
NEW TARDINI / LA TATTICA DEL MURO DI GOMMA
(Gmajo) – Cos’è la tattica del “Muro di gomma”? Il “Muro di gomma” è il rifiuto di comunicare o di cooperare. La definizione trae origine dall’omonimo film del 1991 di Marco Risi sull’incidente aereo di Ustica del 1980 in cui morirono 81 persone, che racconta la lotta di un giornalista investigativo per svelare la verità contro i depistaggi istituzionali che si celano dietro la tragedia del DC9 Itavia precipitato nel mar Tirreno meridionale. Mi rendo conto che accostare le più banali vicende del New Tardini a questa strage possa risultare forte e di questo me ne scuso: preciso, tuttavia, che non voglio in alcun modo sottendere o far riferimento a presunte trame oscure, né cerco di atteggiarmi al Rocco Ferrante della finzione cinematografica, essendo già eccessivo l’abituale accostamento ironico al tenente Colombo, ma il modo di dire è entrato ormai nel costume quotidiano e restituisce bene l’idea dell’impenetrabilità delle fonti preposte a fornire notizie su determinati argomenti.
In precedenti occasioni, avevo già riferito ai lettori dell’impossibilità di ottenere un franco colloquio diretto con i colleghi ed amici (di Cherubini) del Krause Group Real Estate, (cui il tedoforo aveva passato la fiaccola, immagino dietro loro richiesta, come da lui stesso riferito nella sua conferenza stampa del 5 febbraio 2026) essendo, appunto, rimbalzate le richieste di intervista ai vari manager interessati (Aboah, Ruben, Munn) inoltrate, a più riprese, a chi si occupa/occupava della comunicazione della sovrastruttura: per interposta persona (ossia attraverso la Signorina Direttrice della Comunicazione Istituzionale del Parma Calcio, mi era stato informalmente riferito (“ambasciator non porta pena”) che, come al solito, se ci saranno novità, saranno loro (il Parma Calcio) a comunicarle.
Pazienza, dunque, il silenzio della componente privata – che, come noto, si sarebbe sobbarcato in toto l’onere del rifacimento/riqualificazione dell’Ennio – ma anche la componente pubblica, preferisce non dialogare con noi, poiché, secondo chi porta la voce del sindaco Guerra non gli sembra questo il momento, dal momento che, secondo lui, non c’è nulla di nuovo rispetto a due settimane fa. Due settimane fa? Non capendo a cosa alludesse, l’ho domandato al mio interlocutore, il quale mi ha chiarito che si riferiva alla conferenza stampa di Cherubini, ossia quella del 5 febbraio (ieri era il 17 marzo): non è cambiato niente da allora, quindi, per dire qualcosa, aspettiamo che accada qualcosa. Per il momento meglio così.
Dopo la citata conferenza stampa di Cherubini, come noto, era seguito un piccato post dell’assessore Marco Bosi (che si sia trattato, dunque, di un’iniziativa personale non condivisa con la Giunta?) sui propri social, in cui reclamava (al Parma) chiarezza, dopo questo nuovo cambio di interlocutori, che, evidentemente, gli ricordava da vicino i precedenti, visto che di manager che lo rappresentassero, Krause ne ha avvicendati parecchi, solo per citarne alcuni, Franco Denari, probabilmente il più rappresentativo, ma anche Erin Kuhl e Luca Martines, che accompagnarono in municipio il tycoon quel 20 maggio 2024, allorché questi, gelando tutti, riferì che gli serviva ancora tempo per riflettere, soprattutto sulla questione economico-finanziaria sottesa alla grande operazione.
Prendo atto che, secondo il rappresentante del Sindaco, che al momento non ci sia nulla da dichiarare, ma resta legittimo conoscere quali tipi di sviluppi ci siano stati da aprile 2025, quasi un anno fa, ovverosia da quando il Parma Calcio, attraverso la PEC firmata dal CEO Cherubini li informava dello switch dal vecchio progetto mono cantiere (il “definitivo” che era già stato approvato e al quale mancavano solo i due passaggi politici inerenti la durata della concessione e la variante urbanistica) a quello a stralci, che avrebbe evitato la spiacevole complicanza della precedente modalità, ossia l’esodo per circa 27 mesi (tempo necessario, secondo il cronoprogramma, per il rifacimento dopo abbattimento) dei tifosi in altro impianto forestiero.



