Diciotto anni senza il Bagna: «Il tuo sorriso nei nostri cuori»

Il 30 marzo è un giorno di lutto per la curva Nord. Un giorno di dolore, di ricordi indelebili e messaggi da tramandare. Un impegno sociale da tenere vivo, ad ogni costo.

Il 30 marzo 2008, a poche ore dalla sfida Juventus-Parma, presso la stazione di servizio Crocetta Nord, tra Alessandria e Asti, perse la vita Matteo Bagnaresi (27 anni). Un ragazzo solare impegnato nel sociale, sempre propenso ad aiutare chi ne aveva più bisogno. Un membro del direttivo dei Boys 1977, lo storico gruppo ultras del Parma. Sono passati 18 anni da quella maledetta mattina in cui perse la vita il Bagna, investito da un autobus di tifosi bianconeri dopo momenti di forte tensione tra le due tifoserie.
“Il tuo sorriso nei nostri cuori. Il tuo nome nella nostra curva”. I Boys lo ricordano così sulla propria pagina Facebook, a cui fa seguito un lungo post. Ideali e battaglie condivise da migliaia di ultras di tutta Italia, molti di loro schierati contro il calcio moderno e le sue assurdità che hanno contribuito a rendere il mondo del calcio italiano sempre più brutto e meno passionale, creando un distacco profondo tra squadre, tifosi e territori. Lo sport popolare che si trasforma in sport d’élite, ma con stadi fatiscenti e senza coperture. Per non parlare del caro biglietti, delle “mille” restrizioni e dei costi esosi per gli abbonamenti tv.
Dal 2008 la Fondazione Bagnaresi, costituita dai genitori di Matteo, tiene viva la sua memoria e promuove iniziative sociali per i giovani e non solo. La Casa di Matteo venne inaugurata nel 2015 in via Saragat e da allora non finisce mai di tenere accesa la luce della speranza e della solidarietà.

 

 

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