
Pecchia, il Parma e la Samp: il triangolo non si completa
Da 487 giorni oggi Fabio Pecchia non siede su una panchina di un club di calcio.
L’esonero datato 17 febbraio 2025 ha messo la parola fine alla sua avventura da allenatore del Parma Calcio, ma non al rapporto con il club ducale, cui resta ancora legato da un contratto di un altro anno. Che, forse, ne segna una sorta di condanna.
Il 52enne di Lenola percepisce, senza dover scendere a bordo campo, percepisce circa 600mila euro netti dal Parma, che non si opporrebbe certamente all’idea di firmare una rescissione che consenta al al club di liberarsi di un ingaggio e al tecnico di tornare in circolazione. Il suo nome in Serie B - vinta con i crociati nel 2023/2024 - è circolato e sta circolando: le ipotesi Avellino e Pisa (oltre alla suggestione inglese Watford), ben presto, sono tramontate, al contrario della pista Sampdoria, per altro prossima avversaria il 9 agosto in una gradita amichevole estiva al Tardini. Da Genova insistono: per il CEO Jesper Fredberg e il nuovo ds Américo Branco quello di Pecchia è l’unico, vero, obiettivo per la panchina.
Che i blucerchiati abbiano inviato una negoziazione, informando anche il club emiliano, non è di certo un mistero. Il rebus, piuttosto, resta legato alla reale volontà dell’ex mister di Hellas Verona e Cremonese di scendere nuovamente in serie cadetta e di rinunciare alla lauta ricompensa garantita dal vincolo contrattuale vigente (almeno fino al 30 giugno 2027). E il Parma, in merito a questo punto, ancora non ha ricevuto comunicazioni. E nemmeno le mette in conto. Difficile che l’attuale scenario possa subire evoluzioni.
L’affare non è tramontato, ma al momento il triangolo non si completa. I tempi si stanno allungando - e, di certo, si protrarranno oltre questa settimana –, la Samp ha la necessità di una nuova guida tecnica (sullo sfondo c’è Gotti). La decisione spetta a Pecchia. Il Parma, semplicemente, aspetta.
