
Cherubini tra mercato, stadio e sostenibilità: «Il Parma necessita di una gestione virtuosa»
Una conferenza stampa fiume di 42 minuti. L‘AD del Parma Calcio 1913, Federico Cherubini, è tornato a incontrare i giornalisti locali in un appuntamento stampa tout court, che mancava da quello del giorno del suo insediamento.
Tantissimi i temi toccati nel corso della chiacchierata formale presso le mura della sala stampa del Mutti Training Center: dal bilancio del calciomercato di gennaio al progetto stadio Tardini, passando per i rinnovi di alcuni calciatori, l‘attenzione verso la valorizzazione del settore giovanile e, soprattutto, il tema della sostenibilità economica del club, in un periodo in cui l‘incidenza dei diritti televisivi è cambiata rispetto al passato.
Di seguito tutte le parole rilasciate, durante la conferenza stampa odierna, dall?AD Federico Cherubini che ha così introdotto gli argomenti ai giornalisti presenti: «La conferenza nasce in coda alla sessione di mercato, riprendendo un‘abitudine, che c‘era in passato ,di fare un bilancio delle sessioni. Ne approfitto, vista la vostra presenza, per parlare di una qualcosa che va oltre col mercato: è un‘opportunità che abbiamo di rincontrarci dopo più di un anno. Immagino che il mercato sia una delle cose che più v‘interessano. C‘è una sala folta: ho chiesto alle principali figure che operano nel club, alcune sono anche delle novità, e per me era importante averli qui, è un modo per condividere il lavoro che stiamo facendo».
IL BILANCIO DEL MERCATO «Soddisfatti lo saremo quando il campo dirà che abbiamo fatto delle cose giuste o meno. Ci eravamo dati degli obiettivi, sulla base anche delle indicazioni dell‘allenatore. Abbiamo voluto ridurre il numero della rosa, perché c‘erano dei ragazzi che avevano manifestato la volontà di avere altre opportunità e ci sembrava giusto, senza creare problemi, dargli un‘opportunità. Abbiamo inserito 4 giocatori in rosa che possano alzare il livello tecnico della squadra; parallelamente abbiano inserito un ragazzo, che è Mikolajewski, che sta facendo molto bene in Primavera e ora è aggregato ufficialmente alla prima squadra. Ma quando ce ne sarà l‘opportunità scenderà a giocare con la Primavera. Nella rosa attuale abbiamo re-inserito Frigan, con la speranza di rivederlo al più presto: contiamo di poterlo recuperare per il finale di campionato. La rosa è scesa di 2-3 unità, ma siamo coscienti che sia competitiva per provare a centrare l‘obiettivo salvezza».
LA SITUAZIONE DI CLASSIFICA «Se me l‘avessero detto prima del campionato che saremmo stati in questa posizione, tutti noi avremmo firmato. Ma questo non significa che siamo in una zona di comfort. L‘obiettivo salvezza è ancora totalmente aperto, totalmente da conquistare. Capisco tutte le polemiche che ci sono state per le nostre prestazioni, non ritenute all‘altezza, ma credo vada considerato il forte ricambio della rosa - sono arrivati giocatori giovani, che hanno necessità e tempi di adattamento - e, poi, un pizzico di sfortuna nei primi mesi l‘abbiamo avuta. Tanti ragazzi per lungo tempo non sono stati a disposizione. Abbiamo tante cose da migliorare, la nostra ambizione è provare a centrare la salvezza il prima possibile».
RIDUZIONE DEI COSTI E SOSTENIBILITÀ «La campagna di gennaio ha avuto effetti positivi sul bilancio, determinati dalla cessione di Løvik e dai risparmi sugli stipendi. Ma ci siamo presi anche degli impegni in caso di salvezza, come per il riscatto di Nicolussi. Non è che la società sta andando al risparmio. Sono tornato diverse volte sul tema della sostenibilità. I numeri del sistema calcio ci impongono una forte attenzione sul tema della sostenibilità. Da parte nostra, ci sarà sempre una gestione virtuosa sul tema dei costi e sull?incrementare i ricavi, specie in un mondo dove questi non li gestiamo noi ma i diritti televisivi. Noi cerchiamo di fare una politica che possa portarci ad avere numeri differenti da quelli che il sistema calcio ha e da quelli che il Parma ha avuto fino ad oggi. In questi giorni sono uscite delle tabelle che fanno riferimento alla stagione 2024/2025: vi prego di considerare che quel risultato, che è negativo, fa riferimento all‘anno solare 2024, e non alla stagione 2024-2025 in cui abbiamo sei mesi di A e sei mesi di B e sapete quanto pesa. Il nostro auspicio è che le azioni fatte in estate e in gennaio abbiano invertito questa tendenza: il bilancio che chiuderemo del 2025 va in controtendenza con i bilanci degli ultimi anni».
ATTACCARE DI PIÙ «Io non sarò retrogrado ma, forse, sarò poco appassionato al tema della qualità del gioco. Molto spesso a tutti piace vedere le squadre giocare bene, ma quando il risultato non arriva guardiamo la classifica. Il lavoro del mister è stato intelligente, ci ha portato a uscire dalle difficoltà in modo pragmatico. Tutti noi speriamo di fare qualcosa di più, lui per primo. Per centrare altre vittorie dobbiamo provare a far qualcosa di più in fase offensiva: la composizione attuale dell‘organico credo che gli consenta di far qualcosa in più. Cuesta ha la possibilità di fare più moduli: abbiamo mantenuto integra la possibilità per l‘allenatore di poter variare più volte all‘interno di una partita, ma anche di partita in partita, l‘assetto tattico».
LE ALTRE IN LOTTA SALVEZZA «Credo che nessuno di noi si senta salvo. Credo sia stato fondamentale puntare in direzione della sostenibilità, che senza il risultato sportivo vale poco. La Fiorentina, in questo momento, è lì temporaneamente, perché ha tutte le potenzialità per poter uscire. Ma anche Pisa e Verona sono sempre state squadre molto vive, meritavano di più. La lotta sarà difficilissima. Qualche squadra ha fatto qualche movimento in più, ma tutte escono rinforzate da questa sessione di mercato».
SENZA LACOME «Rispetto a questo tema, faccio un chiarimento. Si parlava molto di Parma come posto dei dati: si diceva che a Parma si compravano solo giocatori con gli algoritmi? Non è così. Fin dal mio arrivo di un anno fa, ho trovato un dipartimento, quello guidato da Mathieu (Lacome, ndr) - che va avanti, anche se ora lui non c‘è più –, che offre tantissimi spunti per ricevere dati, informazioni e ricerche. Ma non abbiamo fatto mai scelte di mercato esclusivamente basate su dati e analisi. Notari è uno dei capi scout più conosciuti ed esperti in Italia. Integriamo i dati che arrivano dai sistemi e dai dipartimenti come quello di Mathieu, ma la sua uscita non ha portato a una cambio di politica: andremo in continuità con un occhio alle informazioni che arrivano dal campo e un occhio a ciò che arriva dai nuovi sistemi».
LE PRESTAZIONI DI CORVI «Ringrazio perché state facendo domande che aiutano a chiarire punti. C‘è stata mota polemica rispetto al fatto che abbiamo iniziato il campionato senza un vero secondo portiere, ma con due terzi. Quando è successo l‘infortunio di Suzuki, io e Pettinà abbiamo convocato Corvi e Rinaldi dicendo che avevamo piena fiducia in loro, sapendo però che avrebbero dovuto sopportare grandi responsabilità. Gli abbiamo detto: Noi cercheremo qualcuno, anche se non sarà facile trovarlo, che arriverà per darvi una mano. Se meriterete, giocherete voi. Abbiamo interrotto il rapporto con Guaita anche per motivi di natura personale: ha preferito tornare in Spagna. Suzuki non è ancora pronto, abbiamo un mese con due ragazzi più un terzo aggregato dalla Primavera. Sicuramente il tema del rinnovo di Corvi è sul tavolo del direttore sportivo: sono già avviati i contatti col suo agente. Non siamo sicuri che Suzuki possa restare o meno, ma siamo sicuri che la ricerca del sostituto possa non essere così problematica: abbiamo già in casa i sostituti. Non parlo solo di Corvi, ma anche di Rinaldi. Hanno avuto percorsi diversi: Corvi ha lavorato sempre all‘interno del club, Rinaldi è cresciuto molto passando dai prestiti».
POSSIBILI PARTENTI «Dipende molto dalla volontà del giocatore. Qualche sollecitazione è arrivata, ma nessuno dei ragazzi ha manifestato la volontà di lasciare Parma oggi. L‘anno scorso - io ero appena arrivato - affrontammo una situazione analoga con Bonny: chiedemmo ad Angelo di restare fino a fine dell‘anno, promettendogli che avremmo assecondato la sua volontà a fine stagione. Qualche giocatore dell‘attuale rosa, se avrà opportunità in estate com‘è più facile, sarà accontentato. Ma nessuno è venuto a bussare alla nostra porta per chiedere la cessione. Ne approfitto per salutare i 7 ragazzi che hanno lasciato la rosa. Un saluto in particolare Hernani, che è stato qui più anni, e per Djurić, che in un anno si è fatto apprezzare dallo spogliatoio in poco tempo. Accettare di lasciarlo andare è stato difficile, ma di fronte alla proposta importante ricevuta dalla Cremonese non ci siamo sentiti di negargli questa opportunità. Begić e Benedyczak contiamo di ri-abbracciarli a fine stagione»
TEMA RINNOVI «In particolare con Bernabé che &eg
