
Il caso Rocchi, le partite coinvolte e il Parma: tutto quello che c’è da sapere
Le indagini sulla classe arbitrale hanno travolto Gianluca Rocchi, autosospeso dopo l’avviso di garanzia, e riportato al centro dell’attenzione una partita chiave per il Parma: Udinese‑Parma del 1° marzo 2025, oggi sotto esame della Procura di Milano. Il giorno dopo il nuovo scandalo sul calcio italiano proviamo a fare chiarezza e ricostruire i fatti:
Un’inchiesta che scuote il calcio italiano
L’indagine della Procura di Milano ipotizza concorso in frode sportiva a carico di Gianluca Rocchi, designatore arbitrale di Serie A e B. Secondo gli inquirenti, Rocchi avrebbe condizionato alcune designazioni e esercitato pressioni sul VAR, in particolare in tre partite:
– Bologna‑Inter (2025)
– Inter‑Milan (Coppa Italia 2025)
– Udinese‑Parma (1 marzo 2025)
La vicenda ha portato Rocchi a autosospendersi dall’incarico, dichiarando di voler tutelare l’AIA e affrontare l’inchiesta con serenità e fiducia nella magistratura. Anche il supervisore VAR Andrea Gervasoni risulta indagato e si è autosospeso.
Il caso Udinese‑Parma: perché è centrale nell’inchiesta
Tra gli episodi più discussi c’è proprio Udinese‑Parma, gara decisiva nella corsa salvezza 2024/25. Il match fu deciso da un rigore realizzato da Thauvin al 38’, assegnato dopo un lungo check VAR per un presunto fallo di mano di Balogh.
Nel maggio 2025 la Procura Federale della Figc, guidata da Giuseppe Chiné, ricevette un esposto dell’ex assistente arbitrale Domenico Rocca, che denunciò presunte irregolarità nelle designazioni e, soprattutto, un possibile intervento esterno nella sala Var durante Udinese-Parma.
E’ proprio da quelle 4 pagine di denuncia che la ora la Procura di Milano ha avviato l’indagine che oggi coinvolge il designatore Gianluca Rocchi, autosospeso dopo l’avviso di garanzia.
La Procura Federale, nel luglio 2025, dopo aver ascoltato tutti i soggetti coinvolti, compresi Paterna e Sozza della sala Var (oltre a Rocchi), decise di archiviare il tutto perché non emersero condotte disciplinarmente rilevanti.
Secondo le ricostruzioni oggi agli atti
– In sala VAR, Daniele Paterna inizialmente riteneva il tocco non punibile, giudicando il braccio sul corpo.
– Dopo un momento di esitazione, Paterna cambia orientamento e invita l’arbitro Maresca all’On Field Review.
– Maresca assegna il rigore, poi decisivo.
Le immagini e gli audio della sala VAR sono ora parte del fascicolo della Procura, che vuole chiarire se ci siano state pressioni esterne o violazioni del protocollo.
Il Parma, secondo le ricostruzioni, potrebbe risultare come parte lesa, avendo subito una decisione ritenuta oggi determinante e potenzialmente influenzata da interferenze indebite.
I tre capi di imputazione
L’agenzia AGI (leggi qui) ha visionato l’avviso di garanzia ricevuto da Rocchi, che contiene tre distinti capi d’imputazione per concorso in frode sportiva. Eccoli:
– Nel primo addebito, i magistrati sostengono che Rocchi, durante una gara di Coppa Italia disputata a San Siro, avrebbe combinato la designazione dell’arbitro Andrea Colombo per Bologna–Inter del 20 aprile 2025. Secondo l’accusa, Colombo sarebbe stato considerato particolarmente apprezzato dalla squadra nerazzurra, impegnata nella fase decisiva della corsa scudetto.
– Il secondo capo d’imputazione riguarda un episodio precedente, sempre a San Siro, durante la semifinale d’andata di Coppa Italia del 2 aprile 2025. Qui Rocchi avrebbe combinato o schermato la designazione di Daniele Doveri, ritenuto poco gradito all’Inter, per evitare che dirigesse eventuali partite decisive successive — sia la finale di Coppa Italia sia match cruciali di campionato. L’obiettivo, secondo i pm, sarebbe stato quello di garantire all’Inter direzioni di gara ritenute più favorevoli nelle fasi decisive della stagione.
– Il terzo punto dell’avviso di garanzia riguarda Udinese–Parma del 1° marzo 2025. In questo caso Rocchi, in qualità di supervisore VAR, avrebbe condizionato l’operato dell’addetto VAR Daniele Paterna, spingendolo a richiamare l’arbitro Fabio Maresca all’on-field review che portò al rigore assegnato ai friulani.
Secondo l’accusa, Paterna avrebbe inizialmente espresso un parere diverso, ma sarebbe stato indotto a modificare la propria valutazione.
Le reazioni istituzionali
La Procura Federale, che in precedenza aveva archiviato il caso, ha richiesto gli atti alla Procura di Milano per valutare una possibile riapertura del procedimento sportivo, inizialmente archiviato da Chinè.
Il presidente della Lega Serie A, Simonelli, ha invitato alla prudenza, ricordando che si tratta di accuse e che la credibilità del sistema non deve essere messa in dubbio prima delle verifiche.
