Strefezza ed Elphege, la salvezza grazie al mercato di gennaio
I 4 punti conquistati tra Napoli e Udinese hanno tremendamente avvicinato il Parma alla salvezza, per cui manca ormai soltanto la formalità dell’aritmetica (che probabilmente avverrà sabato prossimo nel match casalingo contro il Pisa, ndr). In maniera molto sintetica, si può dire che i sigilli sulla permanenza in A li hanno apposti due arrivi del mercato di gennaio: Gabriel Strefezza e Nesta Elphege.
Strefezza, arrivato proprio l’ultima settimana di gennaio, non ha impiegato molto a dimostrare cosa portasse al Parma, fin dal primo tocco di palla è apparsa la sua raffinatezza, un garbo che pare essere uscito da un film di Wes Anderson. Tuttavia, spremuto dalle mille rincorse e risucchiato nel vortice ossessivo dell’equilibrio, il giocatore di proprietà dell’Olympiakos per lungo tempo non ha avuto apporti decisivi in gol e assist. Subentrato con il Bologna, alla prima apparizione crociata, mister Cuesta lo ha poi sempre schierato titolare e, nelle 10 partite a cui ha preso parte, il Parma ha perso 2 sole volte a fronte delle 4 vittorie. Dopo l’inutile assist per il gol di Pellegrino contro il Torino, alla scorsa è arrivato anche il primo gol e Gabriel - proprio come monsieur Gustave in Grand Budapest Hotel - ha svelato la sua centralità solo sul finale della trama verso la salvezza. Il fantasista italo-brasiliano ha rappresentato anche un’operazione di mercato eversiva rispetto al grande disegno: il prestito secco di un giocatore affermato di 29 anni (compiuti ieri, ndr), con uno stipendio importante, sarebbe stata considerata un’eresia solo fino alla sessione precedente. Ma, evidentemente, l’urgenza di salvarsi è stata più forte dell’integralismo societario. Ora, i tifosi invocano, giustamente, la sua presenza in rosa anche nella prossima stagione. Come biasimarli?
Chi, a meno di clamorosi ribaltoni, è già sicuro di esserci nella prossima Serie A è Nesta Elphege. Bisogna ammetterlo: l’ufficialità del suo acquisto non aveva di certo infiammato la piazza. Il curriculum, in un campionato di penombra come la Ligue2 (0 gol in 10 presenze nella prima parte di stagione; 1 in 6 presenze nelle passate stagioni), un nome da difensore mancato e l’arrivo a Parma conciato un po’ così, à la grande Lebowski, l’hanno fatto immediatamente assurgere a personaggio di culto. Ma tutti lo attendevano, non senza un certo scetticismo, alla prova sul campo. Dopo 6 panchine e 35′ totali nelle prime 8 col Parma, è toccato all’ex Grenoble sostituire Pellegrino - probabilmente il giocatore più importante (e più titolare di tutti, ndr) – contro il Napoli. Ebbene, Elphege si è ben presto levato le ciabatte e il passaggio dai fratelli Coen a Tarantino, da Jeffrey Lebowski a Mr. Wolf, è stato sorprendente: in meno di 30″ ha mandato Strefezza in porta per l’1-0. L’attaccante classe 2001 ha continuato a risolvere problemi anche contro l’Udinese, in cui nel gol da 3 punti ha sfoggiato anche un’agilità non comune per un marcantonio di 196 centimetri. Più che Nesta, verrebbe da dire Bobo Elphege - per ricordare un attaccante fisico e mancino come lui –, ma i giocatori decisivi si vedono soprattutto nella continuità. Per ora, comunque, Parma ringrazia e si gode il mercato dello scorso gennaio.
