
PAGELLE: difesa da incubo. Bernabé, messia senza un popolo
Le pagelle di Parma-Torino (clicca qui) non fanno sconti dopo un tonfo casalingo che non ammette appello.
Bernabé è indubbiamente il migliore di una serata nera, nerissima, per i ragazzi di mister Gilardino, la cui difesa (nonostante i 5 elementi) è ai limiti del presentabile. Sufficienti anche le prove di Romero e del subentrato Frigan.
Disastrosi, soprattutto, Diego Carlos e Britschgi.
CORVI 5 Non è ancora la serata per il primo clean sheet: Simeone rende il concetto al 4’, Adams lo ribadisce al 26’. Nella ripresa subisce ancora dal Cholito un vero e proprio eurogol. Dimostra di essere incerto nel gioco coi piedi.
DIEGO CARLOS 4 Statuario nel fisico, ma anche nelle movenze: Simeone gode della sua totale amnesia in fase di marcatura e, a freddo, punisce i crociati. Poi, riceve un giallo al 29’ per un colpo proibito a centrocampo sul Cholito. I 3 tiri tentati (di cui 2 in porta) non gli evitano di finire dietro la lavagna.
(1’ st) Drobnič 5,5 Per fare meglio del compagno ci voleva davvero poco. Senza infamia e senza lode.
TROILO 4,5 Affonda come tutta la nave, dopo l’impatto contro l’iceberg, con l’aggravante di essere il capitano di brigata. Migliora nella ripresa con la linea a 4 e senza più la presenza di Diego Carlos con cui sembra essere sempre più difficile la compatibilità. Titanic.
DELPRATO 4,5 Sul suo lato, inizialmente quello di sinistra, Belghali affonda come un coltello nel burro e fa già la differenza dopo soli 3’50″ di gioco. Stavolta si fa preferire in fase offensiva (generoso), ma i contributi difensivi scarseggiano. Nella ripresa chiude da terzino destro nella difesa a 4.
BRITSCHGI 4 Impreparato palla al piede; ancora peggio nei posizionamenti del corpo. Cacciamani diventa un incubo che gli farà perdere diverse notti. Nella ripresa viene, giustamente, ammonito da Ayroldi per una simulazione da soap opera sudamericana.
(25’ st) Diallo Thiao 6 Scarta tre uomini e regala - forse non troppo volutamente - il pallone per il gol di Frigan, subito annullato dal VAR. Dribblomane, fin troppo esagerato: da funambolo a fenomeno da circo il passo può esser breve.
FABBIAN 5,5 Tra i meno peggio dell’orribile primo tempo: lo salvano l’impegno e l’invenzione dell’azione che dà la scossa ai crociati, quando imbuca di prima per Romero. Ma il Gila non lo ripropone dopo l’intervallo.
(1’ st) Lontani 5,5 Il suo ingresso accende la squadra e la Curva Nord: ma è un fuoco di paglia. Dopo aver sfiora subito l’incrocio con un destro a giro, Belghali se lo mangia in occasione del 3° gol ospite.
BERNABÉ 6 Dal cuore del centrocampo dispensa palloni interessanti, ma predica nel deserto. Tocca la sfera 85 volte, la recupera 5 volte, completa 61 passaggi su 66, si prende 4 falli. Ma nessuno lo supporta. Messia (senza popolo).
(35’ st) Ordóñez ng Marca presenza.
KEITA 5,5 Non la sua miglior partita: lo condiziona, probabilmente, una partenza stentata e fatta di diverse imprecisioni. Ma alla fine i palloni persi saranno solo 7. Chiude in crescendo: 61 tocchi e tante corse, spesso a vuoto.
VALERI 5 Sciupa malamente al 57’ una situazione di ripartenza promettente (4 crociati contro 3 granata), quando ancora la partita sembrava essere aperta.
TOURÉ 5 Grazia un distratto Perri al 35’ con un pallonetto che non si alza abbastanza. Vicinissimo al primo gol in crociato con un colpo di testa, a inizio ripresa, che termina a lato. Per il resto, si marca da solo.
(25’ st) Frigan 6 Ci prova subito con un rasoterra mancino sul primo palo, che Perri (in serata di grazia) disinnesca. All’80’ troverebbe anche il gol sotto misura, ma il VAR lo annulla. Incoraggiante.
ROMERO 6 Dà l’anima e dimostra di avere molta più fame e voglia di emergere di tanti altri compagni emergenti. Perri, con un paratissima, gli nega il gol che avrebbe riaperto i giochi al 33’; ritenta col mancino nella ripresa, ma senza misura. Indomito.
All. GILARDINO 5 Così non va. Anzi - diciamolo apertamente –, così si retrocede anzitempo. Squadra messa in campo senza un’identità: si ripercorrono le orme di Cuesta con un atteggiamento che ricorda quello dell’ultimo Pecchia, con una difesa altissima che non può reggere l’urto di un solo contropiede avversario. L’entusiasmo richiesto alla viglia può essere restituito solo dopo aver trovato una vera identità, che prima c’era. E ora non c’è più. Convince solo la mossa di Bernabé davanti alla difesa e la fiducia in Romero, cui va trovato un partner diverso dall’inefficace Touré.
