Clamoroso: il designatore degli arbitri Rocchi indagato per frode sportiva. Il caso Udinese-Parma

Il designatore degli arbitri di Serie A e B, Gianluca Rocchi, è indagato per concorso in frode sportiva: ieri sera gli sarebbe stato notificato un avviso di garanzia.

Le indagini condotte dal Pubblico Ministero della Procura di Milano, Maurizio Ascione, hanno al centro il campionato di SERIE A 2024-2025. La fattispecie del caso Rocchi si inserirebbe in un contesto d’indagine a più ampio raggio che il Pm starebbe conducendo non solo sugli arbitri italiani, ma sulla FIGC, finanche sulla giustizia sportiva, mosso dalla inspiegabile crisi del sistema calcio italiano.
L’ipotesi di reato, quella di frode sportiva, è la medesima del caso Calciopoli, neologismo che richiama i peggiori spettri del recente passato calcistico, ma è d’uopo specificare che, ad ora, nessuna sentenza e in alcun grado lascia intendere la veridicità dell’ipotesi.

Tra le partite sotto inchiesta, non ne poteva mancare una del Parma. Diciamo fin da subito che i crociati ne sarebbero parte lesa. I fatti contestati risalgono al 1° marzo 2025: Cristian Chivu è alla seconda partita sulla panchina gialloblù e, dopo l’esordio con vittoria contro il Bologna, sfida l’Udinese nell’8ª giornata di ritorno.
L’Udinese si presenta al match con 36 punti, a -4 dalla fantomatica quota salvezza, mentre il Parma arranca nella quart’ultima posizione appena guadagnata. La partita verrà decisa da un rigore del friulano Thauvin, al 38′, per un fallo di mano contestato, allora, da tutto il mondo crociato e, oggi, dalla magistratura. Balogh, nel tentativo di contrastare il tiro del francese, cade contorcendosi su se stesso e, in maniera goffa ma del tutto involontaria e inevitabile, il suo braccio viene colpito dalla palla. L’arbitro di campo, Fabio Maresca, lascia proseguire, salvo poi essere richiamato al VAR per una consultazione che dura quasi 3′.

Di seguito, riportiamo una parte del’articolo dell’agenzia AGI, scritto dal collega Manuela D’Alessandro, che ha riportato la notizia e su cui è consultabile anche il video del fatto incriminato.

Su segnalazione di Antonio Zappi, presidente degli arbitri, il Pm Rocca informò la Procura federale, che intervenne nell’irrigidire il regolamento sull’accesso alla sala VAR e cominciò a inviare propri ispettori, di fatto incrinando i rapporti tra FIGC, AIA e Can A (Commissione arbitri nazionale).

Il secondo episodio indagato riguarda la partita di campionato Inter-Hellas Verona e in particolare la gomitata non punita di Bastoni ai danni di Duda, all’inizio dell’azione che, al 93′, ha portato al gol di Frattesi per il definitivo 2-1. Per i più curiosi, rimandiamo ancora all’articolo dell’AGI, dove viene dettagliatamente descritta.

Siamo ben lungi dall’avere contezza riguardo alla fondatezza delle accuse. Tuttavia, quel che è certo e che più amareggia, sono gli ennesimi dubbi, stavolta mossi non da tifosi, riguardo all’onestà e alla correttezza dello sport più seguito in Italia e al mondo. Un business che in Italia, secondo Calcio e Finanza, ha un impatto di 12 miliardi di euro sul PIL (circa il 3%) e che muove, ogni giorno, milioni di appassionati, ormai chiaramente non più il centro di gravità di un sistema che ha ormai perso ogni credibilità e rispettabilità.

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