
Cuesta: «Lavoriamo per altre serate così». Baroni: «Meritava il Torino»
Dalla sala stampa dello stadio Ennio Tardini, le dichiarazioni a caldo del post Parma-Torino (clicca qui per le pagelle), match terminato per 2-1 in favore dei crociati.
A rispondere alle domande dei giornalisti presenti in conferenza i due allenatori, Carlos Cuesta e Marco Baroni. In rappresentanza dei crociati presente anche Mandela Keita.
Le dichiarazioni raccolti dalla redazione di SportParma dalla pancia dello stadio.
CUESTA «Siamo tanto felici, soprattutto per i ragazzi. Durante queste settimane dove non si raccoglievano i frutti, loro hanno continuato a lavorare ed esprimersi al meglio. Sono molto soddisfatto di tutti: giocatori, staff, società. Secondo me, mettiamo il cuore e oggi si è visto. Anche nei momenti di difficoltà, siamo riusciti ad arrivare alla vittoria. Questo mi dà soddisfazione, ma volgiamo ripeterci. Da domani a lavorare per rivivere serate come oggi.
Io penso alla fase difensiva e offensiva: ovvio che ci piacerebbe di più recuperare alto e giocare di più là. Ma c‘è l‘avversario. Merito del Torino essere riuscito ad uscire dalla pressione, ma non siamo stati tanto bravi all‘inizio. Abbiamo fatto qualche cambio per aggiustarlo e proveremo ad avere questa identità. Dobbiamo vivere con cuore e passione. I contesti di partita sono diversi: non è uguale giocar contro Torino, Cagliari e Cremonese.
Pellegrino ha tantissime capacità per dominare in area, ricevere spalle alla porta per aiutare i compagni. Si sacrifica tanto, è un esempio ogni giorno. Come si allena, come recupera, come mangia: è un professionista al 100%. È un esempio per il suo atteggiamento soprattutto.
Fa parte della dinamica della partita, soprattutto quando c‘è un duello costante. A volte per crearci un vantaggio, bisogna vincere un duello. Mandi (Keita, nda) ci ha dato tantissimo in questo senso, ma anche a livello difensivo. È stato onnipresente in tante situazioni. Adesso ha bisogno di avere questa consistenza e stabilità per continuare a darci molto.
Il calcio italiano è super competitivo e super ricco, con tante squadre di alto livello. Ci sono dettagli da studiare e bisogna esprimersi al massimo per aiutare i ragazzi. È un campionato di altissimo livello».
KEITA «Abbiamo lavorato tanto su questo. Non avevamo ancora vinto e oggi dunque era molto importante vincere, davanti ai nostri tifosi. Ci hanno aiutato tanto ed e anche per loro. Dobbiamo continuare a lavorare e tenere i piedi per terra.
Ci chiede di essere compatti, parlare tanto. La comunicazione soprattutto: siamo una famiglia. Oggi è una vittoria molto importante.
Il presidente quando è qui è una motivazione in più, speriamo che ritorni così vinciamo ancora.
Il mister ha detto che dobbiamo essere maturi, lavorare insieme. Siamo giovani, ma tanti giovani hanno anche esperienza. Siamo giovani, ma maturi. Dobbiamo migliorare ma ci siamo.
Nel primo tempo era un po‘ difficile: non ci aspettavamo un Torino così. All‘intervallo abbiamo parlato tanto e il mister ci ha detto di essere più compatti e scivolare di più.
Devo ancora migliorare. Non sono perfetto, voglio aiutare la squadra ed essere un leader. Grazie allo staff e ai miei compagni.
Pellegrino nostro Haaland? Speriamo. È molto importante per noi, è molto intelligente e forte. Ci aiuta tanto. Se continua a lavorare così può diventare ancora più forte.
L‘allenatore mi ha detto che posso spingermi un po‘ in avanti, con Berna che si ferma. Devo migliorare ancora di più.
ci siamo sacrificati tanto, abbiamo lavorato come una famiglia. È una vittoria per continuare, dobbiamo lavorare ancora».
BARONI «Oggi la squadra ha fatto una partita importante sotto tanti aspetti. Il Parma ha faticato, noi abbiamo creato tanto. È una sconfitta che ti brucia, ma la consapevolezza è che sia questa la strada. La prestazione è convincente, siamo penalizzati tanto dal risultato. Con quel poco di attenzione in più: non voglio commentare il rigore. La strada è questa: non dobbiamo fare passi indietro, ma nel dolore della sconfitta dobbiamo essere forti e convinti.
Noi sapevamo che loro attaccavano partendo da dietro, cercando di bloccare l‘uscita del portiere. Abbiamo messo due marcature, ma la difesa deve essere fatta meglio.
Io ho detto alla squadra che dobbiamo insistere su questo tipo di prestazioni: le vittorie arriveranno. La sconfitta è pesante, ma dobbiamo continuare a lavorare. Voglio questo atteggiamento propositivo, aggressivo, di una squadra che va in campo con tanta energia, cercando di mettere qualità di gioco.
io credo che come sempre ci sarà una leggera modifica nel valutare queste situazioni: nel calcio ci sono dinamiche, le braccia sono importanti. Sono convinto che o piano piano lavorando con gli arbitri correggeremo queste situazioni, nel rispetto del calcio e dello spettacolo, andando nella direzione che i gol bisogna costruirli. Cerco di portare esperienza per capire che queste dinamiche nei calciatori per forza avvengono.
Ho solo esultato, l‘arbitro ha detto che ho esultato troppo. Cercherò di moderarmi.
È dentro il lavoro e la prestazione che ne usciamo. La squadra ha dato una riposta importante dal punto di vista della prestazione, ma siamo incavolati e dispiaciuti. Dobbiamo fare di più.
Io ho visto un Parma in difficoltà, con un Torino molto aggressivo. Gli sono rimaste le palle lunghe su Pellegrino, ma lo sapevamo. Abbiamo fatto molto per togliere loro il gioco. Se si prendono dei gol, è chiaro che ci sono errori difensivi. L‘episodio del rigore lo considero a sé, sul secondo gol bisogna far meglio.
C‘è un castello: il giocatore deve impedire la corsa di traiettoria. Noi decidiamo di mettere 2 a marcare, oggi Vlasic e Lazaro, gli altri a zona. Quella palla va difesa a castello, più che dalla marcatura. Non lo facciamo solo noi».
MÁRIPAN «Quando si perde, non ci si sente bene, anche se l‘atteggiamento era quello giusto. Abbiamo fatto una buona partita, ma abbiamo perso. Dovremo analizzare e rimanere positivi.
lui è molto bravo di testa, ma possiamo marcare meglio. Dobbiamo migliorare perché i dettagli fanno la differenza.
Dobbiamo migliore tutti sulla difesa. Ma anche su come palleggiamo, su come avanziamo e fare più gol.
Un Parma aggressivo, con un portiere che calcia lungo. Aggressivo e intenso. Dobbiamo migliorare sulle palle inattive, dove loro sono molto forti.
è una squadra che deve pensare partita in partita. Dobbiamo pensare così, poi vedremo.
Ngonge è un ragazzo con tanta qualità, l‘ha dimostrato. Deve farlo tutte le partite».
