Pecchia: «Contento per ritmo e pressione». Vivarini: «Abbiamo limitato il Parma»

Le dichiarazioni a caldo nel post partita di Parma-Catanzaro (clicca qui per leggere le pagelle)  dalla sala stampa dello stadio Ennio Tardini.

Gli allenatori Pecchia e Vivarini, oltre al difensore crociato Ansaldi si sono presentati davanti ai microfoni. Per Sportparma presenti i nostri Lorenzo Fava e Riccardo Pasini.

PECCHIA «Abbiamo perso. Abbiamo preso 2 gol e noi fatti 0. Sono contentissimo della prestazione dei miei, hanno fatto una gran partita per ritmo e voglia di fare le cose che avevamo provato, di aggredire alto e pressare. È chiaro che il dettaglio del gol è importante e dobbiamo rivederlo, ma nel complesso sono veramente contento. Come tutte le sconfitte, non mi piace perdere: facciamo i complimenti agli avversari e basta. Sull’arbitro? Su questo discorso ho poco da dire, non entro in questo merito delle decisioni.
Certo, nel secondo tempo abbiamo continuato a mantenere una certa lucidità anche se non era semplice perché si sono difesi tutta la partita ma dobbiamo insistere nel nostro lavoro. Ci siamo arrivati, abbiamo recuperato alcuni palloni dentro l’area, a volte sono usciti bene loro ma oltre al guizzo ci è mancata anche una maggiore lucidità nell’ ultimo passaggio e a volte dobbiamo chiudere l’azione in modo migliore. Come ho detto ai ragazzi negli spogliatoi bisogna chiudere le azioni in qualche modo.
Marcature? Senz’altro è un errore ma questo succede anche quando si vince. Facendo un discorso generale, oggi abbiamo fatto tante belle cose ma abbiamo perso. La voglia di andarci a migliorare deve aumentare sempre così.
Su Colak? Tutti due potevano entrare. Erano due opzioni ma Gabri (Charpentier, ndr) viene da un moto positivo anche come colpitore di testa. Erano entrambe scelte valide ma l’ingresso di Charpentier è stato molto positivo. Poteva entrare ma poi serviva anche un palleggiatore per entrare con un guizzo e qualche cross. Assenti? su Osorio pensavo avesse giorni in più per recuperare, Coulibaly ha avuto problemi in rifinitura ma niente di grave. Balogh aveva la febbre ma spero di riaverli entrambi già da domani.
Valenti anziché Hainaut? Ansaldi non era pronto per una gara dall’inizio e questa era una valutazione. Erano entrambe opzioni valide ma ho preferito in questa situazione lasciare un terzino come Enrico per avere un’attenzione più particolare rispetto ad Hainaut. Su Bernabè? Su lui non posso dire niente. C’erano pochi spazi ma in mezzo al campo oggi hanno lavorato molto e portato supporto alla manovra.
Sulla scelta di Valenti? Non era pronto poi uno si allena e ha recuperato e poi è la partita a darne la risposta per capire quanto avrebbe potuto fare. Con le assenze di Osorio e Balogh è stata una scelta quasi forzata.
Parma rinunciatario? Non ho visto un atteggiamento rinunciatario da parte dei miei, c’è stata la voglia di fare, stare lì e andare avanti. Non l’abbiamo riaperta e il Catanzaro ha vinto la partita».

ANSALDI «Queste partite sono strane. La squadra non ha fatto male. Sapevamo come giocavano. Hanno saputo fare gol nel momento giusto secondo me. Noi abbiamo fatto il nostro. Penso che dopo l’anno scorso la squadra è più matura all’andata abbiamo vinto 5-0 e quindi ogni partita ha la sua storia. Nel calcio il 2-0 è il risultato più pericoloso, se fai il 2-1 apri tutto e la partita poi cambia. Siamo rientrati nel secondo tempo con un’altra testa, c’è mancato il gol ma poi più passava il tempo e più era difficile. Ma dobbiamo fare il nostro lavoro e continuare con umiltà che alla fine il lavoro paga sempre. Siamo una squadra con giocatori veloci e facciamo più fatica quando abbiamo di fronte una squadra che si chiude, abbiamo provato a fare gol ma si vede che oggi non era la partita giusta. Sul gol? E’ un errore su cui stiamo lavorando tanto in settimana e sicuramente ci sarà da correggerla. E’ una situazione di gioco, tante volte può succedere di prendere gol su contropiede. Sue condizioni? Sto bene, sono contento. In questi tre mesi sono stato sempre male perché ogni volta che tornavo a riallenarmi mi ritornava il problema al polpaccio. Per questo sono andato in Spagna a curarmi ma ora sto bene. Ora mancano 7 partite che sono finali per noi e spero di dare il mio contributo al massimo. Arbitro? Sinceramente non mi piace parlare dell’arbitro in quanto fanno il loro lavoro, a volte ci aiutano e altre volte non lo fanno. Penso che loro possano sbagliare come tutti noi».

VIVARINI «Per me è una vittoria contro una grande squadra. Sono felice per i tifosi che anche oggi nel lunedì di Pasqua sono venuti in tantissimi. Abbiamo fatto una partita di alto livello sia per noi stessi sia per i tifosi. Sono 60 anni che non succedeva una vittoria a Parma.
Siamo partiti con tanti dubbi, tanti interrogativi all‘inizio. La partita dell‘andata ci ha fatto capire che dovevamo metterci tante attenzioni in più. I ragazzi si sono adattati alle difficoltà del campionato: la partita l‘abbiamo studiata così come è andata. Siamo stati anche aiutati dalla sorte, perché il Parma ha avuto tante situazioni per accorciare. Bravi i giocatori a interpretare questa partita perché non abbiamo giocato come siamo abituati a fare e cioè dominando il campo. Abbiamo optato per occupare il campo diversamente per non concedere spazi.
Il Parma è promo meritatamente perché ha dei giocatori forti: oggi quando acceleravano pensavo Mamma mia, questi sono in motorino!. Sono forti, ma anche organizzati tatticamente. Il Parma lavora molto bene, come ha fatto all‘andata, quando aspetta sulla trequarti: nelle zone basse sono molto bravi. Difficile fargli gol in fase di sviluppo. Dove invece potevamo spostarli era sulla costruzione bassa bassa da parte nostra facendoli girar in ampiezza: loro lì sto sfaldano un po‘. In fase di non possesso non è una squadra approssimativa.
Una mia rivincita personale? Il calcio è questo. Ho tante amarezze nella mia carriera: sono sempre stato propositivo e ho sempre cercato di razionalizzare. Chiaramente anche oggi abbiamo visto una squadra che ricercava una certa tipologia di gioco. Sappiamo il calcio come va in Italia: è una questione d‘immagine, di direttori, di procuratori. Accetto molto volentieri tutto quello che è stato.
Rispetto all‘andata ci sono state delle partite chiave per noi. Parma e Como sono state due sconfitte d‘insegnamento, ora la squadra sa cosa deve fare. C‘è tanto sapere: sappiamo come venirne fuori sia quando teniamo palla sia quando la perdiamo. Abbiamo perso 4-5 palloni che di solito non perdiamo: ma è venuta fuori l‘attenzione. Abbiamo limitato moltissimo le giocate del Parma. Dove vogliamo arrivare? Andiamo partita per partita perché abbiamo una città che vive di questo sport. La squadra ha voglia di stupire. Oggi ci siamo detti Divertiamoci e cerchiamo di stupire. Nel primo gol c‘è quello che volevamo fare oggi: tenere il Parma nella nostra metà campo e attaccati di scappata, perché loro lì vanno un po‘ in difficoltà».

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