
Pincolini a SP: «L’anima italiana del club non ha dubbi sul lavoro di Cuesta»
Con la fine del campionato di Serie A, il Parma entra nel momento più delicato della stagione, quello delle scelte. E nell’ultima puntata stagionale del PARMATALK, il webshow dedicato ai tifosi crociati (clicca qui per rivedere la puntata), l’ospite d’onore Vincenzo Pincolini ha parlato dei temi che accompagneranno l’estate crociata: il futuro di Carlos Cuesta, la crescita dei giovani e la necessità di dare continuità a un progetto che sembra aver trovato una sua direzione.
Il primo tema affrontato dall’ex preparatore gialloblù è stato il futuro di mister Carlos Cuesta, la cui permanenza nel ducato non è ancora sicura, Pincolini ha detto: «Bisogna sempre considerare che il Parma ha due anime: quella italiana, che credo non abbia dubbi sul lavoro svolto durante l’anno, e quella americana che, come spesso accade, ha una capacità di lettura diversa. All’inizio la scelta di Cuesta sembrava rischiosa, ma negli ultimi mesi si è rivelata una decisione ben calcolata e promettente per il futuro».
Il 71enne salsese ha, poi, parlato della situazione dei giovani in rampa di lancio dalla squadra Primavera: «Faccio fatica a vedere giocatori pronti per passare direttamente dalla Primavera alla prima squadra. Secondo me, il salto è molto difficile: serve almeno un anno da titolari in categorie inferiori. Bisogna abituarsi ad avere responsabilità, a giocare ogni domenica, a confrontarsi con il calcio dei grandi. Credo che questo sia un passaggio indispensabile per arrivare a Parma ed essere davvero pronti per la prima squadra, non è una questione di età, ma di preparazione psicologica all’esordio. Oggi il campionato Primavera ha perso valore anche perché le società sono tornate a mandare i giovani a giocare nelle categorie inferiori, probabilmente anche il Parma dovrebbe farlo di più».
Pincolini ha poi parlato di Dario Šits, giocatore lettone di proprietà del Parma che ha passato la stagione in prestito alla seconda squadra dell’Atletico Madrid: «Secondo me, il percorso di Sits non è stato ideale. Quest’anno è andato in una squadra molto competitiva e ha giocato poco. Quando un giovane va in prestito, dovrebbe scegliere una realtà che gli permetta di avere continuità. Se giochi poco, cresci poco. Credo che la società lo manderà nuovamente in prestito e mi auguro che venga scelta una destinazione dove possa trovare maggiore spazio».
Insieme a Šits con la spedizione della Lettonia, Pincolini affronterà il quadrangolare dei Paesi Baltici, il torneo di calcio che si gioca tra Lettonia, Lituania, Estonia e Isole Fær Øer: «Domani (oggi, ndr) si parte per il Trofeo dei Paesi Baltici. È un evento sportivo ma anche folkloristico, che coinvolge questi paesi molto amici tra loro. Per loro l’estate è già motivo di festa e questo torneo, che quest’anno si giocherà in Lituania, rappresenta un’occasione per avvicinare tanta gente al calcio. In questi Paesi il calcio non è ancora lo sport principale, ad esempio, si stanno disputando i Mondiali di hockey su ghiaccio e la Lettonia, pur avendo meno di due milioni di abitanti, compete ai massimi livelli. Il calcio è in crescita, ma in Lituania il basket resta lo sport dominante e anche in Estonia il calcio è importante, senza però essere il primo sport nazionale».
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