Nocciolini a SP: «Pellegrino poco sfruttato, ci vorrebbero 50 cross a gara»

Nel corso della 28ª puntata del PARMATALK, il webshow dedicato al Parma Calcio (clicca qui per rivederla), è intervenuto sui canali di SportParma anche Manuel Nocciolini, ex attaccante crociato, nonché uno dei maggiori protagonisti che contribuirono al ritorno in Serie A dopo il fallimento del 2015.

La punta trentaseienne, attualmente in forza alla Fidentina Borgo San Donnino, ha così parlato dei colleghi di reparto del Parma, soffermandosi in particolare su Strefezza e Pellegrino: «Strefezza è un giocatore importante, che ha avuto un impatto determinante nel Parma: fossi nella società, proverei a tenerlo. Pellegrino è il classico attaccante imponente, un 9 vecchia maniera, fa a sportellate e corre. Secondo me sono state sfruttate poco le sue qualità da area di rigore, soprattutto i colpi di testa: dovresti fare 50 cross a partita per sfruttare a pieno le qualità di Pellegrino». Sul futuro dell’attuale numero 9 crociato il Noccio ha poi continuato: «Non so se sia pronto per una big, dovrebbe trovare una squadra che fa il 4-2-3-1. Non lo vedrei né al Milan né all’Inter, magari alla Juventus potrebbe essere l’attaccante in stile Vlahovic».

Su Parma, spesso vista come stazione di partenza e di rilancio per giocatori e allenatori, l’ex giocatore di Pordenone, Sambenedettese e Grosseto ha asserito che «ripartire ogni anno da zero sicuramente è frustrante. Ma, così come il calciatore a volte usa delle squadre per rilanciarsi, la stessa cosa fanno gli allenatori. Io penso che sia normale nel calcio moderno. Bisogna essere felici che Parma venga scelta: vuol dire che è una società sana. Le bandiere di una volta non esistono più, magari Cuesta non conosceva nemmeno Parma: gliene avranno parlato dicendo che è una squadra, una società, una città dove poteva fare bene lui ha deciso di venire qua per lanciare la sua carriera».

Il bomber toscano, protagonista nel Ducato nel biennio 2016-2018 con 13 gol e 3 assist in 49 presenze (per un totale di 3.040′ giocati), ha commentato, infine, il futuro della rosa del Parma: «Da una parte la società potrebbe stare aspettando di capire il futuro di Cuesta: sono dinamiche della società che fai fatica a capire. Spesso capita che dopo aver parlato con l’allenatore si fa un check e si capisce quali giocatori tenere e quali no, magari hanno già parlato con alcuni giocatori che devono rinnovare ma manca l’ufficialità. Io ero tra quelli che a gennaio voleva sapere se rinnovavo o no, perché secondo me giochi con un’altra testa: ci sono altri che preferiscono arrivare a scadenza per vedere se hanno delle altre opportunità. Nel Parma ci sono giocatori che terrei assolutamente, altri si possono sostituire: Delprato, per esempio, è il classico giocatore che ti dà l’anima, e non a caso è capitano; anche Strefezza ha delle qualità importanti. Quasi tutti gli altri possono essere tranquillamente rimpiazzati».

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