ANNOTAZIONI CROCIATE / VENERDI 13

(Fabrizio Pallini) – Venerdì 13 non porta certamente bene al Parma, che esce sconfitto dallo Stadio Olimpico di Torino per quattro reti ad una. Crolla fragorosamente il fortino Crociato che aveva retto egregiamente anche con squadre più blasonate. Tanti i punti portati alla classifica ducale dall’atteggiamento difensivistico studiato e messo in pratica dal giovane allenatore del Parma.

Cuesta era sempre riuscito a schierare la sua squadra con l’intento prioritario del “primo non prenderle”. Solo in alcune occasioni aveva voluto tentare di giocare a viso aperto la partita, venendo sonoramente sconfitto, come con l’Atalanta e la Juventus. Dopo tali debacle lo spagnolo era ritornato repentinamente a difendere compatto dal basso, con ottimi risultati.Una concretezza che aveva meravigliato positivamente un po’ tutti.

A Torino, per la prima volta, la tattica-strategia del fortino ha inaspettatamente fallito. Comunque, nonostante lo svantaggio, subìto dopo tre minuti per una incredibile papera del rientrante Suzuki, i Crociati avevano dimostrato una buona reazione, pervenendo al pareggio grazie al solito combattente Pellegrino. L’attaccante raccoglieva un cross proveniente dalla sinistra di Strefezza e con un bel colpo di testa insaccava la palla nella porta difesa da Paleari.

Il primo tempo termina con il solito Parma compatto ed unito.

Il secondo tempo, invece, non è quello sperato.

Il Parma perde la solita grinta e concentrazione subendo, nello spazio di un
minuto, due reti. La prima al 55esimo, la seconda sessanta secondi dopo, grazie ad una rocambolesca autorete di Keita.

Sotto di due gol, Cuesta tenta il tutto per tutto. Schiera le tre punte e manda all’arrembaggio i suoi. Purtroppo, anche le numerose sostituzioni portano alcunché di positivo, anzi al 91esimo subiscono il quarto gol ad opera di Zapata. Il subentrato attaccante del Torino, lasciato colpevolmente solo dalla difesa Crociata, lascia partire uno splendido fondente da fuori area che si insacca nella rete alla destra di Suzuki. È il definitivo 4 a 1.

Venendo al commento, la prima annotazione che doverosamente ci sentiamo di dover esporre è quella che sarebbe troppo facile attribuire la sconfitta al rientrante Suzuki che, seppur evidentemente colpevole sulla prima rete, non può essere il capro espiatorio di una sconfitta che vede, invece, coinvolti tutti i giocatori del Parma.

A nostro avviso si salvano solo Pellegrino, sempre grintoso e presente, che segna il gol del pareggio e il dinamico e talentuoso Strefezza, autore anche dell’assist sul gol dell’argentino.

La difesa, che per tante partite era sembrata inattaccabile, un muro insuperabile per le punte avversarie, è tragicamente crollata sotto la spinta di un attacco, quello del Torino, non particolarmente produttivo fino ad ora.

L’arrivo di D’aversa (che come fortuna non è secondo a nessuno) deve aver portato grande fiducia ai giocatori del Toro, ma la debacle del Parma non è facilmente comprensibile. Troppi errori, disimpegni raffazzonati e troppo lenta la manovra. La mancanza di Bernabé si è fatta forse sentire.

Che dire: appagamento, supponenza? Potrebbero essere entrambi. Sta di fatto che il Parma esce con le ossa rotte da un incontro che avrebbe potuto essere l’evento definitivo per la salvezza del Parma e che, invece, è da monito per chi aveva già messo i remi in barca.

Prima di concludere, però, è doveroso porsi una domanda: ma era così indispensabile far rientrare così frettolosamente Susuki, visto che tra l’altro Corvi si era sempre disimpegnato egregiamente? Capiamo anche le esigenze di una sua eventuale cessione per fare cassa. Ma, forse, si sarebbe potuto attendere la certezza di essere salvi. Tutte domande lecite.

La pesante sconfitta, comunque sia, a nostro avviso, non incide più di tanto sulla salvezza, ma bisogna fare attenzione e rimanere concentrati con i tre punti le vie del Signore sono tante e chi ha buona memoria ricorderà l’esperienza negativa del Bologna di qualche anno fa… Ad maiora. Fabrizio Pallini

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