
Il Parma batte il Pisa 1-0 e conquista la salvezza matematica. Al Tardini è festa
Il Parma non delude le aspettative della vigilia e porta a casa i tre punti che servivano per festeggiare nel migliore dei modi questo 25 aprile al Tardini. Il Pisa si conferma squadra dalle tante idee ma dalla poca concretezza con tanta costruzione di gioco ma, appunto, zero segnature al termine di un match che forse Cuesta poteva chiudere prima, schierando da subito la formazione che si è vista nel finale. Ma alla fine la vittoria premia la squadra che, nei fatti, ha meritato di più.
LE SCELTE Cuesta riparte dalla stessa identica formazione che aveva iniziato a Udine: Suzuki confermato tra i pali, così come Ndiaye sul centro-sinistra in difesa e Pellegrino al centro dell’attacco; rispedito in Primavera il terzino destro Mena Martinez, perché Britschgi (inizialmente in panchina) dà garanzie.
Nel Pisa c’è qualche novità in più rispetto alle attese della vigilia: Hiljemark lancia Bozhinov in difesa al posto di Calabresi. Vural in mediana al posto di Touré, mentre in attacco assieme al bomber nerazzurro Moreo incomincia Stojilkovic.
SCUSI, CHI HA FATTO PALO? Pronti-via e subito ghiotta chance per i toscani. Al 6’ Vural impegna da due passi Suzuki che s’immola mettendoci… la testa. Al 9’ risponde il Parma con Keita che impegna Šemper non una non semplice parata a terra.
Da questo momento sono i padroni di casa ad occupare la metà campo avversaria e ci pensa Nicolussi Caviglia al 10’ ad impensierire Semper con un tiro cross. Dall’altro lato è Suzuki ad impensierire il pubblico, due volte, al ‘16 e al 24’ rinviando addosso a Stojilkovic davanti alla porta. Al 20’ ci prova Aebischer da fuori ma non inquadra lo specchio ma è al 25’ che il Pisa si fa davvero pericoloso con Akinsanmiro che si lascia alle spalle Troilo e dalla destra dell’area piccola prova a battere Suzuki: palo e palla sul fondo.
L’inerzia della partita è la fotocopia dell’atteggiamento delle due squadre in stagione, con il Pisa che crea tanto ma non concretizza e il Parma che limita le azioni avversarie attendendo il momento buono per affondare.
Al 38’ Bernabè verticalizza per Valeri che mette al centro, Pellegrino non ci arriva ma Delprato sì con un tiro che finisce alto sopra la traversa. A conferma che per il Pisa è una stagione no arriva l’azione conclusiva del primo tempo con Stojilkovic servito da Akinsanmiro che dopo aver percorso in solitaria una prateria, a tu per tu con Suzuki, centra il palo alla destra del portiere crociato. Reti inviolate e squadre negli spogliatoi.
ENTRA NESTA ED È SUBITO FESTA Nella ripresa le due sostituzioni del Pisa non cambiano il ritmo del match e la prima occasione buona capita sui piedi di Nicolussi Caviglia che prova a sfruttare il tocco di Pellegrino che allunga un cross basso dalla sinistra di Valeri. Il tiro viene smorzato in calcio d’angolo da Angori.
Sugli sviluppi del corner, va giù il difensore del Parma ma per l’arbitro non ci sono gli estremi per dare il rigore.
Al minuto 72 calcio di punizione di Nicolussi Caviglia respinto, ben appostato c’è Bernabé che però non trova il tempo giusto con il mancino. Il Parma cresce ma al 76’ grande occasione per Meister servito ottimamente da Morfeo. Destro in area di rigore ma calcio non irresistibile. Suzuki blocca.
I nerazzurri ci riprovano un minuto dopo con Angori da sinistra per Moreo che salta più in alto di tutti, ma devia appena sopra la traversa di Suzuki. Cuesta manda al 78’ dentro Estevez al posto di Nicolussi Caviglia e Sørensen per Bernabé e poi Almqvist per Delprato al 81’ e finalmente la situazione si sblocca.
All’82’ ci pensa Elphege a concludere in porta una serie di batti e ribatti in area pisana, su assist del neo entrato Almqvist. Gol e tre punti per quello che, senza dubbio, è al momento il crociato preferito dalla curva.
E infatti ancora lui è il protagonista del contropiede che porta Valeri a tu per tu con Semper bravo ad ipnotizzare il numero 14 gialloblù che non riesce a superare l’estremo difensore con un tiro troppo centrale.
Nel finale è praticamente un monologo crociato e il Parma trova al triplice fischio la salvezza matematica con il dodicesimo clean sheet e al Tardini può iniziare la festa con i propri tifosi. Una stagione che sicuramente ha offerto molti spunti per preparare la prossima in Serie A.
PARMA - PISA 1-0
Reti: 37’st Elphege
PARMA (5-3-2): Suzuki; Delprato (Almqvist 35’st), Circati, Troilo, Ndiaye, Valeri; Bernabé (Sørensen 35’st), Nicolussi Caviglia (Estévez 35’st), Keita (Ordóñez 21’st); Strefezza (Elphege 21’st), Pellegrino.
A disposizione: A disposizione: Corvi, Rinaldi, Valenti, Ondrejka, Oristanio, Britschgi, Carboni. Allenatore: Cuesta.
PISA (3-5-2): Šemper; Bozhinov (Cuadrado 35’st), Caracciolo, Canestrelli; Léris (Touré 21’st), Vural (1’ st Piccinini), Aebischer, Akinsanmiro (Lorran 35’st), Angori; Moreo, Stojlkovic (Meister 21’st).
A disposizione: Nicolas, Scuffet, Højholt, Iling-Junior, Stengs, Coppola, Calabresi, Loyola, Albiol. Allenatore: Hiljemark.
Arbitro: sig. Calzavara di Varese.
Assistenti: sig. Trinchieri di Milano e sig. Fontani di Siena.
IV ufficiale: sig. Ayroldi di Molfetta.
VAR e AVAR: sig. Giua di Olbia e sig. Abisso di Palermo.
Note: stadio Ennio Tardini di Parma; spettatori totali 16.280 (di cui 13.329 abbonati e 191 ospiti) per un incasso totale di euro 234.737,59. Ammoniti: al 18’ pt Canestrelli, al 44’ pt Vural, al 44’st Ndiaye per gioco falloso. Espulso: al 9’ pt il collab. tecnico Agenjo dalla panchina per proteste. Falli: 10-19 (7-8). Tiri: 18-11 (12-7). Tiri in porta: 5-3 (2-2). Corner: 7-4 (3-4). Recupero: 1’ pt, 4’ st.
