
Cuesta: «Sono felice per Chivu. Con l’Inter una grande opportunità»
Alla vigila della 35ª di campionato, a salvezza già ottenuta, il Parma andrà a San Siro a sfidare l’Inter che, in caso di vittoria, metterà ufficialmente le mani sullo Scudetto.
Come sempre, mister Carlos Cuesta, naturalmente più sciolto del solito, si è presentato ai microfoni del Mutti Trainig Center per rispndere alle consuete domande della stampa.
Qui di seguito le parole rilasciate dall’allenatore maiorchino durante la conferenza, in cui eravamo presenti anche noi di SportParma.
L’ALLENAMENTO A PORTE APERTE «La squadra è consapevole della sfida che avremo domani, dell’importanza di essere al nostro 100% per essere competitivi ed è pronta con la stessa mentalità di lavorare forte e al meglio possibile. Ci è piaciuto molto stare accanto ai nostri tifosi e sentire il loro calore, speriamo domani di essere noi e fare tutto il possibile per una grande prestazione e fare il risultato».
QUALCHE CAMBIO? «Secondo me in questa stagione ci sono stati tanti cambiamenti. Ricordo le conferenze stampe di meta stagione, sulla linea a 4 o a 5, giochiamo cosi o cosa. Durante la stagione siamo stati in un percorso in cui la nostra identità la nostra linea di gioco è stata in costante evoluzione. quando abbiamo ottenuto un certo equilibrio e una certa stabilità siamo andati dritti perché ci portava più risultato. Adesso dobbiamo continuare su questa linea ma cercare il miglioramento, alzare il livello».
L’INCONTRO CON CHIVU «Chivu ha creato certe basi che sono state molto importanti per raggiungere la salvezza l’anno scorso. Tanti di questi punti sono state certezze che ci hanno aiutato a costruire il percorso di quest’anno: merito a lui, società e giocatori che lo hanno seguito. Noi abbiamo voluto continuare questo percorso, migliorare e andare avanti».
IL VALORE DELLE ULTIME PARTITE «Io di solito quando guardo il passato e quando guardo dietro quasi sempre mi focalizzo su cosa ho fatto, quelli che magari potevo fare meglio e vedere le cose che magari ho fatto bene. La mia personalità mi porta a pensare a quello che arriva e quindi penso all’Inter. Ancora manca tanto, 4 partite, e le vogliamo competere al meglio possibile, vogliamo arrivare più in alto possibile in classifica. Questa settimana è stata uguale, preparare al meglio possibile la squadra per arrivare domani nelle migliori condizioni.».
SUL FUTURO DELLA SQUADRA «Non saranno partite indicative per il futuro quello che stiamo facendo precedentemente serviva per creare una linea di continuità ma per avere risultati in questo momento. evoluzione ci sarà ma con il focus sul presente e arrivare sempre il più in alto possibile».
SUL SUO FUTURO «Con la società siamo sempre stati super allineati, dal primo giorno. Gli incontri sono comuni, abituali, Questa settimana siamo andati a cena con lo staff tecnico, Questo rapporto di fiducia e coesione c’è stato sempre. Adesso ci focalizziamo sul presente e arrivare più in alto possibile, quello che sarà il futuro si vedrà».
CUESTA E CHIVU, UNDERDOG DI SUCCESSO «Le opinioni, i commenti dall’esterno non li puoi controllare. Immagino che anche lui sia focalizzato a lavorare il meglio possibile, essere se stesso. Sono felice per lui anche se non lo conosco, per quello che sta facendo all’Inter. Sicuramente anche lui starà pensando alla partita di domani e sarà focalizzato su quello che puoi raggiungere. Per noi andare a giocare a San Siro è una grande soddisfazione e orgoglio: è un’opportunità molto grande per crescere e per mostrare il nostro livello in qualunque contesto».
L’IMPORTANZA DI ESTÉVEZ «Estévez è stato molto importante come ha detto il capitano per aiutarci non solo in campo ma anche fuori. Un giocatore che con la sua presenza e il suo valore ha dato tanto per migliorare gli altri, tutte le scelte che si faranno con la società saremo allineati. Adesso siamo focalizzati sul presente».
MEGLIO PSG-BAYERN 5-4 O UNO 0-0? «La partita perfetta non esiste perché il calcio è uno sport di errori, ma secondo me dentro l’imperfezione c’è anche bellezza. Io ho goduto molto quella partita, può essere paragonabile ad Argentina-Francia, la finale del Mondiale: per me è stata una partita spettacolare perché c’era assoluta incertezza, in tutte le azioni c’era la sensazione che poteva arrivare un gol. Guardavi con la consapevolezza che poteva arrivare un gol ad ogni azione. La qualità tecnica di quei giocatori permetteva che le pressioni fossero saltate da giocatori che potevano creare pericolo. Due squadre assolutamente allineate alla loro identità e alla loro filosofia che credono il modo migliore per arrivare ai risultati. Loro sono sempre stati così, in tutte le partite. Come allenatore devi creare una linea guida che sia molto coerente coi pregi dei giocatori e che seguiranno dal primo giorno. Loro pagano un prezzo: sanno che prenderanno tanti gol, ma sanno che ne potranno fare altrettanto. Altri allenatori e altre squadre una partita con meno sanno che può favorirli di più per favorire il risultato. Anche la seconda è stata una partita in cui puoi prendere molti spunti come allenatore ma meno entusiasmante come risultato e appealing».
LA TATTICA CONTRO IL PISA «La logica dietro è stata quella del talento del centrocampo (ride). Sinceramente è stato legato a due fattori: uno di caratteristiche tecniche e uno di aspetto di freschezza. I giocatori subentrati hanno avuto un impatto molto molto positivo. Ci fa piacere vedere come l’impatto di quelli che finiscono la partita incide. Alla fine cinque giocatori su 11 sono il 50% della squadra. Si è visto anche nella partita contro la Lazio. L’ingresso di Sørensen, di Ordoñez ci hanno permesso di sbloccare la partita ed essere più fluidi e dinamici, meno posizionali per cambiare la partita».
LO SCARSO IMPIEGO DI CERTI GIOCATORI «Alla fine la competenza interna è grande, soprattutto in quella posizione lì. Nel nostro sistema che adesso usiamo più di frequenza, il 5-3-2, gli attaccanti sono solo due ma abbiamo tanti giocatori in quelle posizioni davanti, abbiamo tanta competenza in funzione delle caratteristiche della partita e del contesto scegliamo più gli uni degli altri. Sappiamo delle loro qualità e quanto ci possono dare sia dell’inizio che a partita in corso».
DUALISMO PELLEGRINO-ELPHEGE? «Io Pellegrino lo vedo lavorare sempre ogni giorno con la stessa vogli di migliorarsi, influire sugli altri con la stessa mentalità e prepararsi al meglio per fare quello che ha fatto per tutto il resto della stagione: aiutarci tantissimo. Durante la stagione si è sacrificato sempre tantissimo, più che sacrificio compiti che lo allontanavano dall’area avversaria dove si trova più a suo agio. La competitività interna è sempre una buona cosa perché ti stimola a alzare il to livello e lui sta mostrando ogni giorno quanta voglia ha di migliorare e di alzare il suo livello».
