
Corvi oro di Parma: 34 parate, 4 clean sheet e 17 punti fatti
Non ha tatuaggi impressi sulla pelle, ma Edoardo Corvi il logo del Parma è come se l?avesse tatuato. Ce l?ha dentro, lo sente suo da buon parmense qual è. E lo sta difendendo a suon di parate disperate, clamorose e determinanti. Parate che strappano applausi e consensi.
Sono già 2 le statuette del «Player of the Match» - assegnate da ?Panini?, della Lega Serie A - che il guardiano nostrano, classe 2001, ha collezionato e riposto con cura da parte, su qualche mensola, in casa. A quella conquistata il 18 gennaio scorso dopo lo 0-0 con il Genoa (da manuale del portiere, per tecnica e coraggio, l?uscita bassa a braccia avanti sul tiro di Colombo) ne è ben presto seguita un?altra. I suoi interventi, a Bologna, sono stati decisivi addirittura per i 3 punti. Il ?gatto di Felino? (cit. SportParma) ha sfoderato tutti i suoi proverbiali riflessi, al 96?, sul tentativo di autogol del compagno Delprato che aveva indirizzato, nella porta sbagliata, un perfetto colpo di testa. Imprendibile per chiunque, forse, ma di certo non per Edo, che in una frazione di secondo ha spedito un pallone - neanche troppo a mezz?altezza - sopra la traversa. Una parata talmente fuori dall?ordinario che ha reso, agli occhi dei presenti, quasi pleonastico il successivo tuffo che ha detto di no anche a Orsolini e che ha preservato il 7° clean sheet dei crociati. Il 4° da quando tra i pali c?è ?il portierino? (cit. De Rossi).
Ma per capire quanto il ragazzo made in Parma stia risultando decisivo nel cammino verso la il traguardo salvezza - che pare già a buon punto - si possono prendere in esame altre statistiche. Perché, se Corvi ha spiccato il volo in modo sorprendente, è altrettanto vero che, con le sue prestazioni, sta facendo decollare i ducali verso più quote alte rispetto al cammino, umile, di chi lotta per evitare i tre posti-retrocessione.
Dal momento del suo esordio, il 23 novembre scorso, a Verona, il felinese ha giocato 12 partite su 13 (con una sola gentile concessione al collega-amico Rinaldi che, a Napoli, aveva ringraziato e risposto a dovere) e la squadra, con lui in porta, ha ottenuto 17 punti sui 36 a disposizione. Una media di 1,41 per gara, che cala drasticamente nelle altre 12 partite (0,75) in cui non aveva messo piede in campo (9 punti collezionati in tutto, di cui 8 con Suzuki).
I suoi guantoni si saranno usurati un po?, ma sono stati sacrificati sull?altare di un bottino di punti che vale oro. Le sue parate (in tutto 34) sono risultate decisive nelle vittorie di fine 2025 contro Hellas Verona, Pisa e Fiorentina, nel pareggio a reti bianche d?inizio 2026 con il Genoa e, appunto, nel più recente derby dell?Emilia conquistato in trasferta. Ai fini delle vittorie, ovviamente, sono serviti anche i gol dei giocatori di movimento (Pellegrino, Benedyczak, Sørensen e Ordóñez), ma aver chiuso a doppia mandata la porta ducale a suon di prodezze ha consentito alla formazione di Carlos Cuesta di avere almeno 9 punti in più, sottratti di fatto a dirette concorrenti. Non che nelle sconfitte Edo fosse rimasto inerme - vedansi le respinte sui laziali Cancellieri e Basić, sugli interisti Bisseck e Sučić o, soprattutto, sullo juventino McKennie. Sarà costretto a ricredersi chi ancora ricorda, con scetticismo, quell?uscita temeraria (ma non per questo sbagliata) contro l?Udinese, conclusa poi alla perfezione dal colpo di biliardo di Zaniolo.
In 1.178? di Serie A - quasi il doppio dei 619? giocati in B nel biennio 2022-2024 –, Corvi ha testimoniato la bontà del lavoro con il mentore Pavarini, ha sconfessato l?acquisto frettoloso del ?tappabuchi? Guaita e ha dimostrato che per il rientro di Suzuki si può anche aspettare. Il Parma è in mani sicure. E sono mani parmigiane. D?altronde, il nome Edoardo, secondo la derivazione anglosassone, significa «guardiano della propria ricchezza»? Nomen omen.
