
Tra orrori e autoreti, il Parma crolla 4-1 a Torino. Finisce la serie utile
La 29ª giornata coincide con la fine della striscia positiva del Parma e con la peggior prestazione stagionale. L’ex D’Aversa non mostra alcuna pietà e il suo Torino ne fa 4 al Parma, i cui demeriti sono enormi.
Per racimolare un’insospettabile serie di 5 partite senza sconfitte, il Parma aveva un solo mantra: non commettere errori. In appena 2′, i crociati inanellano una serie di goffaggini tante quante non se ne vedevano dalle débâcle con Atalanta e Juve. I dubbi sul portiere titolare vengono spazzati via già dalla lettura delle distinte: non è bastato al poco glamour Corvi essere uno dei miglior portieri negli ultimi 3 mesi visto che, alla seconda convocazione dopo il grave infortunio, Suzuki torna titolare. Resta più misterioso capirne il perché. Ma non ci si accanisca sul povero giapponese, che doveva e deve passare per una rivalutazione al più presto. Questa, in effetti, c’è stata: al ribasso e ad uscirne più danneggiato è stato proprio il nipponico, evidentemente ancora fuori forma. Si devono riconoscere anche le difficoltà di Circati, non meno goffo di Suzuki sul gol regalato a Simeone e, spostato a sinistra per lasciare Troilo al centro, in affanno per tutta la partita.
Il bello del Parma è tutto nella fase centrale del primo tempo, culminato nel pari di Pellegrino. La ripresa è semplicemente sconcertante, non tanto per i due autogol ma per il totale smarrimento dei giocatori crociati, facilmente perforati a ogni incursione granata. Per atteggiamento, per qualità e per idee non si salva la prestazione di un giocatore che non sia Pellegrino: le assenze di giocatori chiave spiegano non tanto la prestazione di squadra horror quanto il perché, sinora, molti giocatori invocati a gran voce non abbiano trovato spazio: la Serie A, per quanto brutta, sporca e cattiva, è assai poco accomodante e non per tutti. Nella peggior prestazione stagionale, anche Cuesta si perde: al di là delle discutibili scelte iniziali (sconfessate anche dagli infruttuosi cambi), per la prima volta ha ceduto al nervosismo verso alcune scelte dei suoi giocatori, cosa finora mai accaduta.
LE SCELTE La grande notizia di serata è il ritorno di Suzuki: 125 giorni dopo la frattura scomposta al dito medio e allo scafoide della mano destra, il portiere giapponese si rivedere riaffidare le chiavi della la porta del Parma da mister Cuesta, che esclude Valenti dal trio di difesa (câè Circati) e conferma Cremaschi da quinto di destra, con Sørensen e Ordóñez ad affiancare Keita.
Nel Torino dellâex DâAversa, gli attaccanti titolari sono Simeone e Adams (panchina per Zapata), supportati da VlasiÄ. A destra Pedersen la spunta su Lazaro.
NIENTE CORVI MA PAPERE E PELLEGRINO La partita si sblocca allo scoccare del 3â: un rimpallo su Circati favorisce Simeone che sfonda in area e calcia debole sul primo palo, lâopposizione di Suzuki è a dir poco lacunosa: il pallone gli passa, goffamente, sotto le gambe e 1-0 per i granata, con un errore da mani nei capelli del giapponese. Poco dopo, mani a coprire un volto solcato dalle lacrime per Cremaschi che, al 5′, si accascia per un problema al ginocchio che lo costringe al cambio. Il Parma si riscatta al 20′, di fatto al primo ingresso in area granata. Finalmente, Strefezza smuove le statistiche: cross pennellato sulla testa di Pellegrino, che sovrasta Ebosse per l’1-1 e continua la sua personale corrida contro il Toro: 5° gol segnato (sui 13 totali in Italia) in 3 partite. La partita vive di fiammate: VlasiÄ calcia di poco a lato, poi Strefezza sbaglia la misura del traversone e Paleari smanaccia in angolo. Dalla bandierina il Parma sfoggia un nuovo schema: Troilo calcia ma viene smorzato. Al 39′, Simeone brucia ancora Circati e di testa spedisce di poco a lato. Dopo poco più di 60″ Ordóñez, in combutta col solito Circati, concede una facile transizione sprecata dai locali per il recupero di Keita, sempre straordinario nei fondamenti difensivi, meno in fase di regia, come palesato anche dall’insoddisfazione di Cuesta.
FINE DELLA MAGIA La ripresa si apre con l’occasione di Pellegrino per il Parma, comunque in fuorigioco, poi, il buio. Non basta la legge di Murphy a spiegare il doppio autogol nel giro di un minuto, con cui il Torino si è portato sul 3-1. Del primo se ne macchia Delprato ed è un brutto segno, per quanto non gli si possano imputare grandi colpe per aver deviato il traversone balistico di Adams, favorito dallo scivolone di Valeri. Neppure Keita, che passava di lì per caso, commette una topica quando, al 57′, spinge in porta il siluro di Simeone, dopo la traversa. Non il gioco sfavillante, ma sono lo spirito e l’ordine a premiare il Torino, a fronte di un Parma onestamente impresentabile nella prima metà della ripresa. La frazione continua su questo spartito, nonostante il triplo cambio di Cuesta, che sconfessa le scelte iniziali: il Torino calcerà altre 4 volte entro il 90′, in una delle quali Zapata trova il 4-1, il Parma zero.
TORINO â PARMA 4-1
Reti: 3â Simeone (T), 20′ Pellegrino ; st 11′ Ilkhan (T), 12′ Keita (a, P), 46′ Zapata (T)
TORINO (3-4-1-2): Paleari; Coco, Ismajli, Ebosse (48′ st Marianucci); Pedersen, Ilkhan (31′ st Prati), Gineitis, Obrador; VlasiÄ (47′ st Anjorin); Simeone (31′ st KulenoviÄ), Adams (16′ st Zapata).
A disposizione: Israel, Siviero, IliÄ, Maripán, Lazaro, Casadei, Nkounkou, Biraghi, Tameze, Nije. Allenatore: D’Aversa.
PARMA (3-5-2): Suzuki; Delprato, Troilo (18′ st Valenti), Circati; Cremaschi (11â pt Britschgi; 33′ st Ondrejka), Ordóñez (18′ st Oristanio), Keita (18′ st Estévez), Sørensen, Valeri; Strefezza, Pellegrino.
A disposizione: Corvi, Rinaldi, Ndiaye, Elphege, Carboni, Nicolussi Caviglia, Mena Martinez. Allenatore: Cuesta.
Arbitro: sig. Fabio Maresca di Napoli.
Assistenti: sig. Dario Cecconi di Empoli e sig. Andrea Zingarelli di Siena.
Quarto ufficiale: sig. Giuseppe Mucera di Palermo.
VAR e AVAR: sig. Davide Ghersini di Genova e sig. Gianluca Aureliano di Bologna.
Note: stadio âOlimpico Grande Torinoâ di Torino. Ammoniti: al 13′ st Ordóñez (P) per gioco falloso, al 13′ st delprato (P) per proteste, al 32′ st Strefezza (P) per gioco falloso, al 40′ st KulenoviÄ per gioco falloso. Falli: 17-13 (7-7). Tiri: 15-6 (6-5). Tiri in porta: 6-3 (2-3). Corner: 2-7 (1-3). Recupero: 3â pt; 5â st.
