
Pellegrino: «Serve pazienza e tranquillità . Più cross? Se arrivano, è meglio…»
Un bagno di folla di quasi 200 tifosi ha accolto nel pomeriggio Christian Ordóñez e Mateo Pellegrino, protagonisti del âMeet&Greetâ presso lo store dello stadio Tardini. Tanti sorrise, molte firme, ma anche le parole del centravanti argentino, rilasciate agli organi dâinformazione presenti.
Lâattaccante argentino, ma nato a Valencia, ha parlato del momento di forma della squadra, reduce da due sconfitte, ma anche della sua stagione particolarmente positiva: tra lâaffetto dei tifosi, i gol dal peso dâoro, il rinnovo del contratto e lâesempio di papà Mauricio, il numero 9 è già diventato â se non lâuomo simbolo della squadra â sicuramente il beniamino di tutti il popolo crociato.
«Incredibile â ha esclamato sullâaccoglienza riservatagli nel pomeriggio â, bellissimo! à passato già un anno dal mio arrivo. Sono contento che in un anno sono riuscito a fare tutto quello che ho fatto, con l’aiuto dei miei compagni. I tifosi mi vogliono bene ed è la cosa più bella che câè» inizia così il punto stampa di Mateo che, ben presto passa agli argomenti di campo.
Dopo la sosta ci sarà la Lazio: «Abbiamo subito tanti gol nelle ultime partite, dobbiamo ritrovare quella compattezza che ci faceva bene. Dobbiamo pensare prima a non prendere gol e dopo bisogna lavorare tantissimo nella fase offensiva, perché è il punto nel quale facciamo fatica ancora. Stiamo lavorando anche su quello». Nelle ultime settimane lâex Velez è apparso un poâ solo là davanti: «Secondo me dobbiamo avere più pazienza nelle partite, a volte vogliamo prendere la decisione frettolosamente. Bisogna, invece, avere tranquillità , provare di più a calciare in porta e avere più creatività in quelle zone del campo».
Il Parma non fa punti da un mese, esattamente dal giorno in cui papà Mauricio viene la Recoba Sudamericana con il Lanus. Dal suo âviejoâ ha sicuramente appreso lâarte del colpo di testa: «Sicuramente tutto quello che ho preso da lui è quello che è stato come persona. Mi ha aiutato tantissimo, mi ha fatto imparare tantissimo da piccolo, nell’aspetto umano. Poi, dal lato calcistico, ti direi il colpo di testa che ce l’aveva anche lui». Questo tipo di giocata lo sta rendendo tra i migliori specialisti in tutta Europa, ma per mandare la palla in gol servono più cross. Mateo, con eleganza, li invoca: «Se ne voglio di più? Certo, se possono arrivare più cross in migliori condizioni, per me è meglio, perché è un punto in cui sono forte. Ma devo provare a fare i gol anche in altri modi».
