
Parma ko, quando 3 chilometri fanno la differenza
Il calcio moderno è un mix di tecnica, tattica, concentrazione, agonismo e soprattutto corsa. Tanta corsa. Anche se non sempre i chilometri percorsi nellâarco di una partita giustificano una vittoria o una sconfitta.Â
La sconcertante scoppola di ieri pomeriggio al Tardini contro la Cremonese (0-2) ha infiammato la contestazione della tifoseria crociata malgrado il distacco dalla zona retrocessione sia rassicurante (per il momento). Quello che più  preoccupa è lâatteggiamento mentale della squadra di Cuesta, senza convinzione, senza qualità nel palleggio, senza idee offensive efficaci e con una difesa che nelle ultime due settimane imbarca acqua da tutte le parti (6 reti subite in 180 minuti). Oltre al cronico problema del gol.Â
Eppure la sconfitta di ieri, la seconda consecutiva, ha messo in evidenza un ulteriore criticità , molto preoccupante in vista della volata finale: il Parma ha corso meno della Cremonese. Eâ una calo di condizione fisico oppure è un problema (psicofisico) circoscritto solo alla partita di ieri?
Ecco alcuni numeri:
PARMA - CREMONESE
– Distanza percorsa 111- 114 (km)
– Distanza percorsa correndo 47 - 50 (km)
– Distanza percorsa a bassa intensità 15-17 (km)
– Distanza percorsa ad alta intensità 5.66 - 6.01 (km)
– Distanza percorsa in sprint 1.83 - 2.1 (km)
In sostanza il Parma non eccelle in nessuna delle statistiche sopra riportate: meno chilometri percorsi (-3 km), meno velocità e meno intensità rispetto alla Cremonese. Non è questa la causa principale della sconfitta contro i grigiorossi allenati da Giampaolo, ovviamente, ma è un dato che spiega tanti aspetti dell’ultima debacle, oltre a rappresentare un pericoloso segnale dâallarme sulle condizioni attuali dei crociati. A Cuesta e al suo staff il compito di riportare il Parma sui livelli standard di inizio anno.
