
Zola: «A Parma avrei voluto stare di più. Mancano i numeri 10, ecco perchéâ¦Â»
Si riaprono le porte del Tardini per Gianfranco Zola. Lâex numero 10, protagonista in gialloblù dal 1993 al 1996 con 64 gol in 149 presenze, è tornato a Parma per partecipare alla presentazione del libro âRapirò Gianfranco Zola â La vera storia di Fabrizio Maiello, il Maradona delle carceriâ di Marco Cattaneo.
Anche un fantasista come lui non è riuscito a dribblare le domande dei giornalisti presenti che lo hanno intervistato sulla stretta attualità : dal cammino della squadra di Cuesta alla crisi del calcio italiano incapace di sfornare talentiâ¦Â«In questi ultimi anni il calcio è andato in una direzione diversa, quella che crea le condizioni necessarie e ideali per un giocatore con quelle caratteristiche â ha risposto ai microfoni di SportParma il talento nativo di Oliena â. C’è sempre più preparazione e attenzione all’aspetto tattico. Il giocatore di cui tu mi parli è un giocatore più abituato a creare, più abituato ad andare in campo, a usare la sua immaginazione, a risolvere situazioni. Questo era il calcio di una volta: purtroppo adesso ci sono sempre di meno queste condizioni ed è un peccato, perché secondo me si può preparare tantissimo a una partita, ma poi nel calcio è sempre una questione, è uno sport situazionale e la bravura sta nel capire la situazione nel momento e fare la cosa giusta. Speriamo di recuperare questo tipo di qualità perché sono anche quelle che ci fanno divertire, che rendono il calcio ancora più interessante».
Sul cammino stagionale dei ragazzi di mister Carlos Cuesta, il classe 1966 ha dichiarato che «è una squadra che probabilmente avrebbe voluto avere un altro cammino, come molte altre, però in questo momento la Serie A è competitiva, quindi sicuramente c’è da dire che si poteva fare meglio, ma la competizione è difficile. Speriamo che alla fine si ottenga il risultato che si vuole, cioè la salvezza».
Infine, un commento anche sul suo ritorno a Parma: «à un piacere tornare qui, sono stati degli anni molto belli in cui a mio avviso ho giocato il mio miglior calcio, conservo veramente una memoria bellissima. Abbiamo passato dei momenti molto belli con i miei compagni, abbiamo anche vinto la Coppa UEFA: è stato veramente un grandissimo traguardo. Abbiamo fatto delle cose in grande, quindi sono contento. à stata una bellissima esperienza, non è stata lunga come avrei voluto, però questo fa parte del percorso».
