
Cuesta: «Un’ora difficile e di fatica». Fàbregas: «Partita devastante»
Dalla sala stampa dello stadio Giuseppe Sinigaglia, le dichiarazioni a caldo del post Como-Parma (clicca qui per le pagelle), match terminato 1-0.
A presentarsi davanti ai microfoni, per i crociati, mister Carlos Cuesta e il portiere Zion Suzuki. In rappresentanza dei lariani, l’allenatore Cesc Fàbregas.
Ecco le dichiarazioni raccolte dalla redazione di SportParma.
CUESTA: «Per noi i primi 60′ sono stati difficili, in tante fasi. Non era la partita che volevamo fare, ma tante volte loro ti costringono a fare questo tipo di partita. Sono stati bravi in costruzione, quando pressavamo alto poi non vincevamo i duelli. Era difficile uscire, sono molto compatti, facevamo fatica.
Dopo il gol di Pellegrino abbiamo pressato meglio, vinto seconde palle, abbiamo creato situazioni finali che magari potevano pareggiare la partita. Per loro complimenti per la vittoria. Fabregas? Complimenti per il lavoro che sta facendo, alla società e a tutti. Essere in Europa è molto difficile.
Non penso sia questione di stimoli. L’avversario ti porta dove non vuoi te. Ci è successo dopo grande parte dell’inizio della gara, ma nel finale non è che non avessimo voglia. Ci dispiace per la sconfitta, vogliamo cambiare la tendenza nell’ultima partita. Elphege? Abbiamo provato a gestirlo in settimana, ma ha avuto un infortunio muscolare».
FÀBREGAS: «Partita sofferta, loro hanno tirato una volta in porta però. Abbiamo avuto 85% di possesso palla, ovvio che abbiamo sofferto alla fine perché loro volevano il pari. Girotondo finale e la festa? È stata una partita incredibile, mi è piaciuta molto la squadra, linea preventiva altissima, contropiede, possesso. Tutto. Partita devastante. Sono tanto contento, la squadra avrebbe meritato di più questa stagione. Per andare fino alla fine con l’opportunità di andare in Champions. Con la Cremonese sarà una finale, ora posso dirlo. La stagione del Como è speciale, dopo tanti anni dopo essere nati nel 1907. Sono contentissimo per quanto fatto al Como. Momento di grande pressione, a due partite dalla fine quando ti stai giocando tanto… ma oggi benissimo la squadra.
19 vittorie e 19 clean sheet? Non so se sorprende, ma c’è un grande lavoro dietro. Ci sono giocatori magnifici, che credono tantissimo. Hanno personalità, voglia, qualità. È la cosa più speciale, al posto di dire dei soldi in maniera superficiale. Vi faccio vedere dov’erano l’anno scorso alcuni giocatori. Non possiamo pagare il top del salario, ma quello che stanno facendo è un capolavoro. Non se ne parla abbastanza con chi si sta facendo, è molto speciale. Ci si gode il momento. Con tanti ragazzi della Primavera e voglio dare opportunità a tutti. Andiamo a lottare fino alla fine.
Cosa c’è dietro l’abbraccio con Strefezza? Cultura. Cosa c’era dietro la maglia del Como. Di Strefezza posso solo parlar bene, che è meglio di Maradona (ride, ndr). Tanto di meritato, ha cambiato il chip di quello che voleva fare. Mi ha dato la possibilità di fare un altro calcio. Poi qualità compromesso, un ragazzo d’oro, lo amano tutti. Oggi gli abbiamo reso la vita difficile, lui per me è uno dei migliori che protegge palla. Abbiamo lavorato tutta la settimana, gli ho dato un mini riposo, però il primo tempo di Verona non me lo faranno più. Sono stato molto chiaro con loro. Gli ho fatto vedere un’analisi. È stato pesantissimo in settimana su riaggressione, linea, parlarsi. Lo hanno fatto. Si rialza il livello un’altra volta. Ma quando si deve vincere sì o sì loro vincono in maniera brillante».
SUZUKI: «Siamo molto dispiaciuti per il risultato, ci tenevamo a fare un risultato positivo oggi. E’ vero, ho fatto delle buone parate, purtroppo però non sono servite a farci fare punti. Credo che nel primo tempo non abbiamo fatto molto bene, abbiamo perso un po’ troppi palloni e non siamo stati in grado di creare delle occasioni. Nel secondo tempo e nel finale di gara siamo migliorati e abbiamo avuto delle opportunità per pareggiare. Il ritorno dopo l’infortunio? All’inizio non è stato facile recuperare, poi ho iniziato a sentirmi sempre meglio e ora sto bene, chiaro che partita dopo partita le forze tornano al 100%. La convocazione per il Mondiali? Sono felice per questo, per me è motivo di grande orgoglio rappresentare il mio paese ai Mondiali. Ora però sono concentrato sul finire bene la stagione qui e fare un’ottima partita la prossima settimana».
