Il Parma affonda nel derby del Po: risveglio Cremonese, crociati contestati

Per la prima volta in Serie A il derby del Po si conclude con una vittoria della Cremonese sul Parma. Al “Tardini” è un amaro pomeriggio per il popolo crociato, costretto ad assistere una pessima prestazione culminata con una sconfitta per 0-2.

Ci voleva qualcuno che, prima o poi, mettesse fine alla serie negativa (4 punti in 15 partite) dei griorossi, reduci dal cambio allenatore in settimana. E quel qualcuno è stato il Parma di Cuesta, che si è dimostrato per tutta la partita incapace di imbastire un’azione offensiva e, ancor di più, di reagire ai due gol subiti nel corso di una ripresa che è stata persino peggiore di un primo tempo finito senza tiri in porta dei padroni di casa.

Un errato disimpegno di Britschgi ha spianato la strada al vantaggio di Maleh – che in Serie A aveva smarrito la via della rete dall’11 dicembre 2021 (Fiorentina-Salernitana 4-0) – e la solita imbucata centrale ha permesso agli ospiti di raddoppiare e chiudere i conti. Senza nemmeno dover fare le barricate nel finale per proteggere un risultato che restituisce brio alla lotta retrocessione: la Cremo sale a 27, accorciando di 3 lunghezze il margine dal Parma (che alla vigilia era di +10). Un Parma così brutto non lo si era visto nemmeno nella sconfitta di Torino: la Curva Nord, oggi piuttosto silente per gran parte del match, dopo i mugugni dell’intervallo, alla fine è esplosa in una contestazione che non è sfuggita all’acufene. E i calciatori hanno rifiutato l’invito di andare sotto la “Bagnaresi” al triplice fischio.

LE SCELTE Ondrejka è l’uomo nuovo proposta nell’undici di partenza da mister Cuesta: lo svedese agisce da mezz’ala sinistra (con licenza di attaccare) nel 3-5-2, lo stesso ruolo in cui aveva brillato un anno fa di questi tempi sotto la gestione Chivu. Per il resto nessuna sorpresa rispetto alle previsioni: c’è Sørensen e non Nicolussi Caviglia, mentre Circati è il capitano.
Diverse sorprese tra i grigiorossi, schierati dal nuovo tecnico Giampaolo con il 4-4-2: Grassi e Maleh i mediani, Zerbin e Vandeputte gli esterni di centrocampo a supporto delle due punte; con Bonazzoli gioca Sanabria, e non l’ex Djurić.

ASPETTANDO LA PRIMA MOSSA È di Vandeputte la prima occasione del match: il belga parte pericolosamente in campo aperto al 5’, ma sul suo sinistro Suzuki fa buona guardia sul primo palo e storna in angolo. Resterà a lungo l’unico momento di una prima parte di gara tra due squadre praticamente statiche, attente solo a non fare la mossa sbagliata. Sembra una partita scacchi – ma è calcio – e il pubblico è più spazientito che annoiato.
Al 27’ il primo squillo dei crociati è di Pellegrino che, su un rilancio dalle retrovie, conquista il pallone conteso da Bianchetti e lo scaraventa a lato, di poco, alla destra di un Audero comunque sulla traiettoria.
Il primo tempo, noiosissimo, è tutto in queste due azioni. Il duplice fischio di Fabbri che manda le squadre negli spogliatoi sa di liberazione. Quelli della Curva fanno molto più rumore.

MALE(H), ANZI MALISSIMO Al rientro dagli spogliatoi, dopo 2 giri d’orologio, Ondrejka effettua il primo tiro dei crociati nello specchio della porta: parata facile, in tuffo, di Audero. La partita si sblocca, quasi per sbaglio, all’8’: il gol lo trova Maleh, a secco di gol in campionato da 1.561 giorni con un chirurgico mancino in controbalzo, da lontanissimo, nato grazie a un errato disimpegno di Britschgi e a una tardiva pressione di Sørensen (di lì a poco sostituito).
Cuesta, allora, passa al 4-2-3-1 con gli inserimenti di Nicolussi e Oristanio; Giampaolo risponde poco dopo con gli inserimenti di Payero e Vardy (al posto dei due attaccanti) ed è proprio l’ex Leicester, a pochi secondi dall’ingresso, a generare l’immediato 0-2 con un’imbucata che mette nelle condizioni Vandeputte di affondare nella burrosa difesa crociata e di approfittare del tentennamento di Suzuki in uscita. La Curva Nord non ci sta: fischi e cori che invitano a tirar fuori gli attributi. L’appello cade nel vuoto, il Parma è incapace di costruire azioni offensive. Un sussulto lo regala, solo a 6’ dal termine, Nicolussi Caviglia che raccoglie un cross dalla sinistra e impensierisce i lombardi con un tiro (deviato in corner) di poco a lato. Ma è troppo poco, anche solo per meritarsi un applauso.


PARMA – CREMONESE 0-2
Reti: 8’ st Maleh, 23’ Vandeputte

PARMA (3-5-2): Suzuki; Circati (15’ st Nicolussi Caviglia), Troilo, Valenti; Britschgi, Sørensen (15’ st Oristanio), Keita (28’ st Estévez), Ondrejka (28’ st Elphege), Valeri; Strefezza, Pellegrino.
A disposizione: Corvi, Rinaldi, Ndiaye, Ordóñez, Carboni, Mena Martinez. Allenatore: Cuesta.
CREMONESe (4-4-2): Audero; Terracciano, Bianchetti (44’ st Folino), Luperto, Pezzella; Zerbin (1’ st Barbieri), Maleh, Grassi, Vandeputte (34’ st Thorsby); Bonazzoli (22’ st Vardy), Sanabria (22’ st Payero).
A disposizione: Silvestri, Nava, Djurić, Floriani Mussolini, Ceccherini, Faye, Okereke. Allenatore: Giampaolo.
Arbitro:
sig. Michael Fabbri di Ravenna.
Assistenti: sig. Alessandro Cipressa di Lecce e Daisuke Emanuele Yoshikawa di Roma 1.
Quarto ufficiale: sig. Simone Galipò di Firenze
VAR e AVAR: sig. Daniele Paterna di Teramo e sig. Marco Di Bello di Brindisi.
Note: stadio “Ennio Tardini” di Parma; spettatori  totali 16.284 (di cui 13.329 paganti e 58 ospiti) per un totale di euro 229.717,59. Ammoniti: al 5’ Barbieri (C), al 21’ st Ondrejka (P), al 46’ st Payero (C), al 47’ Troilo (P) per gioco falloso, al 47’ Pezzella (C) e Valenti (P) per comportamento non regolamentare. Espulso: al 33’ st il team manager Cracolici (P). Falli: 20-15  (7-7). Tiri: 8-7 (2-2). Tiri in porta: 1-4 (0-2). Corner: 3-1 (1-1). Recupero: 1’ pt; 4’ st.

 

(In copertina, Valenti e Bonazzoli in Parma-Cremonese 0-2  – ©Foto: Lorenzo Cattani/SportParma)
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