Elphege: «In Ligue 2 livello alto, ma non mi aspettavo un trasferimento»

Ultimo ma non per importanza a rispondere alle domande dei giornalisti presenti in sala stampa al Tardini è stato anche l‘ultimo in ordine di arrivo: Nesta Elphege.

Il parigino classe 2001 si è fatto conoscere, raccontando le origini del suo nome (in onore di Bob Marley), i primi contatti con il club ducale, le abitudini nel secondo livello del calcio francese e, ovviamente, le sue caratteristiche tecniche che non lo escludono dal giocare in coppia con Pellegrino.
In attesa che arrivi il transfer europeo che possa consentirne la convocazione contro la Juve domenica sera, Elphege ha scelto il 23 da indossare dietro il potrei spalle, che già indossava al Grenoble. Possiamo aggiungere un retroscena: aveva già abbandonato il suo numero preferito, il 19, in favore del 23 che rappresentava il civico della sua abitazione.

CHI È ELPHEGE «Sono contento anzitutto per essere qui in un club dalla grande storia e voglio subito ringraziare la società, lo staff e i compagni per ilc amoroso benvenuto. Le mi principali qualità sono la fisicità, la robustezza e, a livello tecnico, penso di essere dotato nella protezione palla. Mi difendo bene anche nell‘attacco alla profondità e nel gioco aereo».

I PRIMI CONTATTI E IL NOME NESTA «Il mio agente mi ha parlato dell‘interesse a inizio mercato di gennaio. C‘erano anche altre società, ma non appena ho sentito Parma, non ho avuto dubbi. Ero subito entusiasta dell‘idea. Volevo venire in Serie A dove ci sono squadre di grandissimo livello. Nesta? Impossibile non conoscerloQ Da piccolo pensavo che il mio nome fosse per lui, ma non l‘avevo chiesto ai miei genitori? Chi non conosce Nesta, che ha fatto la storia in difesa con Maldini? Poi, però, i miei genitori mi hanno detto che l‘origine del mio nome era dovuta al secondo nome di Bob Marley, di cui mi padre era un grande appassionato».

ATTACCANTE MODELLO «Come fonte d‘ispirazione non ce n‘è uno in particolare. Viste le mie origini camerunesi facile dire Samuel Eto‘o e, parlando di giocatori in attività, direi Haaland, Lewandowski e Keane, tutti attaccati molto fisici e dalle caratteristiche molto affini alle mie. Mi ispiro un po‘ a tanti, ma non ho un modello in particolare».

IL PARMA PESCA IN LIGUE 2 «Il livello della Ligue 2 è molto buono, ci sono tanti giovani dal grande potenziale: rapidi e di qualità. Il livello è alto, anche perché abbinato a giocatori esperienza. Non avevo un‘aspettativa, in particolare, in questa finestra di mercato. È vero che stavo facendo bene, mi aspettavo che potessero esserci delle sollecitazioni, ma senza qualcosa di particolare. Poi, il mio agente mi ha parlato della possibilità di venire a giocare in Serie A e non ho avuto dubbi. Ora sono felice di essere qui».

CON PELLEGRINO O VICE? «Ho visto qualche partita e tanti video in questi ultimi tempi, ho visto giocare Mateo (Pellegrino, ndr): è un ottimo giocatore. Non mi vedo come un‘alternativa a lui. Anche in passato ho avuto occasione di giocare in sistemi di gioco diversi: so adattarmi alle situazioni. Ho giocato in passato con giocatori simili a me, ma anche diversi. Non mi vedo un‘alternativa a lui».

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