
Il Parma di Gilardino crea, ma non segna. E subisce troppo
Sono i freddi numeri a raccontare la difficile partenza di Alberto Gilardino sulla panchina del Parma:0 gol segnati e 6 subiti in 2 partite, entrambe concluse con una sconfitta per 3-0, sia contro l’Inter sia contro il Torino (clicca qui).
L’approdo del biellese a fine settembre sulla panchina dei ducali non ha ancora rispecchiato l’obiettivo di risollevare le sorti della squadra che in realtà di un cambio di rotta, forse, non aveva bisogno. Ma al di là dello score finale, le prime due uscite del Gila presentano alcuni tratti in comune.
LE SIMILITUDINI Così come al Meazza settimana scorsa, anche ieri al Tardini i crociati hanno pagato a caro prezzo un avvio sottotono, ritrovandosi sotto di 2 reti già nei primi 25′. A San Siro erano stati Sučić e Çalhanoğlu (quest’ultimo su calcio di rigore) a colpire rispettivamente al 13′ e al 19′. A Parma, invece, sono bastati 4′ a Simeone per sbloccare il risultato, prima del raddoppio granata di Adams al 24′. Un copione simile, dunque, che impone a Gilardino di trovare soluzioni concrete per correggere l’approccio iniziale dei suoi. Entrare in campo con maggiore intensità e concentrazione sarà fondamentale per evitare di compromettere le prossime partite già nelle battute iniziali.
LE DIFFERENZE A distinguere le prestazioni sono soprattutto i dati offensivi. Contro l’Inter, la statistica degli xG arrivava solo a 0,62, frutto di 9 conclusioni complessive, soltanto 2 delle quali nello specchio. Considerato il valore dell’avversario, il dato aveva lasciato spazio ad alcune attenuanti, facendo rimandare il giudizio alla successiva sfida. L’esordio interno del nuovo allenatore, tuttavia, non ha prodotto il risultato sperato. Se, da una parte, i crociati sono apparsi ancora poco organizzati nella costruzione della manovra offensiva, dall’altra, i numeri parlano di una prestazione decisamente più produttiva: 23 tiri totali, 8 verso la porta difesa da Perri e 1,75 xG. Elementi che testimoniano una maggiore capacità di arrivare alla conclusione, ma che non si sono tradotti in gol. Merito anche degli interventi del portiere brasiliano, decisivo in più occasioni - come sulla conclusione di Romero nel primo tempo –, ma anche della scarsa precisione sotto porta, emersa, tra gli altri episodi, con El Bilal Touré nella prima frazione. Il parziale è rimasto così inchiodato sullo 0-3, consegnando a Gilardino la seconda sconfitta consecutiva senza reti all’attivo.
DAL GIOCO AI PUNTI Per un tratto della gara, il Parma aveva comunque dato l’impressione di poter trovare la via del gol e riaprire la partita. Una sensazione che ha spinto il tecnico a modificare contestualmente l’assetto tattico per aumentare il peso offensivo della squadra. La terza rete del Toro, arrivata pochi istanti prima del cambio che avrebbe trasformato il Parma con il 4-2-3-1, ha spento definitivamente le speranze di capitan Delprato e compagni. La rete di Frigan su assist di Diallo, successivamente annullata per fuorigioco, resta la fotografia emblematica di questa fase: un Parma capace di produrre occasioni, ma ancora alla ricerca di un’identità offensiva riconoscibile. Creare di più è sicuramente un primo passo, ma senza organizzazione e lucidità, diventa complesso trasformare la mole di gioco in punti.
