
PAGELLE: Pellegrino è il solito guru, Keita dirompente
Le pagelle di Parma-Sassuolo (clicca qui) sono un premio alla stagione dei gialloblù, che chiudono il campionato vincendo e gioendo con il proprio pubblico.
In un clima di festa da ultimo giorno di scuola, è Cuesta il protagonista: l’allenatore, autore di una prima stagione in A da 45 punti, viene osannato a fine gara dalla Curva. Ottimo Pellegrino, sugli scudi Keita, impeccabile il reparto di difesa con il portiere.
Per il resto, sarebbero tutti promossi. Ma un paio di compitini non del tutto sufficienti ci sono stati.
CORVI 6,5 Non si fa ingannare dalla punizione a foglia morta di Berardi (che passa in mezzo alla barriera); salvato dal palo al 37’ sul tap-in di Koné.
BRITSCHGI 5,5 È il primo a finire sulla lista degli ammoniti dell’arbitro esordiente Turrini. Il cartellino giallo ricevuto gli fa perdere lucidità: 10 palloni persi su 37 tocchi.
(27’ st) Almqvist 7 Possibile partente in estate, vuole congedarsi nel migliore dei modi: prima sfiora il gol, poi dalla destra serve l’assist per l’incornata vincente di Pellegrino.
CIRCATI 6,5 Fascia da capitano al braccio, adempie il dovere di leader soprattutto nei comandi vocali: alla sua destra, c’è Britschgi che viene telecomandato lungo la fascia.
TROILO 7 Pinamonti lo impensierisce poco, ma tra chiusure, intercetti e recuperi l’argentino è il solito muro. Il Nano chiude in grande una stagione iniziata sottotono e terminata da titolare inamovibile.
VALENTI 6,5 Quando il gioco si fa duro, il Toro inizia a giocare: l’accoglienza ruvida riservata a Berardi e Thorsvedt gli vale un giallo dopo 30′. Cerca il gol di testa, non inquadra la porta.
(16’ st) Ndiaye 6 Ordinaria amministrazione.
VALERI 6,5 Ara la fascia sinistra già dai primi minuti di gara: chiuderà con 5 cross messi nel cuore dell’area. Prova a schiodare lo 0 alla voce gol segnati in 2 occasioni (da sottolineare una bella volée al 10’), ma non riesce nell’intento.
(31’ st) Carboni ng Forse la sua ultima passerella. Presenza che onora il suo ruolo da gregario.
ORDÓÑEZ 5,5 Anche l’ultima esibizione stagionale non serve a dissipare i dubbi dell’annata interlocutoria del Tractorcito: in campo non si prende responsabilità, sebbene oggi abbia toccato qualche pallone in più (48). Rimandato a settembre.
NICOLUSSI CAVIGLIA 6,5 Cerca la via del gol a inizio partita, ma la mira è imprecisa; alla ripresa, centra la porta con una demi-volée che strappa gli applausi insieme al riflesso di Turati. Dà tutto finché i crampi glielo consentono. Un bel geometra, cui affidare il progetto di ricostruzione estiva.
KEITA 7 Dirompente e dinamico: crea spazi per i compagni e per se stesso, chiama alla prima parata del pomeriggio Turati e fa ammonire Thorsvedt con una delle sue sgroppate palla al piede. Accolto da un’ovazione alla sua uscita. Giocatori ormai da altri palcoscenici.
(27’ st) Sørensen 6 Subito intraprendente, ma il suo tiro a giro col sinistro sorvola la traversa. Dà il là all’azione dell’1-0.
MIKOLAJEWSKI 6 Al debutto dal 1’ in A, viene tradito dall’emozione all’8’ quando spara in Curva Nord il pallone del primo gol tra i grandi. Avrà tempo per riprovarci l’anno prossimo - ma, prima, c’è da completare la missione scudetto con la Primavera. Generoso.
(1’ st) Cardinali 6 Il primo pallone toccato, al 73’, è un retropassaggio. Un paio di spunti, ma c’è ancora troppa timidezza nelle sue giocate.
PELLEGRINO 7,5 Per chiudere in doppia cifra nella classifica marcatori avrebbe bisogno di una doppietta, e si dà da fare con operosità per trovare la via della porta. Di gol ne arriva solo uno, con il suo marchio di fabbrica, ma vale i 3 punti. Per il resto, solita partita caritatevole. Guru.
All. CUESTA 8 Stesso sistema di gioco di sempre, ma squadra più ariosa e determinata a segnare. Il solito 1-0 non permette di sbancare il tabù di un’annata che non ha mai regalato almeno 3 reti segnate a partita, ma i tentativi non sono mancati, così come le motivazioni. Il 28° gol segnato, unito al 13° clean sheet, è la giusta chiusura di un torneo da 45 punti. La Curva gli riconosce i meriti e, infatti, lo omaggia a fine gara con cori che sanno di invito a restare.
