuto fare meglio ma quando non hai quell’energia che ti permette di tenere il livello alto puoi fare fatica. Grandi complimenti a tuti per quello che siamo stati in grado di fare. Siamo arrivati in Serie A da neopromossi e, tolte le prime due e le ultime tre, abbiamo fatto 49 punti in 33 giornate, abbiamo avuto un passo importante. Ci sono stati momenti belli all’interno di questa cavalcata, in cui avremmo potuto provare a fare qualcosa di diverso per poi incontrare difficoltà che ci hanno fatto tornare indietro. Ci siamo lasciati 9 squadre dietro e avremmo potuto scavalcarne due alla fine, se me lo avessero detto all’inizio non ci avrei creduto.
Sul mio futuro abbiamo detto che a giorni ci incontreremo con l’amministratore delegato e ci chiariremo con grandissima serenità come abbiamo sempre fatto per capire la soluzione migliore. Infine voglio fare una dedica a mio papà che mi ha seguito per la prima parte e mi piace pensare che lo abbia fatto anche nella seconda».
LIPANI «Sicuramente è una stagione più che positiva, vista la salvezza molto tranquilla già tanto tempo fa. Quando parte il campionato da zero sono tutte partite difficile: Contento per la mia crescita, accompagnata da un gruppo straordinario.
La sensazione è che sappiamo di essere una squadra piena di valori, con un grande staff e con un grande centro sportivo. Il problema è che poi ci sono le partite e parti sempre da zero, devi dimostrarlo sempre di partita in partita».
