
Cuesta: «Mi prendo la responsabilità». Spalletti: «Il gruppo fa la sostanza»
Dalla sala stampa dello stadio Ennio Tardini, le dichiarazioni a caldo del post Parma-Juventus (clicca qui per le pagelle), match terminato 1-4.
A presentarsi davanti ai microfoni gli allenatori Carlos Cuesta e Luciano Spalletti. Tra gli atleti, ha parlato capitan Enrico Delprato per i gialloblù e il difensore Gleison Bremer, autore di una doppietta, per i bianconeri.
Ecco le dichiarazioni raccolte dalla redazione di SportParma.
CUESTA «Non penso che sia stato un Parma a viso aperto. Sapevamo che dovevamo difendere basso contro di loro, ma non siamo stati bravi a farlo e questo ci ha portato a occasioni che ci hanno messo in pericolo. Loro sono riusciti a creare, ad avere situazioni come le palle inattive da cui hanno trovato due gol e che hanno sbilanciato la partita.
Abbiamo fatto qualche cambiamento per andare più coperti con la linea a 5 e ad andare ad aggredire l‘uomo. Loro sono stati bravi. Ci dispiace per il risultato, pensavamo potesse essere una bella serata, di gioia, anche per i nostri tifosi. Lavoreremo perché domenica prossima possiamo tornare a fare punti contro il Bologna.
Nel secondo tempo siamo stati aggressivi anche con la linea a 5. Loro sono riusciti a portare la partita dove volevano e sono stati migliori di noi. Meritano la vittoria.
Difesa a quattro? È nata pensando che fosse la cosa migliore per la partita. Ondrejka e Oristanio? Alla fine dobbiamo concentrarci su come aiutarli di più ad aumentare il livello prestativo, come riuscire a metterli nelle posizione giuste per sfruttare le loro qualità. Ma non è una questione di loro due, è una questione collettiva. Ma la responsabilità me la prendo assolutamente io.
Dobbiamo tornare ai nostri punti di forza, a essere umili, a difendere bene come squadra. Lavoreremo per migliorare.
Fischi? Forse anche contro il Lecce. Ci dispiace tantissimo per la prestazione e per il risultato. Lavoreremo per cambiare la dinamica contro il Bologna e per fare i punti che ci servono per il nostro obiettivo».
SPALLETTI «Yıldız aveva un po‘ di dolore a camminare? Ci mettete sempre qualcosa in più voi. Io mi sono fidato di quello che diceva lui nel primo tempo, si teneva sotto controllo. Come va?, Tutto bene. Era inutile rischiare. Chi l‘ha trattato con le mani ha detto che non è molto grave, poi può essere che una partita o due le salti.
Vittoria senza il contributo di Yıldız? È la squadra che determina il campione, non è mai il contrario. Se si vuole giocare per obiettivi importanti contro squadre che giocano un calcio bellissimo, tosto e moderno, non è un calciatore che ti dà la possibilità di posizionarti dentro quel calcio lì. Stasera la squadra ha vinto la partita, ma non la vince tin calciatore. Senza il contributo della squadra, diventa difficile? È il gruppo che fa la sostanza, è la squadra che può determinare che il nostro confronto non è contro gli avversari, ma ciò che è la mia ricerca di essere sempre migliore. Yıldız è un calciatore alieno, ma credete che la Juventus non vinca le partite da sola? È una mancanza di rispetto verso gli altri».
DELPRATO «Settimana scorsa abbiamo giocato a 5 e abbiamo preso 4 gol. Ci prendiamo la responsabilità degli 8 gol subiti in due partite. Si possono perdere, perché sia l‘Atalanta sia la Juve hanno dimostrato di essere superiori. Ma ci sono sconfitte e sconfitte. Prendere 4 gol davanti al nostro pubblico fa male. Dobbiamo tornare a quella compattezza di squadra che ci aveva contraddistinto a inizio campionato. Il nostro obiettivo è sempre la salvezza, che l‘anno scorso l‘avevamo raggiunta all‘ultimo minuto dell‘ultima partita. Ma dobbiamo essere bravi a prendere una partita alla volta. Queste due sconfitte fanno male: bisogna avere la lucidità di imparare la lezione per far sì che non accada più.
Le sconfitte delle concorrenti? Noi guardiamo il nostro, abbiamo 6 punti di vantaggio sul terzultimo posto: la classifica la guarderemo alla fine. Ora noi dobbiamo lavorare per portare a casa il massimo. I tifosi? Ci prendiamo i fischi, va bene. Ma dobbiamo restare uniti: se abbassiamo un po‘ lo spirito di sacrificio contro queste squadre qua è dura. Se sbagli qualcosina, queste squadre ti fanno male: è stato così oggi, è stato così settimana scorsa. Dobbiamo metterci lì con l‘elmetto?
Quattro gol a partita non si possono prendere, fanno male. Bisogna capire le cose che non sono andate bene: essere lucidi e analizzare gli errori.
I nuovi? Ci daranno una mano, si vedono che sono ragazzi in gamba. dovranno esser veloci a a capire le richieste del mister.
Forse i 23 punti che abbiamo sono la dimostrazione che i ragazzi spingono e lottano. In queste partite così, appena vuoi recuperare e ti scopri un attimo, gli errori li paghi. E oggi è la dimostrazione di questo».
BREMER «Abbiamo dovuto attendere un po‘ per il secondo gol, è vero? Ma è andata bene. Sono contento più he per i gol per la vittoria della squadra, che è quello che conta.
Mi sento bene, un po‘ di stanchezza. Oggi è stata una partita più tranquilla, non ho speso così tante energie.
Pellegrino è un centravanti forte, è argentino, no? Quindi un po‘ di malizia? Ti lascia sempre impegnato. Ma abbiamo difeso bene, lui ha un gran futuro.
Eravamo lì insieme io, Kelly e Thuram e abbiamo fatto insieme un po‘ di blocco. Fortunatamente mi sono trovato lì nel momento giusto».
