PAGELLE: Elphege uomo del destino, Pellegrino isolato

Le pagelle di Parma-Pisa (clicca qui) promuovono tutti i giocatori gialloblù nel giorno della salvezza aritmetica.

La squadra di Cuesta si libera dal fardello della lotta per non retrocedere vincendo, a modo suo, lo scontro del Tardini: decide Elphege con un gol da rapinatore d’area. Meglio la difesa del centrocampo e dell’attacco.

SUZUKI 6 Si addormenta due volte con i piedi, creando grossi brividi sui pressing di Stojilkovic. Due volte salvato dal palo nel primo tempo dopo che ci aveva messo la faccia in modo miracoloso su Vural; nella ripresa, a parte un tiro fiacco di Meister, non ha lavoro da sbrigare. Svagato.

DELPRATO 6 Svolge a dovere i compiti difensivi. Nel primo tempo prova a punire il Pisa chiude un’azione offensiva tipicamente gasperiniana, da quinto a quinto, al 38’: ma di fatto regala il pallone ai tifosi in Nord.
(35’ st) Almqvist 6 Torna in campo a 108 giorni di distanza (dopo l’ultima proprio al Tardini in Parma-Inter) e partecipa attivamente all’azione del gol, scippando la palla in volata al compagno Sørensen.

CIRCATI 6 Soffre l’attacco alla profondità di Stojilkovic in più occasioni. Dopo un po’ gli prende le misura e quando entra Meister vive di rendita. Va a contrasto 4 volte. Mastino.

TROILO 6,5 Akinsanmiro lo semina nell’azione del primo palo colpito dai nerazzurri. Per il resto fa buona guardia, tra recuperi (2) e chiusure difensive (8). Baluardo.

NDIAYE 6 Lo stadio gli tributa un’ovazione nel finale di partita, quando completa una delle sue 6 chiusure di una partita senza macchia. Speso con sapienza il giallo, all’89’, per fermare un contropiede ospite e blindare il clean sheet.

VALERI 6,5 È vero che con la difesa a 5 il campo in avanti da coprire è molto, ma torna a sfornare cross in quantità come ai bei tempi. Il più bello è quello, sull’imbucata di Bernabé, che manda al tiro Delprato; nella ripresa ha il merito di alzare il pallone per l’unico colpo di testa di Pellegrino e di cercare il gol con una sgroppata a ridosso del 90’, ma trova l’opposizione di Šemper.

BERNABÉ 6 Si accende al 38’ quando imbuca. come si farebbe su intavolo da biliardo, un pallone perfetto per Valeri che poi Delprato spedisce in Curva. Per il resto della partita è un po’ in penombra.
(33’ st) Sørensen 6 Al termine di un’azione insistita e rocambolesca, sforna un assist di testa – visto che con i piedi aveva sbagliato tutto quanto fosse possibile. Volitivo e fortunato.

NICOLUSSI CAVIGLIA 6 Fa più passaggi di tutti (61, con precisione pari al 93%). Angori gli nega la gioia del gol in avvio di ripresa, murando un tiro ravvicinato e potente che, probabilmente, avrebbe avuto una sorte differente.
(33’ st) Estévez 6 Trentesima presenza stagionale, chiusa con la fascia da capitano al braccio. Scheggia la traversa direttamente da corner.

KEITA 6 Chiama alla parata difficile Šemper. Tocca tanti palloni (42) e ingaggia duelli a terra (vincendone 4 su 7), ma fa brutta figura quando Akinsanmiro lo brucia sul tempo, anticipandolo, e mandando in porta Stojilkovic. Ne ha fatte di migliori.
(21’ st) Ordóñez 6 Tocca 9 palloni, perdendone 2: il minimo contributo per partecipare alla festa. Sei politico.

STREFEZZA 6 Perde un po’ troppi dei 30 palloni toccati, ma si dà da fare. Nel primo tempo cerca la via della rete 2 volte, senza fortuna. Esce stremato.
(21’ st) Elphege 7,5 Ci mette qualche minuto in più, ma fa come a Udine: entra e segna, un gol di rapina. Secondo gol consecutivo, terzo bonus in altrettante partite. L’uomo del destino nel rush finale che vale la salvezza.

PELLEGRINO 6 Troppo solo per tutto il primo tempo; si fa valere a inizio ripresa quando appoggia un invitante pallone a Nicolussi. All’87’ riceve il primo pallone aereo giocabile da spedire in porta, ma trova le mani del portiere.

All. CUESTA 7 La partita salvezza, contro la peggior difesa del campionato, non potevano non essere il manifesto del cuestismo. La 10ª vittoria stagionale, arrivata con il 6° risultato di 1-0 e il 12° clean sheet conquistato, dimostra quali sono state le armi sfruttate dal 30enne allenatore spagnolo per raggiungere l’obiettivo prefissato con 4 turni d’anticipo (stando alla matematica). Vince la partita con i cambi.

 

(In copertina, Mandela Keita in azione in Parma-Pisa 1-0  – ©Foto: Lorenzo Cattani/SportParma)
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