
PAGELLE: Britschgi in crescita, Estévez professore
PISA ? Le pagelle di Pisa-Parma (clicca qui) premiano in massa i protagonisti della seconda vittoria consecutiva in esterna dei crociati.
Ottima la prova della difesa, dove spiccano Britschgi e Valenti (i migliori di giornata); Benedyczkak torna in versione re Mida, mentre Estévez è il prof della mediana.
L‘unico non pienamente all‘altezza tra quelli partiti titolare èOndrejka, che non trova mai uno spunto per far rimanere impresso il suo nome nella partita.
CORVI 6,5 Pomeriggio meno complicato del previsto: un unico intervento sul colpo di testa centrale di Touré nel primo tempo e uno, più severo, nel finale sul campionato di Nzola schiacciato a terra. Sicurezza.
BRITSCHGI 7 Da un suo tiro mancino, al 36‘, si genera il rigore che sbloccherà il match. Attento e diligente in fase difensiva, dove fa registrare numeri elevati: vince contrasti (2 su 3) e duelli a terra (5 su 7), effettua 2 recuperi e completa 3 chiusure difensive. La sua crescita aumenta velocemente.
DELPRATO 6,5 Gioca di nuovo da centrale in una difesa a quattro, come non gli accadeva da lungo tempo. Tiene botta a Meister e Nzola, Nel finale con una girata di testa su punizione di Valeri cerca il solito gol su inserimento, ma non riesce nell‘intento.
VALENTI 7 Un muro di gomma: il Pisa mette al centro cross come se fosse una catapulta, lui li sputa fuori tutti o quasi. Chiude un match gladiatorio con 15 chiusure difensive e 3 duelli vinti su 6. Con la sua spiccata personalità sa addormentare la partita con scaltrezza nei momenti topici.
VALERI 6 Gioca con un‘ammonizione a carico per tutto il secondo tempo, ma riesce a tenere alta la concentrazione e a non cadere in facili errori. All‘indomani del suo 27° compleanno non riesce a regalarsi un jolly per festeggiare, ma si rende protagonista nell‘assalto finale dei pisani con un salvataggio a due passi dalla porta su Nzola.
BERNABÉ 6 Più che una partita di calcio, una guerra: difficile in un contesto del genere riuscire a emergere se non estraendo il coniglio dal cilindro. Oggi non è attrezzato per fare magie. Ma si applica provando a distribuire qualità: 45 tocchi e 33 passaggi su 25 eseguiti correttamente.
(29‘ st) Ordóñez 6 Si mette dietro a far densità e in appena 6 palloni toccati riesce a compiere 2 chiusure difensive molto preziose.
ESTÉVEZ 6,5 Il «professore» del centrocampo: schierato davanti alla difesa, dirige i reparti tenendo la posizione, leggendo in anticipo le linee di passaggio e aggiungendosi alla retroguardia come ultimo baluardo. La posizione centrale favorisce l‘uscita del pallone nella costruzione dal basso (17 passaggi giusti su 18 nella propria metà campo). Intuitivo e prezioso.
KEITA 6,5 Perde 5 palloni, è vero, ma corre a più non posso e vince tutti, ma proprio tutti, i contrasti ingaggiati: 11 in tutto, di cui 8 a terra. Fa espellere un nervosissimo Nzola nel finale.
BENEDYCZAK 6,5 Trasforma con freddezza dagli undici metri: secondo gol di fila dopo quello in Coppa Italia, il primo in Serie A, il settimo su rigore in maglia crociata. Gli basta una sola giocata per tornare re Mida.
(29‘ st) Oristanio 5,5 Non giocava in Serie A dal 29 settembre. Un ritorno che non lascia il segno: per esigenze tattiche, Cuesta non gli fa nemmeno finire una partita di soli 17‘.
(46‘ st) Løvik ng Corsa e copertura per 4?.
ONDREJKA 5,5 L‘unica cosa positiva è che aggiunge un‘oretta al suo minutaggio. Ma la retroguardia nerazzurra non gli lascia alcun pertugio in cui infilarsi e rendersi pericoloso. Tocca pochi palloni (22) e ne perde quasi la metà (8): prestazione sacrificata.
(13‘ st) Sørensen 6 Si rende utile alla causa con un paio di duelli vinti, qualche chiusura e qualche intercetto.
PELLEGRINO 6,5 Caracciolo e soci lo marcano stretto: lo spazio per cercare il gol ce l‘ha solo a inizio ripresa, ma il suo sinistro gira largo. Per ila resto, si sbatte tantissimo, anche in difesa, cui presta soccorso con 3 chiusure e 5 recuperi. Generoso.
ALL. CUESTA 6,5 Imposta la partita che avrebbe voluto. Primo non prenderle: rispettato. Un gol, in qualche modo è arrivato e lo ha segnato l‘uomo a sorpresa schierato dal 1‘, Benedyczak (preferito a Cutrone). Nonostante il ritorno alla difesa a quattro, il suo Parma non ha perso di solidità e, anzi, è sembrato recepire con elasticità il cambiamento tattico elaborato dal 30enne mister maiorchino. Nel finale toglie Oristanio, che era entrato da un quarto d‘ora: una scelta sofferta, ma l‘equilibrio tattico (e la vittoria) contava più di ogni singolo.
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